Lavoratori in nero sottopagati per il concerto di Ultimo, la risposta di Vivo Concerti

Il promoter del tour di Ultimo rilascia una nota stampa a proposito degli accertamenti della Guardia di Finanza dopo lo spettacolo all'Olimpico

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Lavoratori in nero sottopagati per il concerto di Ultimo. 4 euro l’ora per le operazioni di smontaggio e di pulizia dell’area del palco. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza dopo l’evento che si è tenuto allo Stadio Olimpico di Roma lo scorso 4 luglio.

Subito dopo lo spettacolo un blitz dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma è scattato mentre i 64.000 fan presenti lasciavano lo stadio dopo La Favola di Niccolò. Le “interviste” dei finanzieri del 3° Nucleo Operativo Metropolitano Roma hanno fatto emergere la presenza di lavoratori sottopagati e senza contratto, a lavoro nella zona del palco per lo smontaggio dei macchinari e delle strutture.

Oltre 60 addetti sono stati interrogati. 10 non erano in regola con i permessi di soggiorno in Italia, altri 20 sono risultati irregolari o in nero. Gli operai di origini nord-africane e bengalesi non erano in possesso dei documenti di soggiorno in Italia, altri erano in possesso invece di documenti scaduti.

Vivo Concerti, promoter del tour di Ultimo, si dice estraneo ai fatti e diffonde una nota stampa. Smentisce la presenza di lavoratori non regolari all’interno del proprio personale e di quello delle società partner per la realizzazione dello spettacolo. Ammette di aver appreso dalla stampa del blitz della Guardia di Finanza e delle indagini in corso per accertare le posizioni lavorative poco chiare. Si rende disponibile a collaborare al fine di far luce sulla vicenda ed esclude ogni coinvolgimento dell’artista.

“In merito alle notizie diffuse sulla presenza di lavoratori in nero al concerto dell’artista Ultimo allo Stadio Olimpico, Vivo Concerti – promoter dell’artista – smentisce categoricamente che all’interno del proprio personale e di quello delle società utilizzate per la realizzazione del concerto si intrattengano rapporti lavorativi non a norma. Apprendiamo dagli organi di stampa che la Guardia di Finanza sta procedendo con le indagini relative e ci rendiamo disponibili laddove fossero necessarie informazioni aggiuntive per far luce sulla vicenda. Ribadiamo che nulla deve e può essere ricondotto all’artista e al promoter Vivo Concerti”.

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