10 serie tv da vedere assolutamente nella vita: i cult imperdibili

Parlare delle migliori serie tv o dei titoli imperdibili per gli appassionati di serialità è sempre complicato, ma i titoli capaci di mettere d'accordo critica e pubblico esistono eccome. Eccone dieci.

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Stilare una lista delle migliori serie tv di sempre è quasi impossibile. Ci sarebbero troppe variabili da considerare e diventerebbe impossibile ignorare quella vocina nell’orecchio che sussurra opinioni personali anziché giudizi oggettivi. Molto meglio parlare di serie tv da vedere assolutamente, quindi. In questo modo è più semplice passare in rassegna alcuni dei titoli più amati dal pubblico e dalla critica e spiegare cos’è che li rende dei cult imperdibili. Ne rimarranno fuori tanti ma, ehi, ci sarà tempo anche per loro.

Breaking Bad

Breaking Bad è senz’altro una delle migliori serie tv da guardare su Netflix. Creata da Vince Gilligan e trasmessa inizialmente su AMC tra il 2008 e il 2013, è stata una delle serie tv più seguite e amate sia dai fan che dai critici.

La storia è quella di Walter White, un professore di chimica con una vita difficile, oberato dal lavoro e dalle difficoltà economiche e sopraffatto da pessime relazioni sociali. La diagnosi di cancro ai polmoni è la goccia che fa traboccare il vaso.

Costretto ad aguzzare l’ingegno per assicurare una stabilità economica alla sua famiglia, fa il suo ingresso nel mondo della droga dopo l’incontro con l’ex studente Jesse Pinkman. Grazie alle sue conoscenze riesce così a ottenere un prodotto purissimo e a dominare il mercato della droga.

Da qui in poi l’ascesa di Breaking Bad all’olimpo delle migliori serie tv è stata rapida e inarrestabile. L’intuizione del creatore, Vince Gilligan, è stata quella di ribellarsi alle dinamiche televisive tradizionali, secondo cui l’eroe della storia ha bisogno di ancorarsi a sé stesso per garantire alla serie un futuro lungo e prospero.

In questo modo ha potuto sporcarsi le mani con un personaggio che è la perfetta definizione di antieroe, qualcuno che obbliga gli spettatori a soffermarsi su determinate azioni per poi giudicarle.

L’obiettivo di Gilligan – ampiamente raggiunto – è stato quindi fare in modo che non ci si abbandonasse alla semplice accettazione di Walter White, ma si fosse davanti alla scelta consapevole di empatizzare o meno con lui.

Il successo di Breaking Bad è stato universale. Non si è trattato semplicemente di una delle serie tv più viste di sempre, ma di una produzione capace di vincere tutto il possibile per cinque anni.

Emmy Awards, TCA Awards, WGA Awards, SAG Awards, CCT Awards… Breaking Bad ha ottenuto davvero di tutto. A portarsi a casa il maggior numero di statuette sono stati la serie stessa e i suoi principali interpreti, il gigante Bryan Cranston e l’ottima spalla Aaron Paul (presto nella terza stagione di Westworld).

Mad Men

Qualsiasi discussione che provi a riassumere le migliori serie tv incappa inevitabilmente in Mad Men. Più che una semplice storia a episodi, la serie creata da Matthew Weiner per AMC è stata una pietra miliare della televisione, un fenomeno culturale che continua a far scuola per la sua rilevanza.

In sette stagioni Mad Men è stata in grado di offrire un ritratto di impareggiabile precisione e fascino dell’America negli anni ’60. Quella che all’apparenza è l’osservazione delle dinamiche lavorative di un gruppo di pubblicitari è a ben vedere un’analisi chirurgica di pregi e difetti della natura umana, mutamenti sociali di portata epocale, usi e costumi ancora incredibilmente attuali.

Gli eventi sono infatti collocati saldamente nel tumultuoso decennio della campagna presidenziale Kennedy-Nixon, dell’assassinio dello stesso Kennedy, dell’allunaggio e delle battaglie per i diritti civili. Tuttavia le vicende personali e relazionali che animano quegli anni vanno oltre qualsiasi inquadramento temporale e restituiscono un inatteso senso di modernità.

Le difficoltà delle donne di ottenere opportunità lavorative e il rispetto dei colleghi uomini, l’ufficio come piscina di squali pronti a sbranarsi a vicenda, l’inevitabile soccombere ai propri vizi sono tutte questioni che l’umanità non si è certo lasciata alle spalle.

