Il Re Leone, uno spettacolo visivo fedele all’originale dove la magia è ancora nell’aria (recensione)

Il Re Leone torna sul grande schermo grazie alla nuova versione live action di Jon Favreau: e il risultato è spettacolare, ecco la recensione del film

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Sono passati 25 anni da quando Il Re Leone è uscito nelle sale. L’allora classico d’animazione Disney ha segnato il punto massimo di svolta nel cosiddetto Rinascimento disneyano. Fortemente influenzata dall’opera di William Shakespeare, Amleto, la pellicola è considerata una delle più mature prodotte dalla Casa di Topolino per via delle tematiche affrontate. La perdita, il dolore, l’accettazione, l’identità, Il Re Leone è soprattutto un racconto di formazione che pone al centro i legami familiari, segnando uno stacco netto dai classici Disney finora prodotti e di stampo fiabesco.

La nuova versione proposta da Jon Favreau è una sofisticata operazione nostalgica che punta molto allo spettacolo visivo. Non si può infatti iniziare a parlare del nuovo Re Leone senza soffermarci sull’aspetto tecnico. La storia rimane la stessa – impossibile del resto apportare modifiche – e ci riporta nella savana africana. Il giovane leoncino Simba sa che un giorno dovrà prendere il posto di suo padre Mufasa nel cerchio della vita e diventare il nuovo re. Dopo che suo zio Scar uccide Mufasa, il principe compirà un viaggio interiore in cui dovrà capire chi è veramente così da impedire a Scar di prendere le Terre del Branco e vendicare suo padre.

Facendo leva sull’innovativa CGI, il regista di Iron Man costruisce delle scene fotorealistiche, molto più vicine a un documentario della BBC piuttosto che al semplice live action. Così l’occhio della telecamera segue il percorso di un topolino, che all’alba si avvicina furtivamente (e inconsciamente) al rifugio di Scar, cogliendone ogni suo piccolo passo, segnando il terreno sottostante, rendendo il tutto più simile al vero che alla finzione. La tecnica di Favreau in questo senso potrebbe spingere il mondo dell’animazione verso territori ancora inesplorati.

Questo però finisce per incidere sull’espressività dei personaggi/animali, specialmente su Scar, qui più malvagio e privo di carisma come era invece nel film d’animazione (forte della voce di Tullio Solenghi). Le iene, personaggi ironici, diventano spietate nella versione di Favreau, più in linea col loro comportamento animale.

Se nella versione originale, Simba e Nala sono doppiati da Donald Glover e Beyoncé, l’adattamento italiano si affida a due delle voci più belle del panorama nostrano, Marco Mengoni ed Elisa. Impossibile negarlo: il doppiaggio non è il loro forte, ma lo stesso non si può dire del canto. La versione italiana de “L’amore è nell’aria” (“Can You Feel The Love Tonight?”, in lingua originale) è in grado di tenere testa a Glover e Beyoncé. La rivelazione de Il Re Leone è però l’accoppiata Edoardo Leo e Stefano Fresi, doppiatori degli irresistibili Timon e Pumbaa. Una missione non facile quella di raccogliere l’eredità di Tonino Accolla, voce originale del piccolo suricato, ma che Leo porta a termine in maniera sorprendente; basti sentire “Hakuna Matata” per rendersene conto.

In generale, le canzoni de Il Re Leone ricalcano in maniera fedele il classico Disney del ’94, accompagnate anche dagli arrangiamenti di Hans Zimmer, tornato per rimetter mano al tema musicale.

Pur riportando in scena fedelmente l’originale, nel nuovo Re Leone si respira anche aria di modernità. Alcune scene presentano una durata maggiore, allungate per consentire al pubblico di godere della spettacolare CGI in tutti i suoi lati; i rapporti tra alcuni personaggi sono più approfonditi, quasi come volessero riempire “buchi” di trama presenti nel film del ’94. Gli amanti dei classici Disney noteranno anche una chicca durante la visione del film, una sorta di strizza a un altro film della Casa di Topolino a cui sarà impossibile non riderci su.

Inoltre, sulla scia della rivoluzione femminista, anche i personaggi femminili si ritagliano un ruolo decisamente più importante e cruciale ne Il Re Leone – sebbene l’originale presentasse già questa caratteristica con Nala, voce presente che guida e sorregge un indeciso Simba nei momenti di difficoltà. I veri eroi della savana restano anche qui Timon e Pumbaa, un duo incorreggibile che spesso ruba la scena perfino al suo futuro re.

Il Re Leone uscirà nelle sale italiane il 21 agosto.

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