Cosa troviamo nell’EP di Tish? Una bella voce fuori e dentro il coro (recensione)

Tijana Boric si muove tra soul e vintage pop, e sceglie di omaggiare Chris Isaak e Luigi Tenco

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L’EP di Tish è arrivato il 17 maggio e ha già infranto i canoni. Al contrario delle altre produzioni uscite da casa De Filippi – che mostrano il volto dei cantanti con titolo sovrimpresso, quasi come avviene nelle scelte grafiche dei neomelodici – questa volta troviamo una copertina minimale, una stilizzazione dei tratti più caratteristici di Tijana Boric: i capelli rosso-arancioni e i due “dots” che Tish ha scelto di omaggiare anche nel nickname sui social.

Sono solo due punti neri che la giovane cantante di Gorizia disegna ogni giorno con l’eyeliner, ma che per “Amici” di Maria De Filippi rappresentano il centro di tanti discorsi. Due punti, come i capelli rasati di Sinéad O’Connor e di Skin o come gli occhi dipinti di Robert Smith: scelte piccole ma sufficienti per far impazzire la stampa e diventare un caso. Ciò che troviamo nell’EP di Tish, tuttavia, sono tanti puntini di sospensione. Tijana sa cantare, sa modulare e ha un timbro che convince, e lo capiamo già dal brano di apertura Casinò, l’inedito presentato in esclusiva su WittyTV.

Vogliamo scomodare alcuni nomi per farci un’idea su cosa andremo ad ascoltare? Certamente. Prendiamo Dido per i momenti in cui il canto si fa più soave e delicato, invochiamo Anastacia per le parti più soul ed energiche, scomodiamo anche Sia per il tratto intimista e, dai, Shakira per le sequenze più ballabili. Stiamo dicendo che Tish sconfina nell’imitazione? Può darsi, ma ora rileggiamo le righe precedenti e troviamo qualcuno che consideri facile “imitare” i quattro mostri appena citati.

Tish sa cantare, e avere un modello significa aver fatto una scelta, aspetto determinante quando si decide di avere a che fare con la musica. Casinò apre l’EP ed è quel soul che esplode dopo l’incipit. Tutto inizia con pad e atmosfere, poi le dinamiche del canto abbracciano un riff di chitarra che ci fa capire a cosa andremo incontro: «Turn around, turn around», e noi ci voltiamo verso di lei mentre tutto si muove. Una partita a carte è la metafora di una sfida continua, dove il casinò è il quotidiano travagliato di chi cerca di restare nella propria posizione.

Try to C, frivola nei contenuti – l’amore infranto e le sue sfumature – si appoggia su una base più pacata rispetto al brano di partenza, un po’ ballabile e un po’ no. I vocalizzi di Tish sono destinati a rimanere in testa, e qualcosa ci fa pensare che l’intento del brano sia il disimpegno: restare in testa, appunto, senza troppe pretese. In Black & White conosciamo le capacità di modulazione di Tijana, dolcissima e profonda nell’intro, forte nelle vocali aperte e contenuta quando affronta le vocali chiuse. Quando arriva la cassa, però, la sua voce si irrobustisce mentre spiega all’oggetto dei suoi desideri che si sta impegnando per piacergli, ma non sa se indossare l’abito bianco o quello nero. Sul finale di questo brano decisamente dance, troviamo un gustoso riff di chitarra.

You make me vomit è un’emesi di parole, ed è forse il pezzo più riuscito dell’EP di Tish. Il pop vintage tradotto negli accordi di pianoforte e nelle chitarre filtrate con il tremolo ci spedisce senza soluzione di ritorno agli anni ’60 di Bang Bang di Nancy Sinatra. How can you live è l’unica ballad inedita dell’EP – seguiranno le cover di Chris Isaak e di Luigi Tenco – ed è il brano più intenso. Tijana ci racconta la sua personalità fragile e sensibile: «Questo è il mio mondo nel quale non vedo stelle, nel quale vivo sola». Tutto è calmo, in questo brano, e l’arrangiamento è ridotto all’essenziale. La voce di Tish viene fuori e non esplode in acuti o graffiati, bensì si tiene quieta per dipingere al meglio il suo antro personale.

Le versioni di Wicked game di Chris IsaakVedrai vedrai di Luigi Tenco sono i momenti più onirici dell’EP: nel primo caso, la semplice scelta acustica è ben adattata alle capacità di Tish, mentre nel secondo caso abbiamo un’atmosfera più jazz, da locale notturno e fumo di sigaretta. Interpretare questi due brani non è semplice, affatto. Wicked game è stata travolta dagli HIM e la loro versione resta tra le più apprezzate, mentre cantare Tenco significa entrare in empatia con l’immensa profondità d’animo del cantautore scomparso.

L’EP di Tish è questo: non abbiamo a che fare con un’assoluta novità né con una promessa per la musica pop internazionale, perché dal disco si evince che comunque siamo ancora troppo dentro il contenitore di “Amici”. Tuttavia l’EP di Tish si fa ascoltare con piacere e ha un’ottima sinusoide: si parte al massimo con Casinò e si finisce in quiete con l’omaggio a Tenco, che è sempre necessario, soprattutto per una giovane ragazza che ha tanta curiosità di imparare e tanta capacità di proporsi con una voce che non ci lascia indifferenti.

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