Mad Men ha ottenuto riconoscimenti incredibili, collezionando negli anni svariati Golden Globes, Emmy Awards, DGA Awards, TCA Awards, SAG Awards come miglior serie drammatica. Altrettanto celebrati i più straordinari interpreti del suo cast, dal grande Jon Hamm (di recente in Good Omens) all’impareggiabile Elisabeth Moss (definitivamente consacrata da The Handmaid’s Tale).

The Americans

Un’ideale lista di serie tv bellissime ma meno celebrate del dovuto partirebbe senza dubbio da The Americans. La serie creata da Joe Weisberg per FX è un capolavoro di scenografia, direzione, interpretazione, fotografia, costumi, colonna sonora e chi più ne ha più ne metta.

The Americans è ambientata negli anni della guerra fredda. Philip ed Elizabeth Jenkins sono una coppia di spie del KGB inviate a Washington per sorvegliare una serie di obiettivi e condurre missioni cruciali per conto della Madre Russia. La loro vita in incognito è quella di due agenti di viaggio con figli, e dall’incrocio di questi due mondi derivano scontri più o meno evidenti fra individualità, sogni, aspettative, lealtà.

Il drama di Weisberg è proprio per questo qualcosa di ben più ampio di una spy story. È innanzitutto un ritratto onesto e dettagliato della società americana del tempo, dei miti e delle illusioni del sogno americano. Ed è anche un’inusuale storia di rapporti umani fallibili e mutevoli, in cui esigenze e sentimenti diversi e valori come la fedeltà e l’abnegazione si incontrano e si scontrano. Il risultato sono rotture dolorose e riavvicinamenti rincuoranti, conquiste strappate e rinunce inevitabili.

The Americans ha ottenuto svariati premi, fra Golden Globes, TCA Awards, CCT Awards e Peabody Awards, mentre a portare a casa gli ambitissimi Emmy Awards sono stati l’impeccabile Margo Martindale e il coprotagonista Matthew Rhys. Il rapporto fra nomination e vittorie è ingiustamente sbilanciato ma, riconoscimenti a parte, The Americans rimane una delle serie tv da vedere almeno una volta nella vita.

Oltre alle performance stellari di un cast che include la grandiosa Keri Russell e il solido Noah Emmerich, a conquistare gli amanti del genere drama ci sono una tensione sottile e costante, un ritmo narrativo incalzante, una qualità altissima mantenuta senza alcuno scivolone per sette, lunghe stagioni.

The Americans Stg.1 (Box 4 Br)
  • Attributi: Blu-Ray, Serie TV
  • Fox (11/06/2014)

Lost

Definire Lost una serie tv da non perdere sarebbe estremamente riduttivo. Il drama creato da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber è stato infatti un fenomeno culturale senza precedenti, superata in anni un po’ più recenti solo da Game of Thrones.

Lost è riuscita a essere qualcosa di cui parlare ancor prima dell’avvento dei social network, grazie a una trama inestricabile e aperta alle più svariate interpretazioni, ai colpi di scena e a un finale discusso e discutibile.

La storia è quella di un gruppo di naufraghi sopravvissuti al crollo dell’aereo 815 della Oceanic Airlines e ritrovatisi su un’isola appartemente deserta. Visto il ritardo dei soccorsi, questo piccolo gruppo di uomini e donne è costretto a ingegnarsi per sopravvivere sull’isola. Da queste premesse si snodano le storyline dei vari personaggi, le amicizie, gli amori, le ostilità, i complotti, gli incomprensibili avvenimenti che segnano le loro vite.

Questo gioiello andato in onda su ABC continua a essere considerato una delle migliori serie tv di sempre, e anche i suoi detrattori non possono che riconoscerne l’ambizione. Nel corso delle sue sei stagioni si sono infatti accumulati corposi rimandi alla storia, alla mitologia, alla filosofia, alla religione, alla letteratura e al cinema.

Parte del fascino di Lost sta dunque nel suo peso culturale, ma altrettanto rilevante è stato un cast che proprio grazie alla serie ha raggiunto una fama planetaria. I personaggi di Jack, Hugo, Sawyer, Kate, Charlie, John, Ben e altri hanno polarizzato la passione dei fan, anche se a distanza di anni non tutti i loro interpreti continuano a essere sulla cresta dell’onda.

Dal punto di vista dei riconoscimenti, il palmarès di Lost è naturalmente ricchissimo di Emmy Awards, SAG Awards, Golden Globes e molto altro. Gli unici interpreti della serie ad aver conquistato una statuetta sono stati invece Terry O’Quinn e Michael Emerson, rispettivamente nei panni di John e Ben.

