Inviare subito trilli su WhatsApp: possibile con un’app

Non previsti ufficialmente, ecco come far tornare in vita i trilli su WhatsApp

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Chi non ricorda i trilli di MSN Messenger? Ultimamente se n’è parlato abbastanza relativamente alla possibilità che venissero integrati nativamente in WhatsApp, cosa che vi abbiamo più volte spiegato non essere prevista, almeno fino a questo momento, dal team di sviluppo della nota piattaforma IM. Questo non significa doverci necessariamente rinunciare: chi conosce anche solo un po’ Android sa che quasi nulla è impossibile agli sviluppato indipendenti. Il caso specifico non fa alcuna eccezione, come stiamo per raccontarvi: per riportare in vita i trilli di MSN Messenger, ed incorporarli in WhatsApp, sarà sufficiente installare un’applicazione terza (purtroppo non c’è altro modo per ovviare, visto che la funzionalità non è stata implementata, e probabilmente non lo sarà mai, di default all’interno del codice del servizio), dal nome ‘Trillo per WhatsApp‘, o meglio ‘Nudge for WhatsApp’, scaricabile gratuitamente dal Play Store a questo indirizzo (per dispositivi Android).

Per tornare a provare l’ebrezza di inviare o ricevere trilli (una cosa che non ha prezzo, ammettiamolo candidamente senza vergogna), bisognerà seguire le indicazioni riportate a schermo una volta portata a termine l’installazione dell’applicazione (l’operazione è estremamente semplice, e richiederà qualche minuto al massimo). Vi informiamo, per prima cosa, che il programma richiedere l’autorizzazione per l’accesso alle notifiche, oltre a prevedere venga mantenuta abilitata la funzionalità del trillo (potrete disattivarla quando volete). Fatto questo, aprire una conversazione di chat ed inviate l’emoji 🥴 per risvegliare dal torpore il trillo di MSN Messenger, con tanto di vibrazione a seguito (il destinatario verrà colto dalla simpatica notifica, mentre il mittente non si accorgerà di nulla).

Tenete presente che, affinché tutto funzioni, occorre che l’applicazione ‘Trillo per WhatsApp’ sia stata installata e configurata in modo corretto anche a bordo del dispositivo del destinatario (non basta averla a disposizione sul device del mittente, questa è una delle condizioni, forse la principale, per riuscire a riportare in vita l’amata funzione del servizio di chat per eccellenza, quello che ha segnato i migliori anni della nostra prima adolescenza). Non potrete inviare un trillo dopo l’altro (come facevate per mandare in escandescenza amici e conoscenti su MSN Messenger, non avendo imposto il servizio di messaggistica, all’epoca, alcun limite a riguardo), né il destinatario, per ottenere l’effetto desiderato, dovrà tenere aperta la vostra conversazione di chat nel momento in cui andrà a ricevere l’emoji.

Non ci resta che dire grazie a NoiBot, società designata alla realizzazione di bot per WhatsApp e Facebook Messenger, che, presa d’assalto dalle indiscrezioni di questi giorni che volevano a breve introdotto il trillo nell’app di messaggistica istantanea più popolare al mondo, ha colto la palla al balzo per rievocare ricordi dolci e lontani, cosa che di certo farà piacere a tutti quei ragazzi, non più adolescenti, che hanno vissuto l’epoca di MSN Messenger e dell’immancabile trillo (quanti ne ricevevate ogni giorno, bei tempi davvero). Se da un lato abbiamo confermato il fatto che il ritorno ufficiale dei trilli su WhatsApp sia una bufala a cui non dare affatto credito, adesso sapete che c’è un modo per riuscire ad inviarli comunque, sebbene attraverso l’aiuto di un’applicazione terza, che non tutti potreste avere voglia di installare (anche se per qualche minuto, fossimo in voi ci proveremmo, come del resto abbiamo appena fatto).

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