Nel finale di Grey’s Anatomy 15 eroismo, romanticismo e mistero: che fine faranno Meredith e Jackson? (Recensione)

Il finale di Grey's Anatomy 15 ha un problema di plausibilità che non si può ignorare, ma pone basi interessanti per la prossima stagione

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Il finale di Grey’s Anatomy è un grande punto interrogativo: l’episodio 15×25, Salto nella nebbia, ha un titolo particolarmente azzeccato, visto che la conclusione di questa stagione ha dei contorni piuttosto fumosi.

Iniziato con la nebbia che avvolge una parte della città e manda il traffico in tilt, mentre sull’ospedale splende il sole, l’episodio regala come prevedibile la nascita di Allison, figlia di Owen e Teddy e probabilmente anche dell’amicizia tra quest’ultima e Amelia, che la aiuta a raggiungere l’ospedale durante il travaglio procurandole addirittura un passaggio dalla polizia. E un lieto fine ce l’ha anche la vicenda del piccolo Gus, con la sua donatrice agorafobica che – grazie al coraggio di Hunt e Schmitt – riesce a raggiungere l’ospedale e a donargli il sangue. Mentre Jo accetta finalmente di parlare ad Alex della sua situazione dopo che Meredith gli ha raccontato la verità sull’incontro con la madre biologica, facendosi ricoverare in psichiatria per curare una depressione dalla quale intende guarire.

Fin qui il finale di Grey’s Anatomy va sul sicuro, senza grandi traumi o eventi shock tipici dei suoi season finale. Anche il tono dell’episodio, nonostante sia pervaso dalla tensione che accompagna varie storyline in attesa di una svolta, resta perlopiù lontano dai classici finali catastrofici della serie. Il parto di Teddy, per esempio, a differenza di quelli di Meredith o di April nel recente passato, avviene in un registro decisamente da commedia romantica: dopo aver scoperto che Owen ha avuto una storia di una notte con Carina DeLuca, la sua ginecologa, Teddy si ritrova a partorire col supporto dell’amato e dell’amante. Ne viene fuori un botta e risposta tra paziente e dottoressa che allevia la drammaticità del momento, mentre Owen si fa perdonare con una dichiarazione d’amore arrivata al momento giusto, ma fin troppo esasperata nel parlare di amore a prima vista e nel dimenticare il passato di Hunt, che in questi anni avrebbe amato Teddy ma sposato Cristina Yang, dichiarato a lei amore eterno e scelto lei anche quando Teddy è tornata a Seattle nella sesta stagione, oltre ad essere rimasto con Amelia anche quando ha scoperto della gravidanza. Insomma, si è voluto confezionare una dichiarazione d’amore che coronasse il momento della nascita della bambina, ma che suona piuttosto come un tentativo di cancellare il passato sentimentale ballerino di Hunt. Il tutto mentre il povero Tom Koracik monta una culla – e una cucina e un’intera casa – per Teddy non sapendo di essere stato scaricato in modo decisamente poco rispettoso.

I pochi highlights emozionali di quest’episodio arrivano negli ultimi minuti e riguardano ovviamente la protagonista: dopo che Andrew DeLuca si è preso la colpa della frode assicurativa ordita da Meredith, quest’ultima decide di confessare tutto alla Bailey e alla Fox, intenzionata a costituirsi per salvare l’innocente specializzando che si è sacrificato al suo posto. A darle manforte sono Webber e Karev, che si assumono la loro parte di colpa in quanto testimoni della frode e complici della Grey: la scena ricorda molto da vicino quella in cui, nella seconda stagione, tutti gli specializzandi provarono a coprire Izzie Stevens dalla colpa di aver tagliato il filo del LVAD, il sistema di assistenza ventricolare, di Denny Duquette per permettergli di salire nella lista d’attesa per il trapianto di cuore. Una citazione talmente chiara che è la stessa Bailey a ricordare che “qui non si tratta di uno specializzando che taglia un cavo” ma di tre primari che frodano il sistema assicurativo seppure per una giusta causa, ovvero salvare una bambina figlia di immigrati senza assicurazione sanitaria. La decisione della Bailey è immediata: “Siete tutti licenziati!“, anche se accompagnando Jo in psichiatria sembra indecisa sul da farsi nei confronti del suo allievo più scapestrato ma anche amato, il suo primario ad interim Karev. Il tutto mentre Meredith si reca in carcere da DeLuca annunciando che si andrà a costituire. E soprattutto confessando, dietro un vetro, di amarlo a sua volta.

