Ad Amici di Maria De Filippi vince Alberto Urso, nessuna sorpresa ma quale futuro?

Secondo posto per Giordana Angi, alle spalle di Alberto Urso, il vincitore dell'edizione.

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Alberto Urso vince Amici di Maria De Filippi. Gli scommettitori lo sapevano già. I bookmakers infatti davano proprio Alberto come vincitore della diciottesima edizione del programma TV guidato da Maria De Filippi che, come da copione, incorona il vincitore annunciato ormai da mesi.

Anche la sfida finale tra Giordana Angi ed Alberto Urso era perfettamente prevedibile, come prevedibile era il trionfo nella categoria del canto. Due ballerini e due cantanti in finale, pure questo era scontato, quanto scontato era il terzo e il quarto posto al ballo a favore del canto.

L’anno scorso il trionfo (per niente sorprendente) di Irama. Vittoria meritata, senza dubbio, ma altrettanto scontata come quella di Alberto Urso che solo per un momento sembrava essere messa a rischio dal talento di Giordana Angi. Ma per lei non c’è stato niente da fare. Ad Amici di Maria De Filippi vince un tenore che dopo il trionfo di Lorenzo Licitra a X Factor sembra già avere un destino segnato: il flop discografico in Italia.

Alberto venderà nei prossimi mesi. Raggiungerà il disco d’oro probabilmente. Forse sarà in tour questa estate. Sicuramente incontrerà i fan nel corso dell’instore tour promozionale e firmerà le copie del suo ep d’esordio. Quale futuro però avrà in Italia? Lontano dal mondo pop, rock, trap, rap che gli italiani gradiscono, il futuro di Alberto Urso potrebbe forse varcare i confini nazionali per qualche ruolo estero, sarebbero un successo a quel punto. Quanto alle successive attività discografiche e musicali in Italia, il posizionamento di un tenore ex talent si è rivelata – almeno fino a questo momento – un’impressa assai ardua e irrealizzata, da Amici di Maria De Filippi a X Factor.

Sarà stata la prevedibilità dell’edizione a far vacillare gli ascolti quest’anno. Amici necessita di cambiamenti e di sicure modifiche ad un regolamento incomprensibile persino per i docenti stessi. Troppo macchinoso e laborioso, in un programma che ormai ha superato la boa della maggiore età, va completamente stravolto.

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