Cosa propone HarmonyOS: non sostituirà Android, ma il progetto è enorme

HarmonyOS non dovrebbe sostituire Android, ma sarebbe pronto a farlo in caso di necessità

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Risale alla giornata di ieri la presentazione di HarmonyOS, il sistema operativo proprietario di casa Huawei, che vuole affermarsi come risposta al ban USA nei suoi riguardi, risalente al mese di maggio. Il software la farà da padrona principalmente su smart TV, indossabili ed auto; per gli smartphone la controparte Android godrà ancora di una corsia preferenziale, rilasciando anche una nuova UI entro l’autunno (a meno che il governo americano non si metta di traverso, come speriamo non accada mai). EMUI 10 è la conferma che la collaborazione tra Google e Huawei andrà avanti, e non si fermerà di certo al 19 agosto (data di scadenza della proroga al ban USA). Basata su Android Q, vedremo debuttare EMUI 10 a bordo dei Huawei Mate 30 e Mate 30 Pro, la cui presentazione è prevista per settembre, ottobre.

Niente Hongmeng, ma HarmonyOS, un sistema operativo del tutto differente da Android e iOS (lo ha sottolineato lo stesso Richard Yu, CEO della divisione Consumer Business Group del colosso cinese). I vantaggi apportati sono diversi, sia per gli utenti che per gli sviluppatori (è possibile implementare le applicazioni una tantum e poi adattarle nel modo più flessibile possibile ai vari device cui sono destinate grazie al drag-and-drop ed alla programmazione visiva orientata all’anteprima): si tratta di un OS basato su microkernel e dotato di un’architettura protetta ed affidabile, capace di garantire un’esperienza senza soluzione di continuità tra diversi dispositivi. Questo non significa che HarmonyOS non sia pronto a funzionare sugli smartphone: se venisse negata al produttore cinese la licenza per poter continuare ad utilizzare Android, allora probabile si partirebbe tranquillamente con la soluzione proprietaria.

L’OS gode anche di una bassa latenza: il Deterministic Latency Engine individua in anticipo le priorità nell’esecuzione delle varie mansioni, così come i limiti temporali destinati alla programmazione. La distribuzione di HarmonyOS partirà dalla Cina, per poi estendersi a livello globale in fasi successive. Il sistema operativo made in Shenzen si propone di controllare ed intrecciare tra loro i dispositivi intelligenti, cosa ben diversa da quello esclusivo degli smartphone, di certo più piccolo. Dopo un periodo embrionale durato dieci anni, HarmonyOS sta prendendo finalmente forma.

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