The Handmaid’s Tale 3×05 regala il miglior episodio della stagione con un finale a sorpresa che è un colpo da maestro (recensione)

Anche i più scettici dovranno ammetterlo: questa settimana The Handmaid's Tale si supera con un episodio che apre scenari davvero interessanti

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Chiunque avesse dei dubbi questa settimana trova la sua conferma: la serie ha ancora tanto da dire, e The Handmaid’s Tale 3×05 ne è la prova. In quello che finora è il miglior episodio della stagione continuiamo a seguire le vicende della piccola Nichole. Serena, ancora addolorata per la sua perdita, cerca di convincersi che la vita della bambina in Canada sia migliore di qualsiasi alternativa le si potesse offrire a Gilead.

Fred, intanto, cerca di mantener fede alla promessa fatta a June e coinvolge la moglie nella riunione con gli altri comandanti. Si discute proprio di Nichole, e tutti mostrano ai Waterford il massimo sostegno e la volontà di fare qualsiasi cosa serva per riportarla a casa.

La situazione, però, appare alquanto confusa. Dopo essersi convinto che Serena appoggiasse l’allontanamento di Nichole, Fred si stupisce dinanzi all’interesse della moglie per l’operazione di salvataggio valutata dai comandanti. I Waterford decidono allora di incontrare June a casa dei Lawrence e farle una proposta: chiamare Luke e organizzare una visita con Nichole perché Serena possa dirle addio.

June è sconvolta e il suo rifiuto è immediato, ma la relazione con Serena è ora più aperta rispetto a poche settimane prima. C’è finalmente spazio per una sorta di trattativa e June decide di chiedere qualcosa in cambio della sua approvazione. Tu otterresti la possibilità di vedere Nichole, ma io cosa ci guadagnerei?, le chiede. Cosa vorresti?, domanda a sua volta Serena. Voglio che tu sia in debito con me. E l’accordo è siglato.

In uno dei momenti più strazianti dell’intera stagione, The Handmaid’s Tale 3×05 offre finalmente a June e Luke l’occasione di tornare a parlarsi. Il comandante Lawrence e i Waterford assistono alla chiamata di due minuti esatti. Mentre Luke cede all’emozione di riascoltare la voce della moglie dopo così tanto tempo, June è un fascio di nervi e per non cedere si limita a dargli alcune istruzioni per l’incontro. Dovrà portare Nichole all’aeroporto di Toronto e lì trovarsi con i Waterford per un ultimo saluto. Lui no, impone Luke, soltanto lei.

E così Serena arriva a Toronto, ma le cose non vanno esattamente come si sarebbe aspettata. Deve innanzitutto cambiarsi e indossare abiti civili per amalgamarsi alla folla e accettare di incontrare Luke e Nichole in pieno terminal. La sua emozione alla vista della piccola è immediata, ma tutti i tentativi di creare una connessione con Luke falliscono.

La donna ripete più e più volte di non voler altro che essere una presenza nella vita della bambina. Vorrebbe che a Nichole fosse data la possibilità di conoscere la propria storia e farsi un’idea del passato, per quanto complicato sia, ma la reazione di Luke è un muro di chiusura e sdegno. Non sarai mai nulla per lei. Prima di mandarla via, però, le permette di tenere in braccio la bambina per qualche minuto.

Nonostante l’incontro fosse stato organizzato per dire addio a Nichole, Serena non riesce a darsi pace. Lasciata sola in una stanza per tornare a indossare gli abiti di Gilead, scoppia a piangere e dà sfogo a tutta la sua sofferenza.

Ma il dolore si impossessa presto anche di Luke, costretto ad ascoltare un’audiocassetta in cui la moglie rivela a grandi linee la storia di Nichole. La bambina è figlia di Nick ed è nata da un atto d’amore, spiega la donna, che al contempo si giustifica per aver costruito una sorta di vita parallela nel tentativo di sopravvivere all’orrore del regime.

Anche tu meriti l’amore, dice quindi al marito, e avrai sempre il mio, ma capirò se vorrai qualcosa di più. Il suo è un tentativo di lasciarlo libero, una benedizione a rifarsi una vita data dalla consapevolezza che continuare a esistere senza amore è impossibile.

The Handmaid’s Tale 3×05 torna a questo punto a Gilead e a June, impegnata a fare la spesa ma presto interrotta per essere condotta altrove in furgone. Come al solito nessuno le dice dove sta andando. Sul luogo d’arrivo trova zia Lydia, la quale l’accompagna frettolosamente in un camerino per farle indossare una divisa da ancella nuova di zecca.

In men che non si dica June si ritrova in uno studio televisivo, in piedi e col capo chino, mentre Fred e Serena sono seduti su un divano poco più avanti. Le luci e le telecamere si accendono e la realtà si fa chiarissima: i Waterford stanno lanciando un messaggio televisivo al Canada.

La realtà è ovviamente ben alterata. La loro pacifica richiesta di estradizione per la piccola Nichole tenta di suggerire l’idea che la bambina sia stata rapita e che la loro richiesta sia quindi del tutto ragionevole. Questa è una questione di famiglia, dichiara Fred con lo sguardo rivolto alla telecamera, e ci aspettiamo la piena cooperazione del governo.

The Handmaid’s Tale 3×05 chiude con un ultimo primo piano al volto furente di June e l’avvio di Sunday Bloody Sunday degli U2. Non è difficile capirne il motivo: dopo essersi fidata e aver creduto di averla convertita alla causa, June riceve da Serena una tremenda pugnalata alle spalle e probabilmente già medita vendetta.

La mossa dei Waterford è in effetti un colpo di scena che cambia le carte in tavola. Oltretutto mette in discussione i grandi progressi fatti da June nel proprio rapporto con Serena e nell’organizzazione della resistenza. L’equilibrio fra June e i Waterford torna così a sbilanciarsi e dimostra come la donna avesse probabilmente sovrastimato la propria influenza sul comandante e la moglie.

Dal canto suo, Serena dà un’ulteriore dimostrazione di profonda complessità. Proprio quando eravamo pronti a considerarla una dei nostri e abituati ormai a empatizzare col suo dolore, ecco che arriva la pugnalata. Com’era prevedibile, l’incontro con Nichole non ha potuto essere un balsamo quanto il sale sulla ferita. Incapace di mettere davvero in primo piano il benessere della bambina, torna a rinchiudersi nel suo egoismo e tradisce June.

È per l’enorme peso emozionale di questi avvenimenti e le loro possibili implicazioni che The Handmaid’s Tale 3×05 può definirsi il miglior episodio della stagione. Chiunque si fosse convinto che la serie avesse perso smalto probabilmente adesso cambierà idea. Forse vedremo allontanarsi il barlume di speranza delle scorse settimane, ma gli eventi conclusivi del quinto episodio promettono grandiosi sviluppi.

Innanzitutto scopriremo qualcosa in più sulla reazione di June all’inatteso – ma forse inevitabile – voltafaccia di Serena. In secondo luogo vedremo finalmente ampliarsi gli orizzonti della serie. Il Canada si vedrà infatti coinvolto in una vicenda a dir poco spinosa, e non è dato sapere se la storia della piccola Nichole si manterrà su un piano realistico o prenderà invece una piega distopica.

In attesa di saperne di più, guardiamo adesso il promo di The Handmaid’s Tale 3×06.

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