Game of Thrones

Può sembrare una scelta banale, ma bisogna ammettere che Game of Thrones ha travalicato i confini delle serie tv da vedere assolutamente per sconfinare nella cultura generale. Ancora più di Lost, la serie fantasy creata dai famigerati David Benioff e D.B. Weiss e ispirata ai libri di George R.R. Martin è infatti un fenomeno culturale di tale portata da aver spinto chiunque a farsi un’opinione. Buona o cattiva che sia.

Ricostruire in dettaglio le infinite e complesse vicende dei suoi personaggi è a dir poco complicato. A chiunque non ne conosca la trama e non sia certo che si tratti di una serie tv da vedere, basti sapere che Game of Thones è la storia di un mondo immaginario e dei suoi Sette Regni. Una moltitudine di uomini e donne scatenano violente battaglie per conquistare il Trono di Spade, mantenere il potere o semplicemente sopravvivere.

128 nomination agli Emmy Awards e 47 vittorie spiegano solo in parte l’affermazione della serie. Il vero motore del suo successo è il fandom più vasto e accanito di sempre, fatto di appassionati ultras che per anni hanno sostenuto i propri beniamini con un tifo da stadio ed elaborato teorie con cui neppure gli autori hanno potuto tenere il passo.

I temi della famiglia, dei tradimenti, dell’amore, della lealtà, dello spirito di sacrificio, della ricerca del potere o del piacere sono quelli tipici delle grandi saghe, e tuttavia in Game of Thrones hanno suscitato un interesse senza precedenti.

Ha di certo contribuito al suo clamoroso successo l’enorme budget investito durante la produzione – tra effetti visivi e sonori, costumi e acconciature – e in fase di promozione. Tuttavia la forza dirompente di un prodotto televisivo non è mai interamente programmabile, così come non è prevedibile l’impatto e il gradimento del cast presso il pubblico.

Peter Dinklage e Lena Headey, per esempio, erano già più che affermati nel panorama televisivo e cinematografico, mentre la maggior parte degli altri interpreti non era poi così nota al grande pubblico prima dell’inizio della serie. Bisognerà vedere adesso quali direzioni prenderanno le carriere di attori ormai popolarissimi come Kit Harington, Emilia Clarke, Sophie Turner e Maisie Williams.

30 Rock

Forse in pochi, al suo debutto, avrebbero potuto immaginare che 30 Rock sarebbe diventata una delle serie tv più famose nel suo genere. Andata in onda su NBC tra il 2006 e il 2013, 30 Rock è stata la prima serie ideata da Tina Fey, fino a quel momento membro permanente del cast di Saturday Night Live.

Chiunque sia alla ricerca di sane risate e serie tv da vedere può innamorarsi della storia di Liz Lemon, creatrice e sceneggiatrice capo del TGS with Tracy Jordan, uno show comico dal vivo retto sulla tiepida chimica tra le star Tracy Jordan e Jenna Maroney. La vita di Liz somiglia a quella di qualunque stacanovista: lunghissime ore trascorse in ufficio, ritmi sonno-veglia del tutto sregolati, vita sociale e sentimentale inesistente… L’unica valvola di sfogo – e fonte di innumerevoli sketch comici – è il rapporto con il capo-mentore Jack Donaghy.

Nel corso degli anni 30 Rock ha convinto sempre di più pubblico e critica, riuscendo ad affermarsi come una delle migliori serie tv di sempre, perlomeno nel genere comedy. A conquistare il favore degli spettatori è stata anzitutto la qualità della sceneggiatura, poco improntata all’approfondimento della trama o allo sviluppo interiore dei personaggi, ma molto efficace nella resa di situazioni comiche spesso molto assurde.

In 30 Rock non c’è nulla di sacro, tutto finisce sotto la lente di un umorismo talvolta spicciolo, talvolta carico di fini sottintesi. Gli stereotipi sui popoli, le classi sociali, le etnie, la politica, l’istruzione e l’intelletto sono caricati e distorti ad arte per ritrarre uno spaccato di società talmente presa da sé stessa da non notare le assurdità di cui è complice.

Esperti e semplici appassionati hanno inoltre mostrato di apprezzare le performance del ricco cast della serie, formidabile tanto a livello corale quanto individuale. I personaggi di Liz, Jack, Jenna, Tracy e Kenneth, in particolare, hanno assicurato una fonte costante di intrattenimento grazie a una sintonia comica calibratissima tra i loro interpreti: Tina Fey, Alec Baldwin, Jane Krakowski, Tracy Morgan e Jack McBrayer.

