Oggi 5 giugno si accende il 5G in Italia: parte Vodafone in 5 città

Prima accensione del 5G in Italia oggi 5 giugno: il primo passo viene mosso da Vodafone

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Si accende la rete 5G in Italia ad opera di Vodafone, a partire da 5 città (Roma, Milano, Bologna, Torino e Napoli): l’Amministratore Delegato della società, Aldo Bisio, ne ha dato l’annuncio proprio questa mattina, presentando a tutti la Giga Network 5G. Da qui al 2021, come riportato da ‘mondomobileweb.it‘, la copertura si estenderà ad altri 100 città, ed anche di più. La rete realizzata da Vodafone sembra essere diversa dalle altre, essendo stata strutturata sfruttando le conoscenze dei centri di Milano, Madrid, Londra e Dusseldorf (i tempi di risposta appaiono immediati rispetto alle richieste degli utenti). Il network è anche adattivo ed estremamente duttile nell’utilizzazione dello spettro e delle risorse radio.

Parlando, invece, di velocità, i valori arriveranno addirittura a decuplicare quelli raggiunti dalle reti di attuale generazione, con la latenza pronta a scednere sui 5 ms (adesso viaggiamo intorno ai 30). Per quanto riguarda la densità, si parla di un milione di sensori per ogni cella. Questo può solo voler significare che la nuova rete 5G servirà i cittadini in maniera totale, rispondendo a quella che è una vera e propria necessità. Lo standard pronto a subentrare si occuperà di inaugurare una nuova era: non si tratterà tanto di fare meglio quello che già si fa oggi, ma soprattutto di ampliare gli orizzonti correnti a nuove soluzioni, strade finora non percorribili, nè tanto meno immaginabili. I campi di applicazione del 5G saranno tanti, come, ad esempio, nel settore gaming o nella realtà aumentata (pensate che il traffico, in questo senso, si triplica ogni anno, ed è quindi necessario fare fronte a questa esigenza), senza sottovalutare le soluzioni che varcano la soglia dell’intrattenimento puro e semplice (non che non sia importante, ma ci sono anche campi diversi che potranno essere valorizzati dall’innesto della rete 5G), sfociando anche in ambito medico (tecnologie rimaste fino ad oggi latenti, e che potranno finalmente dimostrare tutto il proprio potenziale sfruttando la potenza garantita dal nuovo standard).

Uno scenario di tal genere può suscitare anche una certa preoccupazione, più di quanta finora si sia manifestata nel concreto. Quali rischi si celano nell’accensione del 5G? Le caratteristiche strutturali della nuova rete, come vi abbiamo riportato nei dettagli in questo articolo di un po’ di tempo fa, dovrebbero far sì non rappresenti una minaccia più grande rispetto alle precedenti 4G, 3G e 2G. Un discorso, questo, che non andrebbe comunque affrontato a cuor leggero, e su cui sono state imbastite teorie anche discordanti tra loro (non c’è ancora una posizione ufficiale in merito da parte della comunità scientifica).

C’è anche da dire che il passaggio compiuto quest’oggi non è che il primo passo in direzione della totale e capillare distribuzione del 5G in Italia. Da recenti previsioni è emerso che bisognerà aspettare almeno il 2023 prima che il 5G diventi un vero e proprio standard, come nel caso del 4G attualmente (ovvero prima di veder sfruttare la nuova rete nell’ambito di un dispositivo medio, che arrivi a costare quanto quelli di un qualsiasi dispositivo di fascia media che troviamo oggi sugli scaffali dei negozi di elettronica).

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