Le confessioni di Ariana Grande, da Mac Miller e Pete Davidson alla musica: “Ho fatto canzoni senza sostanza per fare carriera”

In copertina su Vogue America, Ariana Grande traccia un bilancio dei suoi 26 anni perlando di Mac Miller, Pete Davidson e della sua musica

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Mentre è all’apice della sua carriera, con un album che le ha permesso di battere uno storico record dei Beatles con tre singoli in cima alla classifica Billboard da un solo disco, Ariana Grande è in vena di bilanci, a soli 26 anni, ma con un bagaglio professionale e personale che rende irrilevante la sua giovane età anagrafica.

La Grande ha ottenuto la copertina del numero di agosto dell’edizione americana di Vogue e si è aperta in una lunghissima chiacchierata sul trauma dell’attentato di Manchester, sulla perdita di Mac Miller, sul fidanzamento lampo poi saltato con Pete Davidson e anche sulla sua musica, con considerazioni non scontate.

Ariana Grande fotografata da Annie Leibovitz per la cover di Vogue

Ariana Grande oggi è soddisfatta dei suoi album – ne ha pubblicati due nel giro di sei mesi, tra agosto e febbraio scorsi, Sweetener e Thank U, Next – ma non lo è sempre stata in passato: la popstar ammette che i suoi primi dischi erano composti solo per metà da brani in cui credeva e che le piacevano realmente. Molte canzoni, anche tra quelle scelte come singoli, erano invece dettate da esigenze di mercato, dalla necessità di imporsi in classifica e di conquistare una libertà artistica che le sarebbe arrivata con l’affermazione commerciale.

La Grande ha ammesso candidamente che almeno due suoi album includono canzoni che sono state scritte semplicemente per allargare la platea del suo pubblico. Per fare un esempio, cita il duetto con Nicki Minaj in Side to Side.

C’è stato un periodo durato due album in cui facevo metà delle canzoni per me e metà delle canzoni per consolidare il mio posto nella musica pop. Molti dei miei singoli sono stati carenti di sostanza spirituale. Stai parlando con qualcuno che ha scelto “Side to Side” come singolo. Adoro quella canzone, ma è solo una canzone divertente sul sesso.

La Grande ha spiegato che sta cercando ora di trasformare il suo dolore per i fatti che l’hanno travolta in questi ultimi due anni (dalla strage al suo concerto a Manchester alla morte per overdose di Mac Miller fino al matrimonio saltato con Davidson) in ispirazione per la sua musica. La sua attività così prolifica negli ultimi tempi è dovuta proprio alla sofferenza, che spiega di aver affrontato anche con l’abuso di alcol.

Se devo essere completamente onesta, non ricordo quei mesi della mia vita perché ero (a) così ubriaca e (b) così triste. Non ricordo bene come è iniziata o come è finita, o come all’improvviso ci fossero 10 canzoni sulla lavagna.

La cantante ha definito malsano il tentativo di mascherare la sofferenza per la perdita dell’ex compagno, morto per overdose nel settembre 2018, e sta ridimensionando il rapporto con Davidson, che avrebbe dovuto sposare nel 2019.

Pete è stata una straordinaria distrazione. Una storia frivola, divertente, folle e altamente irrealistica, e io l’amavo, ma non lo conoscevo.

Lo stress post-traumatico dopo i fatti di Manchester del maggio 2017, in cui persero la vita 22 persone alla fine di un suo concerto, la condiziona ancora oggi.

Devo essere la ragazza più fortunata del mondo e sicuramente la più sfortunata. Sto camminando su questa sottile linea tra la mia guarigione e non lasciare che le cose che ho attraversato mi travolgano prima che io sia pronta, e anche celebrando le cose belle che sono successe nella mia vita senza sentirmi spaventata che possano essermi portate via perché il trauma mi dice che lo saranno, capisci cosa intendo?

Ecco Ariana Grande nella cover video di Vogue di agosto 2019, ritratta da Annie Leiboviz.

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