Red Sea Diving Resort, Captain America accoglie e nasconde i rifugiati. Il film con Chris Evans, tratto da una storia vera

Chris Evans non ha più la tuta a stelle e strisce di Captain America, ma continua a pensarla come Steve Rogers e a comportarsi da eroe. Il film è ispirato a fatti realmente accaduti e punta l’attenzione sul tema dell'accoglienza, trascinandosi dietro anche la polemica sul trattamento degli ebrei etiopi in Israele

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E’ destinato a far discutere il film di Gideon Raff perché in Red Sea Diving Resort, Captain America accoglie e nasconde i rifugiati. Parliamo ovviamente dell’attore Chris Evans che interpreta l’agente del Mossad, i Servizi Segreti israeliani, Ari Levinson.

Il film, disponibile sulla piattaforma Netflix, è tratto da una storia realmente accaduta. Si tratta della lunga guerra civile in Etiopia che si concluse solo nel 1991 e culminò con la caduta della Repubblica Popolare Democratica d’Etiopia e un milione e mezzo di morti.

La vicenda al centro del lungometraggio racconta l’operazione di salvataggio di migliaia di etiopi di religione ebraica in Israele da parte dei servizi segreti israeliani. I fatti si svolsero tra il 1981 e il 1985 quando migliaia di persone scapparono dalla carestia e dalla guerra civile etiope.

L’operazione sotto copertura constava nell’utilizzo di una struttura ricettiva turistica in Sudan. Si trattava di un falso villaggio turistico usato dal Mossad per accogliere gli ebrei etiopi che attraversavano il confine. L’Hotel, recita la brochure che pubblicizzava una delle coperture più riuscite dei servizi segreti negli anni ’80, rappresentava  “Un meraviglioso mondo a parte, con tante cose da fare e vedere”.

Ecco allora, nelle immagini finali del film, gli agenti dei servizi segreti ritratti in foto d’epoca durante l’animazione del villaggio. Il piano era quello di far attraversare il confine agli ebrei etiopi e raggiungere la costa del Sudan. Infine, con l’aiuto della Marina Militare e dell’aeronautica israeliana, riuscirono a portare in salvo migliaia e migliaia di persone in Israele.

Il piano riuscì e il film è indiscutibilmente un manifesto pro accoglienza. La frase ripresa anche nel trailer dell’attrice Haley Bennett, qui nei panni dell’agente Rachel Reiter, è lapidaria: “Siamo tutti rifugiati, non credi?”.

Intendiamoci, Red Sea Diving Resort non è un film politico, ma un Thriller d’azione ricco di suspense con un buon cast e un buon ritmo. L’eroe della giornata, Chriss Evans, è pronto a rischiare tutto per mettere in salvo quante più persone possibile.

Il film è destinato, consapevolmente o meno, a creare un piccolo dibattito non solo sul tema dell’accoglienza.  In queste settimane in Israele Centinaia di etiopi sono scesi in strada in varie città del Paese per protestare contro l’ennesima uccisione da parte della polizia di un membro della loro comunità.

Sembrano essere sempre più numerose, da parte di membri della popolazione ebrea etiope, le accuse di discriminazione verso lo stato di Israele. Si tratta di una comunità che conta quasi 135.000 persone arrivate in Israele in due grosse operazioni militari proprio nel 1984 e 1991.

In conclusione, il film in queste ore si trascina numerose discussioni, ma resta un buon film estivo, riuscito per ritmo e originalità della storia.

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