Tutti Matti di Daniele Silvestri arriva in radio, l’amore al tempo della distrazione di massa (audio e testo)

Esiste ancora un mondo oltre i social, ed è quello che incontriamo nella persona che amiamo

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Tutti Matti di Daniele Silvestri arriva in rotazione radiofonica dal 5 luglio. Mentre il cantautore si concentra sui concerti estivi che anticipano il tour nei palasport, possiamo ascoltare il nuovo estratto dall’album La Terra Sotto I Piedi, una galleria d’arte romantica e nervosa, un cuscino che attutisce i colpi e i rumori di una società che si fa sempre più disordinata per un uso smodato del concetto di opinione personale e sempre più divisa per le continue prese di posizione di chi distingue un “noi” da un “loro”.

Con Tutti Matti di Daniele Silvestri scopriamo l’uomo innamorato della propria metà, una donna che sa distinguersi dal resto del mondo, dai passanti troppo interessati a guardare il proprio smartphone o a cercare l’autostima da un selfie postato sui social. Daniele racconta la sua venerazione su una base che potrebbe allinearsi con Close To Me dei Cure in termini di sonorità, ma anche con Il Mondo Nuovo di Neffa in termini di dolcezza.

Il pezzo si apre con un audio catturato in sala prove – un regalo che Silvestri ci fa spesso – e gioca sul paragone tra la realtà virtuale dell’internet e il mondo reale della sua lei, il cui sorriso non può essere catturato da una foto. I “matti” di cui parla il titolo sono tutti coloro che non la notano, perché secondo Silvestri chiunque si innamorerebbe di lei se solo la guardasse.

Quello del cantautore romano è un mondo ancora possibile, una certezza che arriva proprio dalla sua musa, aliena rispetto agli automatismi della tecnologia e diversa dall’omologazione che i social network comportano. Tutti Matti di Daniele Silvestri è una delle tante isole felici del disco, una spensieratezza necessaria in un Paese sempre più macchiato dall’odio e dall’indifferenza di chi è troppo accecato dall’ego per abbandonarsi alla semplicità dell’amore incondizionato.

TESTO

“Ok, certo
E quasi viceversa sul La che poteva essere un Mi maggiore, capito?
No, è quello il punto. Cioè, se proprio prendi più l’aspetto della quinta, dell’accordo sulla quinta, è molto meglio che ci leghiamo da… usciamo un po’ dalla Bossanova pur avendone la settima più, capito?
Ok
E viceversa
Stessa cosa sul La”

Ti sembrano tutti matti
Ti sembrano tutti matti
E allora li lasci fare
Li lasci stare
Li lasci
Ti sembrano tutti falsi
Ti sembrano tutti persi
A furia di farsi male
Di farsi male
Di farsi
(Guardali!)
Le case come confetti
Il trucco sopra i difetti
E tutto per somigliare
Per non sembrare
Diversi
I telefoni sono specchi
Ma solo se sono spenti
Per questo ricaricare
È fondamentale
Non pensi?
Per non rischiare di vedersi tristi

Ma tu non sei così
No, no, non sei così
Tu non sei così
Ancora no, non sei così
Nememno un po’

Il suono di te che ridi
Non entra in nessuna foto
O il fatto stesso che quando arrivi
Non c’è più il primo accesso
E mi sembrano tutti matti
Quelli intorno così distratti
Dovrebbero innamorarsi
Solo a guardarti

Perché tu non sei così
Tu non sei così
No, no, tu non sei così
Ancora no, non sei così
Nemmeno un po’

Nemmeno un popolo vigliacco come questo
Di cui faccio parte anch’io
Doveva consegnarti un mondo così brutto, amore mio
E mi vergogno di quest’aria che anche tu respirerai
E temo il giorno in cui crescendo mi dirai

Tu non sei così (tu non sei così)
Tu non sei così (non sei così)
No, tu non sei così (tu non sei così)
Non sei così (non sei così)
Tu non sei così
Nemmeno un po’.

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