Finale di The 100 6, i protagonisti provano a fare gli eroi ma ricadono nei loro errori (recensione)

I protagonisti provano a fare la cosa giusta nel finale di The 100 6, ma il prezzo da pagare è come sempre alto: la recensione dell'episodio

45
CONDIVISIONI

Il finale di The 100 6 raccoglie ciò che i protagonisti hanno seminato nel corso di questa incredibile, quanto scioccante, stagione. Fare la cosa giusta, comportarsi da brave persone. A volte, compiere una scelta non è facile, ma presuppone dei sacrifici. E in questa stagione, Clarke ha sacrificato davvero molto. Prima ha perso sua madre Abby, poi ha rischiato di non vedere più Madi.

Dopo tredici episodi di continue lotte di potere, viene da chiedersi se i protagonisti di The 100 meritassero di vivere. Monty e Harper hanno davvero sprecato i loro ultimi giorni per cercare un nuovo pianeta per poi assistere all’ennesimo genocidio? Vediamola così: Clarke, Bellamy e tutti gli altri hanno eliminato i Prime, la società di Sanctum. Corrotta e falsa, sì, ma si parla pur sempre di persone. L’aria tossica di questo apparentemente idilliaco pianeta ha costretto i nostri eroi a fare un esame di coscienza e rivalutare il concetto di “bravi ragazzi”.

Per Clarke la posta in gioco era alta perché doveva confrontarsi con i suoi demoni nel corpo di un’altra persona. I fratelli Blake dovevano separarsi per avvicinarsi e riscoprirsi una famiglia; Octavia ha fatto un percorso di redenzione che le è quasi costato la vita (ricordiamo quando andò e tornò nella misteriosa anomalia), e alla fine l’ha riportata da Bellamy. Certo, la scena della loro rappacificazione è frettolosa, non approfondita, ma ne è valsa la pena: Fianco a fianco, come doveva essere.

Il finale di The 100 6 stabilisce la fine dei giochi in uno scontro mortale tra i falsi dèi (i Prime) e i non credenti (Children of Gabriel). Clarke, per liberarsi dei corrotti sovrani, compie una delle scelte più drammatiche della sua vita: uccidere Simone, che dimora nel corpo ormai senza vita di sua madre. La scena è struggente, ma è fondamentale per liberarsi della famiglia di Russell e salvare Madi, la cui mente è ancora controllata dal Dark Commander.

A Sanctum è l’alba di un nuovo giorno. Mentre non siamo convinti che Jordan stia del tutto bene (ha in mano il mind driver, e c’è il sospetto che voglia abbandonare il suo corpo), Clarke e Bellamy si ritrovano tra il caos totale. Si scambiano un dialogo che risponde in parte al grande dilemma sollevato in questa stagione. Ho cercato di essere migliore, ma ho perso mia madre. Dimmi che ne è valsa la pena? Che è giusto così?, chiede disperata Clarke, esausta dalla sua battaglia. Abbiamo fatto del nostro meglio. Devo credere che è questo ciò che conta., la rincuora Bellamy.

Il finale di The 100 6 ci lascia con un dilemma morale. Non si tratta più di sopravvivere, ma di sapere se e quando fare la cosa giusta. Perché molto spesso le nostre scelte possono nuocere gli altri e si finisce per ricadere nei propri errori. Non si può salvare tutti se non liberandosi del male, uccidendolo. E a questo ci sono sempre delle conseguenze.

L’episodio si conclude lanciando quello che sarà il focus della prossima stagione: capire cos’è l’anomalia, in che modo Octavia sembra collegata. Sulla schiena ha infatti un tatuaggio, un codice che Gabriel ha studiato per 150 anni, e che apre un passaggio verso l’anomalia verde da cui emerge Hope, la figlia di Diyoza (ed è incredibilmente adulta!). Il destino di Octavia è appeso a un filo quando la ragazza la pugnala e poi la sorella di Bellamy scompare sotto ai suoi occhi, lasciandoci con mille domande.

Il finale di The 100 6 non è proprio brillante rispetto a quello delle passate stagioni, ma è la giusta conclusione a un capitolo che ha aperto molte prospettive. Dato che la settima stagione sarà l’ultima, la storia ripartirà probabilmente da qui, mentre i nostri eroi combatteranno ancora una volta con il concetto di morale, tra giusto e sbagliato.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.