Première de La Casa di Carta 3 in stile hollywoodiano a Madrid, con Berlino: terza stagione promossa dalla critica

Il cast al gran completo sul tappeto rosso della première de La Casa di Carta 3 a Madrid, per un debutto in grande stile

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Col cast al gran completo, la première mondiale de La Casa di Carta 3 a Madrid di giovedì 11 luglio si è rivelata un evento in stile hollywoodiano, all’altezza delle enormi aspettative riposte da Netflix in questo nuovo capitolo della serie spagnola.

L’evento allestito in Plaza de Callao ha visto la partecipazione di 23 attori tra protagonisti, comprimari e volti ricorrenti di questa terza stagione, accompagnati dal creatore Álex Pina, dalla squadra di produzione di Vancouver Media, dal regista Jesús Colmenar e da Ted Sarandos, capo dei contenuti originali di Netflix (segno dell’importanza che la piattaforma riserva a questo debutto tanto pubblicizzato ormai da oltre un anno).

Sul lungo tappeto rosso di fronte ad una folla di fan in delirio che intonava Bella ciao, la canzone della Resistenza usata nella serie come inno della banda, hanno sfilato Álvaro Morte, Úrsula Corberó, Alba Flores, Esther Acebo, Miguel Herrán, Itziar Ituño, Jaime Lorente e gli altri attori del cast originale insieme alle new entry di questa terza stagione. Non è mancato Pedro Alonso, che col suo personaggio di Berlino – apparentemente morto al termine della seconda stagione ma tornato anche nella terza – rappresenta la vera incognita dei nuovi episodi.

La proiezione del primo episodio della terza stagione è stata introdotta da Sarandos ricordando l’incredibile e del tutto inatteso impatto che questa piccola produzione – ora foraggiata dai grandi capitali di Netflix a partire dalla terza stagione – ha avuto al di fuori dei confini nazionali spagnoli, diventando un fenomeno mondiale al punto da essere la serie più vista sulla piattaforma tra quelle non in lingua inglese.

La Casa de Papel dimostra che grandi storie possono venire da qualsiasi parte del mondo e rendere felice il mondo intero. Lo spettacolo è straordinario. Viene dalla Spagna ma è visto in tutto il mondo. Da Istanbul a Parigi, da Rio a Los Angeles, i fan adorano questo spettacolo, non possono aspettare, non ne hanno mai abbastanza di questi delinquenti, e stanno aspettando il loro ritorno.

Le prime recensioni apparse sulla stampa spagnola – come quella di Vertele – promuovono a pieni voti il ritorno della banda de Il Professore e dei suoi rapinatori disadattati e tormentati, perché Álex Pina e Jesús Colmenar hanno sfruttato tutti i mezzi a loro disposizione riuscendo a riaprire un capitolo apparentemente chiuso. Lo hanno fatto mantenendo una coerenza narrativa con le parti precedenti, riannodando i fili della trama in modo credibile e puntando tutto sull’essenza dei personaggi, che sono la vera forza di questa serie la cui trama è certamente surreale e pittoresca.

La Casa di Carta 3 si preannuncia, almeno dal punto di vista strettamente visivo, imponente e spettacolare. Più azione, più ritmo, più ambientazioni diverse sparse in giro per il mondo (tra cui l’Italia con Firenze): un ritorno improntato alla grandezza, sia formale dal punto di vista stilistico sia per il contenuto della trama, con un colpo più ambizioso e rischioso del precedente alla Zecca di Stato, visto che stavolta l’assalto è alla Banca centrale di Spagna. D’altronde questa stagione che vede l’ingresso di Netflix nella produzione con un budget inevitabilmente più ampio rispetto a quello a disposizione nelle prime due stagioni prodotte da Atresmedia per Antena3, segna definitivamente l’ingresso de La Casa di Carta nel girone di competitività delle grandi serie americane e britanniche: “Ora siamo nella Champions League della serialità“, aveva detto Álex Pina in conferenza stampa a Madrid presentando la nuova stagione come “un puzzle da ricomporre“.

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