Due anni dall’attentato di Manchester al concerto di Ariana Grande, il ricordo della popstar prima del ritorno in città

Sono passati esattamente due anni dall'attentato di Manchester al concerto di Ariana Grande, che fece 23 vittime: la popstar ricorda la strage col simbolo della città

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Sono trascorsi due anni dall’attentato di Manchester al concerto di Ariana Grande, quando nella serata del 22 maggio 2017 un uomo si fece esplodere azionando un ordigno a chiodi al termine di un live della popstar alla Manchester Arena: il bilancio finale fu di 23 vittime, incluso l’attentatore, perlopiù giovanissime. Per numero di morti si è trattato del peggior attacco terroristico avvenuto nel Regno Unito dagli attentati di Londra del luglio 2005, ma stavolta ad impressionare è stato soprattutto il fatto che siano morti soprattutto adolescenti e bambini, appena usciti da un concerto della loro beniamina.

Esattamente due anni dopo, Ariana Grande è nuovamente in tour per l’album Sweetener e sta per tornare nella cittadina inglese per un concerto al Manchester Pride, che si terrà ad agosto.

Il 22 maggio 2019 Ariana Grande ha ricordato la tragedia di due anni fa tra le sue Instagram Stories con l’immagine su sfondo nero di un’ape, da sempre simbolo di Manchester in quanto città industriale e operosa, ma diventata icona della resistenza dei cittadini e della solidarietà con le vittime dopo l’attentato. Centinaia di persone si sono tatuate un’ape dopo la tragedia, come simbolo del coraggio di Manchester, della sua forza e della volontà di aiutare le famiglie delle vittime, con molti studi di tatuaggi che si sono offerti di donare il ricavato dei tattoos in beneficenza.

Ariana Grande ha raccontato più volte di aver attraversato uno stress post-traumatico dopo aver elaborato il lutto per la morte di giovanissimi fan al suo concerto, una tragedia che ha segnato per sempre la sua vita e per la quale ancora soffre di attacchi di ansia. Manchester le ha riservato la cittadinanza onoraria per quanto fatto in questi anni: subito dopo l’attentato, sebbene fosse in condizioni psicologiche precarie, la Grande ha organizzato One Love Manchester, un concerto che ha chiamato a raccolta decine di star internazionali per raccogliere fondi da destinare alle persone colpite dall’attentato, ha visitato i feriti in ospedale e stretto contatti con le famiglie delle vittime.

Il suo rapporto con la città si è intensificato nel corso del tempo, al punto che le polemiche per il suo ritorno a Manchester col concerto previsto in occasione della LGBTQ+ Pride Parade l’hanno molto colpita al punto da voler replicare con forza alle accuse di strumentalizzazione della causa dei diritti civili per fini promozionali.

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