10 passi verso il sistema operativo Huawei: brevetto ovunque dopo il ban Google

Pioggia di registrazioni del brevetto per l'esperienza software, ecco esattamente dove

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Il sistema operativo Huawei continua la sua marcia inarrestabile dopo il ban Google o meglio quello del governo USA che ha imposto a società come quella di Mountain View appunto di non “trattare” più con l’azienda cinese. Tra rinvii del blocco ma pure tanti dubbi sul futuro software dei nuovi smartphone Huawei e Honor dunque, ecco che il produttore sta correndo a grandi passi verso la sua soluzione proprietaria.

Nelle scorse settimane avevamo segnalato le prime segnalazioni per le registrazioni del sistema operativo Huawei, in particolare in Europa in Germania. In queste ore assistiamo ad un ulteriore vera pioggia di brevetti che riguardano la nuova esperienza software del produttore, in ben 10 paesi in ogni parte del globo.

Come segnalato dalla fonte Huawei Central, ecco che Huawei Technologies avrebbe presentato la registrazione del marchio Hongmeng in Canada, Messico, Spagna, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Perù, Turchia, Filippine e più in gernale presso l’UE (Unione europea).

Il brevetto del sistema operativo Huawei ha la sua specifica classificazione come esperienza software in grado di supportare non solo smartphone ma anche notebook, tablet, smartwatch e altri accessori indossabili.

Va notato che in tutti i paesi qui menzionati si segnala sempre il marchio Hongmeng appunto come quello del sistema operativo Huawei. Nonostante nessuna delle nazioni interessate sia la madrepatria del produttore e dunque la Cina, il nome del brand non è stato mai nè ARK OS, né Oak OS. Questi ultimi sono stati indicati come i più probabili per l’aggiornamento proprietario nel mondo occidentale, dunque in Europa. Eppure non compaiono mai in nessuno dei brevetti attuali proprio registrati nella specifica area geografica.

Per il lancio effettivo del sistema operativo Huawei, lo ricordiamo, il periodo più plausibile dovrebbe essere quello di settembre, in concomitanza con l’uscita della nuova serie Huawei Mate 30. A meno che naturalmente il ban Google e dunque USA non rientri, questo è chiaro.

Commenti (4):

GaZ

Benissimo, che facciano un bel SO proprietario che si interfacci con tutto, se ne vale la pena smartphone e notebook con esso in dual boot con Windows, sarebbe il top!
Sempre più amarezza comunque, che aziende del calibro di Google, Qualcomm e cosí via, si pieghino a parrucchino…

lev

amo google ma tifo huawei. insomma: o una cosa è di tutti (e lo deve essere sempre) e allora il “potere” non può e non deve rompere i santissimi oppure è meglio che non ci sia un “monopolio” e chiunque sia libero di scegliere quello che vuole

Capdon59

A questo punto che Huawei vada avanti in ogni caso, anche se il ban dovesse rientrare, si è creato un brutto precedente. Non è possibile che un consumatore sia danneggiato dall’ottuso Trump di turno.

gennispo

Anche queste notizie sono importante ma vorrei sapere quando arriverà l’aggiornamento a questo benedetto Huawei p30 io non riesco a capire il p3 pro è stato aggiornato il minore ancora nulla sono passato a Huawe per essere aggiornato più velocemente ma a quando vedo è peggio della samsung…..

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