Problemi con le antenne Iliad anche nelle Marche, nel mirino una chiesa

Nuove proteste, in particolare a San Benedetto del Tronto, per l'installazione di un nuovo impianto

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I problemi con le antenne Iliad si moltiplicano, nel senso che ad ogni nuova installazione di un impianto del nuovo quarto vettore, nasce un nuovo scontro con amministrazioni loocali o di cittadini che vorrebbero evitare eccome) la nuova stazione base per il segnale. Dopo aver esaminato la situazione anomala ora di scena ad Udine, una nuova controversa questione si è andata a determinare nelle Marche, più precisamente nella rinomata località turistica di San Benedetto del Tronto.

Come sottolinea anche UniversoFree, proprio nella cittadina del litorale marchigiano sono state individuate 14 aree dove inserire propri impianti del tutto nuovi o da riconvertire perché ceduti da Wind Tre. I problemi con le antenne Iliad nascerebbero, nello specifico, in riferimento ad una sola installazione ma pure molto controversa. Le stazioni sarebbero destinate al parcheggi, zone attigue all’autostrada, campi sportivi, bocciodromo, palazzo comunale ma l’impianto della discordia sarebbe quello previsto sulla chiesa di San Benedetto Martire, naturalmente patrono della città.

L’aspetto più criticato dell’installazione nel luogo di culto riguarderebbe il posizionamento dell’impianto nella torre campanaria della chiesa. Una soluzione di certo non gradita ai fedeli ma neanche al parroco. Insieme, i cittadini di San Benedetto del Tronto hanno deciso di scrivere direttamente ad Iliad per proporgli di valutare luoghi alternativi all’installazione, pure ben lontani dal sagrato.

I problemi con le antenne Iliad sono più corposi e direttamente proporzionali all’avvio di un numero maggiore di lavori per l’installazione delle stazioni radio per la trasmissione del segnale. La creazione di una rete proprietaria è la priorità per il brand ma questa si scontra contro le proteste della popolazione. Magari in molti clienti vorrebbero un servizio di qualità da parte del vettore ma non certo con un’antenna posizionata sopra casa o sopra la propria chiesa. Intanto, già entro fine giugno, l’operatore avrebbe dovuto coprire il 20% della popolazione con il suo segnale proprietario ma l’obiettivo resta alquanto utopistico anche oggi.

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