Berlino è vivo o morto ne La Casa di Carta 3? Parla il cast (video e poster)

Berlino è vivo o morto ne La Casa di Carta 3? Il cast prova a rispondere alla domanda e sembra confermare la seconda ipotesi

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Sono morto? Io mi sono sentito morire e ora mi sento rinascere“. Così, con la consueta ironia, Pedro Alonso risponde alla domanda che tutti i fan della serie si stanno ponendo in queste ore: Berlino è vivo o morto ne La Casa di Carta 3?

Di sicuro il personaggio tornerà in scena, come dimostrato dalle riprese realizzate a Firenze lo scorso gennaio, quando sono state girate almeno due scene con Il Professore (Alvaro Morte) e Berlino (Pedro Alonso).

Ma l’ambientazione di quelle sequenze appare totalmente slegata rispetto al trailer che mostra le scene de La Casa di Carta 3 ed avalla l’ipotesi che Berlino sia realmente morto nello scontro finale con l’esercito all’interno della Zecca spagnola al termine della rapina nel finale della serie. E che dunque in questi nuovi episodi – inizialmente non previsti ma voluti da Netflix dopo l’esplosione di popolarità del format – appaia solo nei ricordi del Professore o magari in flashback sul passato che li accomuna, con scene che raccontano il loro rapporto chiarendone anche la natura (sono davvero fratelli?). Ad avallare quest’ipotesi c’è anche il fatto che – come ha dichiarato il creatore e showrunner Alex Pina in sede di presentazione della nuova stagione alla stampa spagnola – la trama de La Casa di Carta 3 si dipanerà su molti livelli temporali diversi, non solo due come nelle precedenti stagioni, dunque è possibile che il rapporto tra Berlino e il Professore sia un filone del racconto ambientato nel passato, ma che il personaggio sia realmente morto nel tempo presente, come lasciava intendere chiaramente il finale della seconda parte.

Con tutta probabilità, dunque, Berlino ritorna in scena senza improbabili resurrezioni, ma nel ricordo del suo amico e compagno d’avventura Sergio Marquina. Ed è altrettanto probabile che il suo spirito continui ad aleggiare sulla banda in questa nuova impresa, visto che, come ricorda Itzar Ituno in questa intervista con Alonso e Morte alla testata spagnola Hipertextual, “nessuno muore del tutto“.

L’interprete di Berlino, al di là delle battute sulla sua rinascita, spiega che ci sarà una “riscoperta della natura del personaggio, perché tutti hanno avuto un’evoluzione, nessuno dei personaggi è nella stessa situazione in cui era nella prima e nella seconda stagione, nessuno, che sia morto o sia vivo non fa differenza, ognuno di loro si sta riconfigurando“.

La conferma che Berlino sia morto sul campo sembra arrivare anche dalle parole di Alvaro Morte, che parlando del suo Professore, l’ideatore della rapina alla Zecca, ricorda le perdite umane dell’incredibile operazione architettata per stampare 2.400 milioni di euro.

Il Professore è vendicativo, ha i suoi principi, il suo modo di vedere la vita, e quando pensa che qualcosa non sia giusto, non sia corretto, cerca di trovare una soluzione per cambiarla. Il Professore per come è finita la seconda stagione, visto che è partito per 2.400 milioni e ne porta via 900 oltre a lasciare lì Mosca, Oslo e Berlino, credo che stesse desiderando di avere la scusa perfetta per tornare e la carcerazione di Rio rappresenta una scusa meravigliosa per farlo.

A confondere le acque, però, c’è il fatto che lo stesso Berlino appaia nei poster dei personaggi de La Casa di Carta 3 apparentemente in azione, con la tuta rossa e la maschera di Dalì che rappresentano la divisa dei rapinatori nelle prime due stagioni. Non era presente, invece, nella locandina ufficiale della stagione.

Insomma, non resta che scoprire se Berlino è vivo o morto ne La Casa di Carta 3 guardando i nuovi episodi disponibili dal 19 luglio su Netflix.

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