WhatsApp ancora sui dispositivi Huawei: facciamo chiarezza

Ci si chiede se sarà possibile continuare ad usare WhatsApp sui device Huawei e Honor nonostante il ban USA

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AGGIORNAMENTO 31/05: siamo stati contattati dall’ufficio stampa Huawei, che ci ha fornito rassicurazioni sul prosieguo della user-experience di WhatsApp a bordo dei dispositivi del produttore cinese. L’applicazione di messaggistica istantanea continuerà a funzionare, in quanto è inclusa nella suite di servizi scaricabili da App Gallery.

Il ban del governo USA rivolto ai device Huawei e Honor continua largamente a far discutere, questa volta in relazione ad una tematica che potrebbe (utilizziamo il condizionale perché nulla ancora è stato deciso, ci teniamo a chiarirlo fin dalle prime battute di questo articolo di approfondimento) stravolgere l’esperienza di utilizzo quotidiana di milioni di user. La domanda sorge quasi spontanea: così come sarà (o per lo meno come dovrebbe essere visto lo stato attuale delle cose) per la licenza Android, cui fino al 19 agosto è stata semplicemente concessa una proroga temporanea da parte di Google nei confronti del produttore cinese, anche WhatsApp sarà bandito dagli device Huawei e Honor, trattandosi di un’applicazione sviluppata da aziende USA? La questione è stata sollevata dal portale tedesco ‘derwesten.de‘: non possiamo negare abbia il suo senso, sebbene l’epilogo della vicenda sia ancora tutto da scrivere.

Se la situazione dovesse restare quella attuale, il problema relativo a WhatsApp sui device Huawei e Honor avrebbe ragione di esistere (questo benché sia auspicabile che l’OS proprietario risulterà compatibile con le applicazioni Android, visto che il problema, laddove dovesse sussistere, sarebbe di tutt’altra natura). Sappiamo che l’OEM di Shenzen è al lavoro su un sistema operativo proprietario, di cui era stato detto sarebbe stato rilasciato già a giugno, notizia poi smentita, come vi abbiamo qui riportato. Bisognerà attendere la fine dell’anno per assisterne alla distribuzione sul mercato cinese, ed almeno il 2020 inoltrato affinché l’OS varchi i confini europei (ne verranno disposte due versioni, una locale e l’altra globale).

Nelle scorse ore era anche trapelato il sistema operativo proprietario sarebbe stato più veloce della controparte Android addirittura del 60%, voce poi smentita in mancanza di dichiarazioni ufficiali a sostegno. Una cosa, però, è stata appurata: il prossimo 31 maggio si terrà una Developer Conference indetta da Huawei dal titolo ‘Open ecosystem defines feature‘, in cui si discuterà di ecosistemi open source che consentiranno a tutti di avvalersi di specifici servizi (magari si riuscirà a capire di più anche relativamente al futuro di WhatsApp, anche se è presto per dirlo). L’occasione sarà sfruttare anche per definire i contorni dell’App Gallery, lo store proprietario che potrebbe prendere il posto del Play Store, che al momento non gode di un cospicuo numero di applicazioni, e che quindi necessiterà di un bel rinfoltimento per poter tenere testa alla controparte.

Il tema di WhatsApp resta attualissimo, così come quello legato a tutti gli altri applicativi social che i proprietari dei device Huawei e Honor sono abituati ad utilizzare giornalmente: pensiamo ad Instagram, Facebook Messenger o Snapchat, solo per citarne alcuni; tutti potrebbero seguire lo stesso destino (trattandosi di applicazioni sviluppate da aziende USA, per cui vale il medesimo discorso della licenza Android ad opera di Google, che di fatto dovrebbe essere negata a Huawei all’indomani del 19 agosto, quando sarà scaduta la proroga temporanea che gli è stata eccezionalmente concessa), che ancora non è stato deciso. Si lavorerà per non arrivare a tanto, ma l’ipotesi dell’abbandono non può essere scartata a priori (sappiamo tutti cosa vorrebbe dire). Il futuro non è ancora scritto: bisognerà capire se ci saranno i margini affinché Huawei possa rientrare in un eventuale accordo commerciale tra USA e Cina, come accennato dal Presidente Donald Trump qualche giorno fa. Speriamo di potervi dire di più quanto prima.

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