Un revival di Ally McBeal nell’era #MeToo? Parla Greg Germann di Grey’s Anatomy

E se tornasse anche Ally McBeal con un revival? Greg Germann frena sull'ipotesi ma non la esclude...

Greg Germann di Grey’s Anatomy non ha intenzione di tornare nei panni del suo Richard Fish, perché pensa che un revival di Ally McBeal non sia una buona idea.

Esilarante, surreale, ma anche amara: Ally McBeal è stata una delle produzioni più originali per temi e linguaggio a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Trasmessa su Fox negli Stati Uniti dal 1997 al 2002 (in Italia su Canale5 e Italia1), fu premiata con un Emmy Award per la Miglior Serie Comedy e decine di altri riconoscimenti tra Emmy, Golden Globes e SAG Awards, ma soprattutto rappresentò la consacrazione per Calista Flockhart, protagonista nei panni di una giovane avvocatessa impiegata nel prestigioso e competitivo studio legale di Cage & Fish di Boston.

Tra i volti della serie, insieme a Lucy Liu e Robert Downey Jr, anche Greg Germann che oggi fa parte del cast regolare di Grey’s Anatomy nei panni del Dr. Tom Koracick: in Ally McBeal il suo ruolo era quello del superficiale, narcisista, avido e donnaiolo Richard Fish, che gli è valso uno Screen Actors Guild Award.

Oggi l’attore, interrogato da DigitalSpy.com sulla possibilità di un revival vista la tendenza a riportare in vita produzioni iconiche del recente passato, spiega di non vedere questa possibilità come concreta.

Non posso immaginare che si faccia un revival. È stata perfetta nel suo piccolo.

Indubbiamente, per l’attore che fu anche regista di alcuni episodi della serie, semmai si dovesse rimettere mano ad Ally McBeal, l’unico titolato a farlo sarebbe il suo creatore David E. Kelley, perché “sono sicuro che potrebbe farlo funzionare“.

Penso di aver sentito dire che David sostenga che, se la serie tornasse ora, se fosse interessato ad essere coinvolto, sceglierebbe una showrunner femminile.

E in quel caso, visti i progressi dei movimenti femministi e l’evoluzione del linguaggio televisivo con un’attenzione maggiore alla parità di genere, Germann immagina che il suo personaggio dai tratti maschilisti e misogini non avrebbe vita facile.

Immagino che il mio personaggio sarebbe in prigione per ogni tipo di molestie sessuali, cosa che potrebbe essere davvero interessante. Non so se sia divertente, ma sono sicuro che potremmo trovare dell’umorismo scorretto. Nel periodo del #MeToo, avere quel personaggio in giro ha una qualche rilevanza, credo, ma dovrebbe farlo David perché altrimenti potrebbe andare tutto storto.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.