La recensione dell’EP Jova Beach Party di Jovanotti, il cocktail da ascoltare durante l’estate

Tra funk, dance e ispirazioni caraibiche, Lorenzo Cherubini accoglie l'estate con 7 tracce ad alto dosaggio di serotonina

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L’estate di Lorenzo Cherubini suonerà a tutto volume, e l’EP “Jova Beach Party” di Jovanotti è l’aperitivo da sorseggiare con i piedi immersi nella sabbia quando non si ha alcuna intenzione di rincasare. Tra arachidi che volano per poi precipitare lungo la gola e gradazioni d’alcol ridotte al minimo, Lorenzo lancia 7 tracce + una di reprise per prepararci al grande tour che lo porterà a infiammare le spiagge dal 6 luglio al 31 agosto.

Anticipato dal singolo Nuova Era, prodotto da Stardust, “Jova Beach Party” di Jovanotti è la prima raccolta di inediti dal 2017, quando “Oh Vita” era stato presentato in 50 date. Questo nuovo EP, ovviamente, è solo un assaggio e di un nuovo vero e proprio album in studio non c’è ancora traccia né nome. La peculiarità di “Jova Beach Party” è il numero 7: alle 7 tracce corrispondono 7 produttori diversi, e tutti i brani sono stati registrati in 7 studi differenti.

A partire dall’esplosiva Prima Che Diventi Giorno, il disco è un contenitore di groove e serotonina. L’opening track è prodotta da Rick Rubin ed è un inno all’infinità della notte in compagnia della persona giusta: «Si vola! Stasera si vola!», canta Lorenzo, che a 53 anni si sente ancora un ragazzo grazie al suo amato pop, la sua vera fonte di giovinezza. Le chitarre funk sono inarrestabili come il synth e il viaggio in cui Jovanotti vuole invitarci prima che finisca la notte.

Nuova Era, che gode di un tempo sostenuto da cassa e riverberi, è una scelta di Dardust che esplode dopo il primo ritornello con i fiati sintetici e si tiene in vita con l’apporto di frasi sdolcinate che spingono a dolci effusioni sulla spiaggia: «Con te mi sento una cosa sola, due sillabe della stessa parola». Troviamo, inoltre, un messaggio di uguaglianza che ci parla di un amore universale, libero da confini politici e dai colori della pelle.

Vado è prodotta da Charlie Charles, ma non cede ai canoni della trap: Lorenzo non abusa dell’autotune e non ostenta ricchezze o conquiste da latin lover. Il brano si regge su un beat che oscilla tra la bossa nova e le chitarre in tremolo che profumano di Sergio Leone, ma per addentrarci ancora di più nelle atmosfere latineggianti dobbiamo passare a Fiesta, prodotta dai Cacao Mental che si sono resi noti per aver coniugato cumbia e musica elettronica. Il brano si apre con i suoni di una foresta tropicale e si trasforma in un beat latino che è tipico del tramonto, quando i freni inibitori sono un lontano ricordo.

Siamo ancora dentro una foresta tropicale con Tutto Un Fuoco, forgiata con la collaborazione degli Ackeejuice Rockers, gli stessi produttori di Bassano del Grappa che avevano trasformato il brano Sbam in un pezzo da DJ-set con grande sorpresa di Lorenzo, che quel giorno festeggiava il suo compleanno. «Daremo nomi alle cose che vedremo, e quello che non c’è ce lo inventeremo», canta Jovanotti per raccontare la gioia dell’esplorare nuovi orizzonti. La chitarra, sul finale, diventa un marimba che chiude le tre puntate caraibiche dell’EP.

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Del resto lo sappiamo: Jovanotti ci ha abituati alla sua passione per le influenze latine dai tempi de L’Ombelico Del Mondo, e se vogliamo ricordare i giri di basso di Saturnino possiamo trovare speranza ne Il Sole Sorge di Sera, prodotto da DJ Ralf e totalmente dance. Un messaggio chiaro: se il sole sorge di sera allora alle tenebre scatta l’ora del risveglio. Tra beat acidi e delay, Jovanotti canta: «Balla tu che puoi, tu che puoi», ma abbiamo 7 minuti di tempo per chiudere gli occhi e renderci conto che siamo dentro una discoteca virtuale: lo impariamo dallo special, quando il basso sintetico e il beat prendono il sopravvento e non siamo più sulla spiaggia, ma sotto la luce martellante di uno strobo.

Paolo Baldini Dubfiles ci regala il momento più pop di “Jova Beach Party” di Jovanotti con XCHETUC6, dove le chitarre in levare creano il loop che potrebbe durare all’infinito e accompagnano parole di devozione e sentimento: «Perché tu ci sei, nella mia vita, a riparare il tempo quando io non lo sento, a darmi il tuo sostegno se butto via il mio tempo». Il beat si interrompe e riparte, e anche se questo è il momento più pacato dell’EP troviamo groove e dinamiche degne di una festa.

PCDG Reprise è una ripresa di Prima Che Diventi Giorno, tutta strumentale e con il ritorno irresistibile delle chitarre lanciate al massimo nella piena attitudine funk, anche se eseguono un solo accordo per tutti e 4 i minuti di durata. Il lavoro più grande è affidato il basso, e questa è la dimostrazione della natura percussiva dello strumento più importante di ogni arrangiamento. “Jova Beach Party” di Jovanotti è il cocktail che il pubblico ascolterà durante gli show estivi, un concentrato di ritmo, elettronica, groove e atmosfere festanti che sono tipiche dell’estate, stagione che Lorenzo Cherubini ha scelto per non lasciare soli i suoi fan e per trascorrere insieme a loro la stagione più attesa dell’anno.

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