Come le altre, bellissime serie tv racchiuse in questa lista, anche 30 Rock ha fatto incetta di premi per le sue sette scoppiettanti stagioni. Su tutti, 14 Emmy Awards, 6 Golden Globes, 12 SAG Awards, compresi quelli destinati a Tina Fey e Alec Baldwin.

Friends

Una scelta forse prevedibile, ma non si può negare che Friends continui a essere una delle serie tv non perdere per considerarsi veri conoscitori dell’universo delle sitcom. Le dieci stagioni della serie creata da Marta Kauffman e David Crane sono andate in onda su NBC tra il 1994 e il 2004, ma grazie alle repliche televisive e allo streaming su Netflix continua a essere una serie tv da vedere in qualsiasi momento.

Per quanto si tratti di una delle serie tv più famose di tutti i tempi, vale la pena ricordare che le vicende di Friends ruotano attorno alle vite quotidiane di sei amici. Ross, Chandler, Joey, Rachel, Phoebe e Monica sono un gruppo di trentenni che condividono avventure sentimentali, storie personali, situazioni lavorative sempre al limite dell’assurdo. I loro punti d’incontro sono perlopiù la caffetteria Central Perk, l’appartamento di Monica e Rachel e quello di Chandler e Joey.

Un po’ come il grande capostipite del genere, Seinfeld, anche Friends ha saputo costruire la sua fortuna capitalizzando i piccoli momenti della vita. E naturalmente il modo in cui influenzsno i rapporti più importanti di un individuo. Le relazioni fra i vari personaggi della serie rimangono efficacissimi espedienti narrativi dall’inizio alla fine e permettono di alimentare un fuoco comico sempre scoppiettante.

Inoltre ogni personaggio possiede alcune caratteristiche fisse – o quasi – alla quale gli autori attingono per costruire gag comiche ricorrenti nel corso delle stagioni. Ross ne è un esempio perfetto: dai divorzi alla passione per i dinosauri, dal tira e molla con Rachel all’aspetto dei suoi capelli, tutto diventa oggetto di ironia.

Se da un lato la critica non si è mai espressa unanimemente nei confronti della serie, dall’altro Friends è stata e rimane una delle serie tv più seguite e amate dai fan di ogni generazione. Ed è proprio questo il suo punto di forza.

Non c’è dubbio che riconsiderandola alla luce delle convenzioni attuali mostri più di una criticità – un concetto di mascolinità problematica e un uso frequente di battute sessiste, ad esempio –, ma nonostante ciò è riuscita ad astrarsi dagli anni ’90 e mantenere intatto il suo fascino anche presso il pubblico odierno.

Per quanto si possa considerare una di quelle serie tv da vedere assolutamente nella vita, Friends non è riuscita a raccogliere un enorme numero di premi. Tra il 1994 e il 2004 ha ottenuto sei Emmy Awards, un Goden Globe e alcuni premi minori. Gli unici membri del cast ad aver ottenuto un riconoscimento personale sono stati Jennifer Aniston e Lisa Kudrow.

Desperate Housewives

Che si parli di opinioni personali o giudizi oggettivi, è dura negare che Desperate Housewives sia una delle migliori serie tv mai andate in onda. Ideata da Marc Cherry, è andata in onda su ABC tra il 2004 e il 2012 per otto splendide stagioni fino ad approdare su Prime Video.

Le (anti)eroine della storia sono quattro: Susan, Lynette, Bree e Gabrielle. Vivono tutte a Wisteria Lane, un quartiere residenziale nell’immaginaria cittadina di Fairview. La loro quotidianità non rispecchia affatto alcuna idea ci si possa fare sulla vita di una casalinga disperata. Al contrario, le quattro sono immerse giorno dopo giorno in un mare di misteri, confessioni, gelosie, intrighi, risate, amori proibiti e rapporti barcollanti.

Mai del tutto riducibile a una comedy ma neppure così tragica da considerarsi drama, Desperate Housewives è una di quelle serie tv da guardare per godersi al contempo una storia ben sviluppata e delle interpretazioni di primissimo livello.

Se è vero che i misteri e gli intrighi non sono mai stati l’elemento meglio concepito della serie, non c’è dubbio che abbiano rappresentato un buon collante per lo svolgersi della storia. Allo stesso tempo hanno offerto il quadro perfetto per lo sviluppo personale delle protagoniste, caratterizzate ciascuna da un nucleo comico esilarante ma mai ridotte esclusivamente a esso.

