Eve e Villanelle come Bonnie e Clyde? “Pura follia”, la showrunner di Killing Eve 2 spiega finalmente perché

Emerald Fennell ha provato (invano?) a placare gli animi dei fan inferociti dopo il controverso finale della seconda stagione

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Il finale di Killing Eve 2 è stato uno dei più chiacchierati dell’anno. Già pochi istanti dopo la conclusione dell’episodio orde di fan scatenati si sono riversate sui social per commentarne gli eventi e accusare la showrunner Emerald Fennell di miopia narrativa. Il clamoroso gesto di Villanelle – e il fatto che esso rappresenti un rovesciamento della dinamica conclusiva della prima stagione – è parso particolarmente controverso a molti appassionati, i quali per mesi hanno atteso una spiegazione plausibile da parte degli autori. In una recentissima intervista al The Hollywood Reporter, Emerald Fennell ha finalmente colto l’occasione di giustificare le proprie scelte creative e azzardare alcune ipotesi sul futuro della serie.

Tutto – ci ha tenuto a precisare – va inquadrato nell’ottica della relazione tossica tra Eve e Villanelle. Ma perchè è così malsana? Ne abbiamo parlato a lungo. Eve è una persona calorosa e gli altri se ne sentono attratti; è incredibilmente intuitiva e umana. Villanelle è fredda e analitica. L’elettricità fra loro sta proprio nella trasmissione di questo calore. Sono ossessionate una dall’altra, ma le cose iniziano a farsi incredibilmente complicate dopo l’accoltellamento alla fine della prima stagione.

Fennell è stata accusata di aver snaturato la relazione fra Eve e Villanelle, dunque ha provato a chiarire ogni dubbio analizzandone l’essenza. Il loro rapporto è estremamente complicato. È una storia d’amore, un’ossessione intellettuale, una specie di strana amicizia. Sono tanti rapporti diversi che cambiano molto perché costruiti sulle sabbie mobili dell’orrore. Come funzionerebbero Eve e Villanelle insieme? Come sarebbe la loro relazione? Villanelle le immagina in una baita a mangiare della pasta, ma come sappiamo, come sa anche Eve – e probabilmente anche Villanelle, in un luogo recondito della mente – non esiste un modo concepibile perché una vita del genere diventi realtà. E quindi cosa succede quando una cosa diventa del tutto impossibile?

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La delusione di tanti fan nasce proprio dalla scarsa volontà degli autori di seguire questa direttrice, provando a immaginare cosa sarebbe successo se Eve e Villanelle avessero deciso di fidarsi una dell’altra in risposta ai tradimenti dei rispettivi mentori. Sarebbe stato difficile per chiunque, insomma, non desiderare per loro un futuro alla Bonnie e Clyde. È vero. Io sono una scrittrice e sono ossessionata da Killing Eve e dall’elettricità fra Jodie e Sandra, quindi ovviamente volevo che facessero come Bonnie e Clyde. Lo desideravamo tutti ardentemente. Ma se sei una donna vera e hai appena fatto a pezzetti un uomo con un’ascia, e scopri che la donna che ha ucciso il tuo migliore amico avrebbe potuto evitarlo, le cose finiscono male.

L’improvvisa presa di coscienza di Eve, dunque, segna il punto di non ritorno per le Villaneve. Ciò che rovina tutto è il fatto che le cose diventino reali. Anche se si trovano fra quelle rovine, nella città più bella del mondo, [la possibilità di fuggire insieme] diventa una follia improvvisamente lampante. Ma ci si rende conto di una cosa del genere solo quando si ottiene ciò che si vuole. Non siamo tutti uguali, in questo? Tutti desideriamo ardentemente qualcosa, e tutto sta nel senso di attesa. La cosa in sé è troppo spaventosa o decadente o strana. La delusione di Villanelle deriva dalla convinzione che lei e Eve siano davvero le stesse. In fin dei conti anche Eve lo crede, ma la differenza è che una di loro è una piscopatica, l’altra no.

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Le motivazioni offerte da Emerald Fennell sono lineari e senz’altro ragionevoli, ma molti continuano a credere che la decisione di spezzare il legame fra Eve e Villanelle sia stata una pura e semplice mancanza di coraggio. Per alcuni persino un annullamento di tutto ciò che la seconda stagione di Killing Eve aveva provato a costruire fino a quel momento.

La showrunner ha parlato inoltre di alcuni possibili sviluppi in vista della terza stagione. Quando ho iniziato a lavorare agli episodi della seconda stagione mi è sembrato intrigante concentrarmi sulle conseguenze degli eventi della prima. Sarebbe stato semplice far trascorrere dei mesi e ritrovare tutti i personaggi in perfette condizioni. Ma come si sopravvive a qualcosa? Immaginiamo di accoltellare qualcuno o di ucciderlo con un’ascia. È qualcosa di insondabile, che non può esser messo da parte. Da questo momento in poi diventerà tutto ancor più oscuro e interessante, perché Eve ha provato a passare al lato oscuro ma alla fine ha rinunciato. È comprensibile, è fatta così. Ma per quanto ancora può andare avanti prima che le cose diventino del tutto fatali? È sempre stata questa, la domanda al centro di tutto. È già fatale, Eve e Villanelle hanno una vera e propria attrazione fatale.

Per sapere qualcosa di più su Killing Eve 3 occorrerà quindi aspettare ancora un po’. La terza stagione della serie con Sandra Oh e Jodie Comer è attualmente in produzione a Londra sotto la supervisione della nuova showrunner Suzanne Heathcote. Emerald Fennell, invece, è impegnata nella nuova stagione di The Crown, in cui recita nei panni di Camilla Parker Bowles.

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