Mondiali Donne. Forza Italia, ma ci vogliono misure più piccole

Le donne del calcio sono discriminate. Hanno diritto a giocare con palloni più leggeri, con porte, campi e tempi ridotti. Altrimenti rischiano di farsi male e di far brutta figura

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Le calciatrici sono bravissime. Ma sarebbe giusto che potessero giocare con palloni, campi, porte rosa. Ne migliorerebbe lo spettacolo ed anche le atlete sarebbero molto più tutelate. Altrimenti si rischiano comiche ed infortuni.

Pallone più leggero, campi e porte più piccoli, tempi ridotti. La rivoluzione del calcio femminile passa anche per la riduzione delle misure. L’Italia è protagonista dei MondialiDonne di calcio in corso di svolgimento in Francia. L’anno scorso gli uomini sono rimasti a guardare quelli di Russia alla televisione, le ragazze di Milena Bartolini sono invece protagoniste dei Mondiali Donne transalpini.

Partita dopo partita, vittoria dopo vittoria i MondialiDonne hanno conquistato audience tv ed entusiasmo ma hanno anche moltiplicato le perplessità sulle prestazioni delle atlete costrette a giocare nelle stesse condizioni dei maschi.

Per quanto il MondialeDonne sia il top della disciplina, la differenza tra un uomo ed una donna non può esser colmata dalla capacità di gioco. Credo sia giusto che, sul modello di altri sport, il calcio femminile prenda in seria considerazione l’ipotesi di ridurre le proprie dimensioni per favorire lo spettacolo, la regolarità agonistica e la stessa tutela della salute.

Nel MondialeDonne le atlete utilizzano campi, palloni, porte, tempi del tutto identici a quelli maschili. Non sarebbe più logico che potessero cimentarsi con un pallone meno pesante, con porte meno alte e larghe, con campi più piccoli e tempi ridotti. In molti sport è praticata questa saggia discriminazione. Nella pallavolo, ad esempio, la rete è più bassa di 19 centimetri. Nel tennis le gare di disputano al massimo 2/3 set. Senza nulla togliere alla dignità delle atlete ed alla qualità agonistica della competizione. Il basket ha le stesse misure ma mentre centinaia di atleti sono in grado di schiacciare a canestro, nessuna donna raggiunge quota 3.05; una discrimimazione evidente.

Finora il mondo del calcio è rimasto abbastanza indifferente alla riflessione sulle misure. Il timore è forse quello di alimentare insensate polemiche con accusa di sessismo e discriminazione. Alcuni ritengono che il miglioramento della preparazione tecnica e fisica consentirà alle donne di colmare il gap fisico tra i sessi. Ma nel frattempo non sarebbe utile ridurre tutte le dimensioni per esaltare le prestazioni delle nostre beniamine?

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