Il turbo alla rete 5G in Italia grazie a Vodafone e TIM insieme: Wind Tre e Iliad mangeranno la polvere?

Accordo annunciato da qualche ora: il resto della concorrenza di certo non plauderà alla partnership

11
CONDIVISIONI

Ieri doveva essere una giornata decisiva per la rete 5G in Italia ed effettivamente lo è stata. Sulle pagine di OM, ad inizio settimana, era stato segnalato l’appuntamento di un nuovo CdA dell’operatore TIM in data 26 luglio appunto, con lo scopo di formalizzare e dettagliare un accordo con l’operatore concorrente Vodafone proprio per la tecnologia di connessione ad alta velocità. Ebbene, a fine giornata, i due protagonisti del momento hanno rilasciato una nota congiunta che non lascia dubbi sui loro ambiziosi obiettivi. Lo stesso comunicato, magari, avrà destato pure una certa preoccupazione in Wind Tre ma anche Iliad.

Partiamo dalle dichiarazioni di Vodafone e TIM per i lavori della rete 5G in Italia. Gli sforzi saranno congiunti per lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico dei tutto il nostro pese. Si è venuta a creare, in effetti, la prima Tower Company italiana che metterà il turbo ai lavori per garantire a tutti e nel minor tempo possibile il nuovo servizio di connessione ultra veloce.

Sia TIM che Vodafone sottolineano come il loro accordo rappresenti un vantaggio per il paese, nel breve e lungo termine. La modernizzazione passa attraverso la costruzione di una rete 5G diffusa ovunque. Solo così potranno essere garantiti servizi efficienti per i cittadini ma anche per il business di piccoli e grandi imprenditori (l’aumento della produttività di vari settori economici è difatti un obiettivo perseguibile proprio grazie alla nuova tecnologia).

Cosa faranno ora Wind Tre e Iliad al cospetto di questa cordata tra i due giganti del settore delle telecomunicazioni italiani? Impossibile negare come i concorrenti , almeno inizialmente, mangeranno la polvere rispetto a quello che rischia di essere fin da subito un monopolio per la rete 5G in Italia. Il numero di torri “congiunte” tra i due vettori, grazie anche a Inwit (controllata TIM), sarà pari a 22000 unità e tanti lavori saranno messi in cantiere per aumentare questa quota. Insomma, chi è restato fuori da questo accordo rischia di restare piuttosto indietro nella tecnologia, a discapito anche dei servizi resi ai clienti.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.