La rappresentazione onesta di una società dominata dalle apparenze e di rapporti umani intimi ma imperfetti è sempre stata il più grande punto di forza di Desperate Housewives. Per quanti non la conoscano e si chiedano perché sia una delle serie tv più seguite nella storia di ABC e della serialità in genere, questa è un’imprescindibile ragione per andarne alla scoperta.

Com’era giusto che fosse, Desperate Housewives è stata considerata fin dagli esordi una delle migliori serie tv di sempre, tanto dal pubblico quanto dalla critica. Grazie a essa le attrici Teri Hatcher, Felicity Huffman, Marcia Cross ed Eva Longoria hanno acquisito una fama rimasta intatta fino a oggi, e la serie ha collezionato una miriade di premi, tra Golden Globes, Emmy Awards, People’s Choice Awards e altri.

Le interpreti a ricevere i maggiori riconoscimenti sono state Teri Hatcher, Felicity Huffman di recente in When They See Us su Netflixe la guest star Kathryn Joosten.

Arrested Development

Arrested Development non ha mai raggiunto un successo clamoroso in Italia, ma per molti appassionati negli Stati Uniti è una serie tv da non perdere fin dal suo debutto su Fox nel 2003. Recuperata da Netflix nel 2013, Arrested Development è stata creata da Mitchell Hurwitz e prodotta da Brian Grazer e Ron Howard, quest’ultimo anche voce narrante della serie.

La serie racconta le vicende della famiglia Bluth, in passato benestante ma poi ridotta sul lastrico dal folle stile di vita dei suoi membri. Tra i personaggi principali c’è Michael, la bussola morale della famiglia, un uomo un po’ più normale degli altri e che prova a fare la cosa giusta.

Ci sono poi il figlio George, il padre corrotto George Sr., la madre materialisticca e manipolatrice Lucille, i fratelli Buster, GOB e Lindsay. Ognuno di loro è afflitto da manie ed eccentricità che rendono la vita impossibile al normale Michael e scatenano un susseguirsi ininterrotto di gag tragicomiche.

Proprio le dinamiche familiari disfunzionali dei Bluth rendono Arrested Development una serie da vedere per chiunque voglia conoscere il meglio della serialità comedy made in USA. Originalità, arguzia, brillantezza nella scrittura e nell’interpretazione: le cinque stagioni di quest’ottima produzione sono quanto di meglio si possa chiedere al genere.

La critica ha amato in particolare le performance di un cast di altissimo livello – composto da grandi nomi della tv come Jason Bateman, Will Arnett, Michael Cera, Tony Hale, Jeffrey Tambor e Portia de Rossi – e ha premiato la serie con sei Emmy Awards, un Golden Globe e svariati altri riconoscimenti.

VEEP

Parlare di eccellenze, di serie tv bellissime e da vedere almeno una volta nella vita significa infine tessere le lodi di VEEP. Questo capolavoro della satira è universalmente riconosciuto come una delle migliori serie tv di sempre, il punto di riferimento per qualsiasi altra produzione preveda di seguirne la stessa rotta.

Creata da Armando Iannucci per HBO come adattamento della serie britannica The Thick of It, VEEP è andata in onda per sette stagioni – dal 2012 al 2019 – senza mai perdere un colpo.

Capire perché è considerata la serie tv da vedere è semplice: nei 30 minuti di ciascun episodio racconta gli scandalosi intrighi, i giochi di potere, le trattative e i compromessi che infettano la vita politica americana, e in particolare quella della Vicepresidente – poi Presidente – Selina Meyer e del suo team.

Le premesse non sono così innovative o radicali. A fare la differenza sono piuttosto la tecnica del mockumentary – o finto documentario – con cui si seguono le vicende di Selina Meyer e il livello di vergognosa incompetenza, crudeltà o corruzione di ciascuno dei personaggi. I dialoghi al vetriolo mettono in evidenza tutto il marcio della politica, delle istituzioni e di chi le rappresenta, ma allo stesso tempo lasciano spazio al sorriso amaro tipico dei migliori esempi di satira.

Insomma, ciò che rende VEEP una serie tv da vedere è la capacità di far propri i temi politici già sfruttati da altre produzioni per renderli ancora più efficaci con un approccio politicamente scorretto portato all’estremo.

Il risultato è incredibilmente affascinante ed è la ragione del successo solidissimo della serie, apprezzata da critica e pubblico e premiata con 17 Emmy, svariati CCT Awards, Peabody Awards, SAG Awards e altri riconoscimenti. Una particolare nota di merito va alla protagonista Julia Louis-Dreyfus, regina incontrastata della comedy e vincitrice di 6 Emmy consecutivi per la sua interpretazione di Selina Meyer.

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