In Gomorra 4 nessuno può sognare tranne i fan: cosa ha funzionato e cosa no in questa stagione

Un finale che non ha bisogno di molte parole, ma i primi episodi di Gomorra 4 sono stati di certo inferiori

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A due giorni dalla messa in onda del finale di Gomorra 4 possiamo finalmente dire la nostra senza paura di spoiler e anticipazioni. Gli ultimi due episodi della serie sono andati in onda venerdì segnando per sempre la fine dei sogni per i suoi protagonisti ma non per i fan. Ogni tentativo di rivoluzione e di chiusura con il passato è stato bocciato ed è naufragato in un ultimo episodio destinato a rimanere nella storia e non solo per il mare di sangue versato ma perché tutto era studiato nel minimo dettaglio.

Un finale ben orchestrato ha regalato a Genny la sua “pace dei sensi” e al pubblico una chiusura al rialzo che ha saputo spazzare via i primi episodi un po’ impantanati in una nuova “costruzione” dopo la morte di Ciro l’Immortale. Se dobbiamo trovare una cosa che proprio non ha funzionato in Gomorra 4 è proprio l’atmosfera dei primi episodi che hanno perso la coralità delle prime stagioni lasciando spazio alla singolarità dei personaggi diventando quasi viscerali e intimi, forse fin troppo in alcuni casi.

Ma tutto sommato, alla luce di quanto è accaduto nel finale possiamo dire che Gomorra 4 ha ancora una volta centrato l’obiettivo sorprendendo, esaurendosi in poche settimane e confermando ancora la sua poca voglia di mitizzare i suoi personaggi a favore di una realtà cruda e violenta e di una vita passata sui bordi nonostante soldi e amicizie.

Genny Savastano ci ha provato con tutte le sue forze a lasciare le ombre e camminare nella luce ma quel suo passato, il cognome e il sangue di suo padre continuavano a pulsare nelle sue vene e bussare ogni notte nella sua mente fino a che non ha ceduto “facendo tacere quella battaglia”, dicendo addio alla sua famiglia e “sistemando i suoi sbagli”. I due episodi ci hanno regalato il Genny 4.0, colui che aveva provato a spiccare il volo e sognare finendo invece per accettare la sua vera natura e le sue radici lottando per riavere il posto nel mondo della malavita che aveva deciso di abbandonare.

Il resto era già scritto. Il ritorno di Genny non poteva essere indolore, non poteva non avere il colore e il sapore del sangue e tutti gli errori commessi hanno trovato una soluzione. I Levante, almeno lo zio e la zia, sono stati uccisi, Enzo è stato “venduto” e la stessa Patrizia ha trovato la morte per mano di Genny insieme al marito Michelangelo in una scena finale, pietosa e impietosa che ha fatto dimenticare al pubblico gli sbagli, la lentezza e l’effetto soap dei primi episodi. Il finale ha messo tutti d’accordo? Forse no, ma non ci rimane che attendere lì, faccia al muro, la capacità di chiudere i conti con tutto questo in attesa della quinta, e forse ultima, stagione.

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