8 tra le migliori serie tv degli ultimi 15 anni secondo i critici, da Breaking Bad a The Handmaid’s Tale

Affidarsi ai pareri dei critici è molto utile per trovare nuovi spunti e arricchire la propria lista personale di serie da recuperare

1
CONDIVISIONI

Le piattaforme di streaming sono i principali promotori dello sviluppo di nuove produzioni seriali, ma allo stesso tempo offrono l’opportunità di riscoprire successi meno recenti e altrettanto validi. Affidarsi ai critici per scoprire quali siano le migliori serie tv in circolazione non è tanto un atteggiamento snob che tende a escludere i titoli più commerciali, quanto piuttosto un metodo collaudato per privilegiare contenuti innovativi e qualitativamente ineccepibili. Vediamone alcuni.

Breaking Bad (stagione 5)

Con i suoi 99 punti su Metacritic, la quinta stagione di Breaking Bad è passata alla storia come una delle più riuscite di sempre. I 16 episodi conclusivi segnano il coronamento di un’avventura televisiva incomparabile, concepita da Vince Gilligan e ancora oggi lodata per la sceneggiatura, la regia e le interpretazioni del cast principale. Breaking Bad è la storia di Walter White (Bryan Cranston), insegnante di chimica che, dopo la diagnosi di cancro ai polmoni, inizia a produrre e vendere metanfetamina con il suo ex studente Jesse Pinkman (Aaron Paul).

The Leftovers (stagione 3)

L’intera corsa di The Leftovers è stata accompagnata da recensioni entusiastiche da parte della stampa specializzata. Per quanto si possa considerare una delle migliori serie tv mai concepite, però, è incomprensibilmente rimasta un titolo di nicchia. La storia dell’improvvisa scomparsa del 2% della popolazione mondiale, e dell’interpretazione data dai sopravvissuti all’evento, culmina con una terza stagione pressoché perfetta, alla quale i critici hanno attribuito 98 punti su 100. Al successo dell’enigmantica trama tessuta da Damon Lindelof e Tom Perrotta hanno contribuito gli eccellenti Justin Theroux, Amy Brenneman, Christopher Eccleston, Liv Tyler, Carrie Coon ed Ann Dowd.

Atlanta: Robbin’ Season (stagione 2)

L’indiscusso apprezzamento della critica statunitense per Donald Glover ha raggiunto il picco con il rilascio della seconda stagione di Atlanta (97 punti su Metacritic), progetto concepito, prodotto e interpretato dallo stesso Glover. La storia è quella di due cugini afroamericani che cercano di affrancarsi da una condizione socioeconomica asfissiante sfondando nel mondo del rap. Il poliedrico artista – popolare ormai in tutto il mondo con lo pseudonimo di Childish Gambino – è affiancato nella serie da Brian Tyree Henry, Keith Stanfield e Zazie Beetz.

Fleabag (stagione 2)

Nonostante il suo punteggio arrivi a soli 96 punti, la seconda stagione di Fleabag è universalmente riconosciuta come la più straordinaria rivelazione dell’anno. Lungi dall’essere soltanto uno dei migliori titoli del 2019, la serie creata e interpretata da Phoebe Waller-Bridge è infatti quanto di meglio si sia visto negli anni a proposito della rappresentazione dei desideri, dei sogni, delle pulsioni, delle idiosincrasie e, sì, anche delle imperfezioni delle donne trentenni di oggi. Protagonista indiscussa dell’attuale stagione dei premi, Fleabag è il piccolo regno di Phoebe Waller-Bridge, Sian Clifford, Bill Paterson, Olivia Colman e Andrew Scott.

The Americans (stagione 4)

Difficile scegliere la miglior stagione di una delle migliori serie tv mai trasmesse, eppure i critici hanno optato per la quarta, assegnandole 95 punti. Al centro delle vicende immaginate da Joe Weisberg ci sono Philip (Matthew Rhys) ed Elizabeth Jenkins (Keri Russell), spie russe del KGB costrette a inscenare una normale vita familiare a Washington con i figli Paige (Holly Tailor) ed Henry (Keidrich Sellati), a due passi dall’amico-nemico Stan Beeman (Noah Emmerich), agente FBI del reparto controspionaggio. Non un semplice spy thriller, insomma, ma un appassionante amalgama di storie personali e intrighi politici.

Transparent (stagione 1)

Creata e diretta da Jill Soloway, Transparent è una rivoluzionaria dramedy capace di conquistare la critica fin dalla prima stagione (94 punti). A colpire sono stati e continuano a essere il tatto, la dolcezza e il cuore con cui si osserva la vita della famiglia Pfefferman dopo la scoperta della transessualità del marito e padre Mort, poi Moira (Jeffrey Tambor). La profonda umanità di questo viaggio alla scoperta di sé coinvolge anche l’ex moglie Shelly (Judith Light) e i figli Josh (Jay Duplass), Sarah (Amy Landecker), Ali (Gaby Hoffman) e si concluderà con un finale musicale dopo il licenziamento di Jeffrey Tambor per molestie sessuali sul set.

Mad Men (stagione 4)

I 92 punti assegnati dai critici alla quarta stagione di Mad Men potrebbero essere estesi benissimo anche al resto della serie, un capolavoro della televisione firmato Matthew Weiner. A incidere su quest’ottima valutazione sono innanzitutto le straordinarie interpretazioni di un cast perfettamente calato nella realtà storica della serie, il decennio dei Sessanta. Jon Hamm, Elisabeth Moss, Vincent Kartheiser, January Jones, Christina Hendricks, John Slattery e gli altri interpreti hanno infatti reso ancora più viva la New York e l’America attraversate da cambiamenti enormi e situazioni geopolitiche epocali come l’assassinio di Kennedy o la crisi dei missili di Cuba.

The Handmaid’s Tale (stagione 1)

Si è discusso molto dell’effettiva necessità o meno di proseguire la corsa di The Handmaid’s Tale, ma la prima stagione ha saputo conquistare il favore della critica (e 92 punti) senza eccezioni. Che la si accusi di crudeltà gratuita o la si creda ancora un mezzo valido per far luce sugli orrori di un regime, la storia di Gilead e delle mortificanti condizioni di vita cui costringe le donne fanno di The Handmaid’s Tale una delle migliori serie tv degli ultimi anni. La critica concorda in particolare sulla straordinaria qualità della fotografia e sul livello delle interpretazioni. Il cast comprende infatti talenti quali Elisabeth Moss, Yvonne Strahovski, Alexis Bledel, Joseph Fiennes, Ann Dowd e Samira Wiley.

Il racconto dell'ancella
  • Margaret Atwood
  • Editore: Ponte alle Grazie
Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.