Il Treno Va di Enrico Ruggeri ci fa riflettere sul progresso (audio e testo)

Il nuovo disco è il risultato di una profonda riflessione tra passato e presente

141
CONDIVISIONI

Il Treno Va di Enrico Ruggeri sarà in rotazione radiofonica da domani 14 giugno ed è contenuta nell’ultimo disco del cantautore, “Alma”, pubblicato nel mese di aprile. Il levare delle chitarre che aprono il brano ci illude di avere a che fare con un’atmosfera spensierata, ma quando la voce graffiante di Enrico Ruggeri interviene per regalarci la sua melodia capiamo subito che si tratta di un canzone-contro, una riflessione su quanto stiamo vivendo e su quanto non riusciamo a vedere.

Il treno, palesemente, è la metafora del progresso, un penetrare violento sull’innocenza della natura travolta dalle scelte umane e dal capitalismo. Per questo Enrico, che con “Alma” spegne 35 candeline che contano i suoi lavori in studio, si serve di atmosfere che avevamo già sentito in Primavera A Sarajevo per render meno doloroso il verbo che vuole diffondere.

Nel singolo Il Treno Va di Enrico Ruggeri troviamo un uomo rinnovato, un lavoro partorito in tre anni di ricerca durante i quali l’artista ha cercato di trovare nuova linfa e di ridimensionarsi rispetto al passato. Non è stata, la sua, un’idiosincrasia verso ciò che lo ha portato al successo e ad essere riconosciuto come una delle voci più importanti della musica italiana, bensì una ricostruzione del proprio ego come uomo e come musicista.

L’apporto di Silvio Capeccia Fulvio Muzio dei Decibel si fa sentire, ma ne Il Treno Va di Enrico Ruggeri troviamo una lezione su quanto sia importante prepararsi al peggio delle cose: «Il treno va finché c’è vita, ma devi scendere per spingere in salita. Il treno va con il suo capitale umano, corre lontano», e ci conviene dargli retta, specialmente se nel lanciare un messaggio così forte si nasconde dietro l’illusione di una musica ballabile e orecchiabile. C’è poco da ballare e da poltrire.

TESTO

Negli spazi sconfinati
Nei silenzi inanimati
Tornano le immagini spostate fuori fuoco
Da quel tempo già ingannevole
E dalla mia mutevole coscienza
E dalle mie immutabili ansietà

C’è una rotaia in mezzo ai campi verdi
Ti ritrovi e poi ti perdi
Scivoli sul limite
Vedi il vuoto avanti e dietro te
Ma non hai più paura
Perché ciò che hai consumato è il tuo bagaglio di certezze
È il meglio delle tue ricchezze e allora corri ancora

E il treno va
Finché c’è vita
Ma devi scendere per spingere in salita
Il treno va
Con il suo capitale umano
Corre lontano
Molto lontano

Ci sono case in fondo alla stazione
E sull’ultimo vagone c’è un signore che non parla
Guarda il vuoto chiuso dentro se
E poi molto lentamente passa tra la gente
Per dirigersi all’uscita
Scende e poi scompare dopo aver guardato l’ora
E il treno va
Finché c’è tempo
E I passeggeri adesso restano in silenzio
Il treno va
Con il suo capitale umano
Corre lontano
Molto lontano

Il treno va
Finché c’è vita
Ma devi scendere per spingere in salita
Il treno va
Con il suo capitale umano
Corre lontano
Molto lontano

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.