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C’è un problema di credibilità grande quanto una casa in questa stagione: quindici anni di Grey’s Anatomy hanno fatto crescere i personaggi trasformandoli da emotive e sprovvedute matricole in primari stimati e premiati ed è davvero sciocco pensare che possa essere plausibile la storia di un primario che d’istinto, senza valutare alcuna altra opzione, scambi il nome di una bambina con quello di sua figlia su una cartella per permetterle di operarsi. Sono cose che, come ricorda la Bailey, potevano accadere a inesperti specializzandi mossi da sentimenti irrazionali, ma non ad un chirurgo e madre vedova di tre figli che sa di rischiare il carcere. La tendenza alla disobbedienza civile di Meredith, mossa da valori di umanità, solidarietà e amore per i diritti umani, è encomiabile ma decisamente poco verosimile. Per non parlare della storia tra Meredith e DeLuca, che piace ai fan più giovani di Grey’s Anatomy ma fatica a convincere a pieno quelli storici, non tanto perché ancora legati al ricordo di Derek quanto per la mancanza della costruzione di una storia che fosse accompagnata da una sceneggiatura forte, strutturata, non improvvisata. Invece si è voluto imporre il personaggio di DeLuca come unico interesse amoroso di Meredith destinato a diventare il suo nuovo compagno con una serie di escamotage ruffiani, prima indagandone i traumi familiari, poi mostrandone solo pregi e infine rendendolo un martire pronto a sacrificare la sua vita per amore. Strategie dettate dalla sola esigenza di renderlo beniamino del pubblico e affermarne il ruolo di perfetto successore di Derek.

Risulta perfino più interessante, da un punto di vista della scrittura, la storia tra Maggie e Jackson: i loro conflitti latenti vengono fuori con forza durante una gita in campeggio, fino alla presa di coscienza da parte della Pierce di non piacere ad Avery così com’è, un po’ nerd e fuori dal mondo. D’altro canto, le constatazioni della dottoressa sul fatto che le loro vite siano così diverse da averli resi due persone agli antipodi sono fondate ed evidenti: da un alto un uomo straricco che nella vita ha combattuto solo con l’etichetta di privilegiato, dall’altro una ragazza adottata che ha avuto successo nella vita senza spinte e senza soldi, ma solo grazie al suo genio. Due mondi diversi, quasi un conflitto di classe sublimato in una relazione d’amore. La tensione tra i due non è mai stata così alta ed interessante, finché la nebbia ci mette lo zampino facendo scomparire Avery di ritorno dal campeggio.

L’episodio si conclude con due enormi cliffhanger: da un lato la scelta di Meredith di costituirsi per scagionare Andrew (ma lo farà davvero o qualcuno, tipo Webber, la precederà per salvare entrambi?) e dall’altro la scomparsa di Jackson sull’autostrada, con una Maggie rimasta sola e disperata.

I tratti fondamentali di questo season finale sono certamente un romanticismo esasperato e l’esaltazione di un eroismo che sembra più una vocazione al martirio, poco realistico vista l’età e la maturità dei personaggi per quanto mosso da nobili e lodevoli ideali. Ma la scomparsa di Jackson, la depressione di Jo, la nova famiglia di Owen e Teddy, la ricerca di se stessa da parte di Amelia, la riconciliazione di Nico e Levi, i problemi giudiziari di Meredith aprono altrettante possibili storyline in cui sarà possibile affrontare argomenti di peso come le malattie mentali, i conflitti sociali, la lotta all’omofobia e tanto altro ancora.

Grey’s Anatomy 16 torna a settembre su ABC e in autunno inoltrato in Italia su FoxLife.

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