L’etichetta di Mark Sloan su Eric Dane dopo Grey’s Anatomy, da McSteamy a Euphoria

L'attore Eric Dane dopo Grey's Anatomy è nel cast di Euphoria, l'audace teen drama di HBO, ma non rinnega il suo passato col camice nei panni di Mark Sloan

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Per un’intera generazione resterà McSteamy o dottor Bollore, per dirla all’italiana, ma la carriera di Eric Dane dopo Grey’s Anatomy è proseguita con diversi ruoli di rilievo: oltre ad essere stato protagonista di The Last Ship, ha appena debuttato nei panni del personaggio di Cal Jacobs nella serie Euphoria della HBO, dramma adolescenziale dal registro piuttosto audace.

Dane, che ha una lunga storia di lotta contro le dipendenze da sostanze e la depressione, è rinato anche grazie al suo lavoro e si gode la rinnovata popolarità con quella che è considerata una delle serie rivelazione di quest’anno.

Ma il fatto di essere ancora identificato dai più come l’impenitente chirurgo plastico Mark Sloan di Grey’s Anatomy – personaggio che ha interpretato dalla seconda all’ottava stagione del medical drama – non sembra pesargli, come racconta in una lunga intervista ad Inquirer relativa al suo nuovo ruolo nella serie HBO.

Sono grato di aver avuto l’opportunità di interpretare un ruolo che è diventato iconico. Non cerco di fuggire da qualcosa che è sul mio curriculum. Inoltre, gli attori verranno sempre ricordati per alcuni dei ruoli che interpretano, non importa quanto siano grandi o quante presentazioni eccellenti abbiano prodotto. Ci sono alcuni ruoli che hanno davvero un impatto sulle persone – e Mark Sloan è uno di questi. Apprezzo l’opportunità di aver interpretato questo ragazzo.

E se nel medical drama impersonava lo sciupafemmine incallito Mark, capace però di innamorarsi della giovane Lexie e di mettere al mondo una figlia con la sua migliore amica lesbica Callie, in Euphoria Dane appare nei panni (pochi, a dire il vero) di Cal Jacobs, genitore di un ragazzo adolescente che vive una doppia vita e nasconde molti segreti alla sua famiglia. La scena in cui appare in un nudo frontale ha fatto molto discutere, ma Dane difende il registro ardito della serie, anche perché ha vissuto in prima persona molti dei drammi che racconta – dalla dipendenza ai problemi di salute mentale – e non ha problemi ad affrontarli anche sullo schermo.

Euphoria ha uno sguardo crudo e impenitente sulla vita degli adolescenti. Non l’ho trovato per niente troppo spinto, nemmeno per McSteamy. Non vedo come potremmo raccontare queste storie senza essere audaci, specialmente se vuoi raccontarle sinceramente. La prima volta che ho letto la sceneggiatura, ho pensato che fosse splendidamente scritta da Sam Levinson. È fantastico con le parole. Sapevo che se avessi interpretato un personaggio come Cal, sarei stato in buone mani con Sam, perché mi fido di lui ciecamente. (…) Se voglio raccontare queste storie, voglio certamente assicurarmi di far parte di qualcosa che cerca di raccontarle più sinceramente e coraggiosamente possibile. Ho avuto alcune esperienze nell’immischiarsi in cose sbagliate. Ho anche avuto problemi con la salute mentale e la dipendenza, quindi sono disposto a raccontare la storia di qualcun altro tanto quanto la mia. 

Euphoria è già stata rinnovata da HBO per una seconda stagione.

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