Omar Pedrini, il taglio della sua esibizione al Concerto del Primo Maggio è un’offesa alla dignità di un artista

L'esibizione di Omar è stata inspiegabilmente cancellata dalla diretta televisiva: non accetto il fatto che chi fa musica e ci crede, venga usato e sputato dai media.

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Scandaloso il comportamento della RAI e degli organizzatori del concerto del 1° maggio che hanno tagliato l’esibizione di un artista come Omar Pedrini.

Sì, lo so, sono passati già due giorni dall’episodio; perché scrivo solo adesso? Perché non riesco a metabolizzare il fatto che chi fa musica e ci crede venga usato e sputato dai media.

Anche perché l’esibizione di Omar meritava di essere vista. Invece, dopo appena 2 minuti dall’inizio di “Sole spento”, hanno spento la sua musica. Non solo, ma i due presentatori, Ambra Angiolini e Lodo “una vecchia che balla” Guenzi, non hanno neppure chiesto scusa, ma semplicemente annunciato che lo show sarebbe tornato dopo i TG.

E pensare che Andrea Dullio, manager di Omar, ha portato al 1° maggio anche l’unica vera star internazionale: Noel Gallagher, ex-Oasis.

Appena ho visto questa mancanza di rispetto, ho immediatamente chiamato sia Dullio, irraggiungibile, che Omar. Mi ha risposto il suo chitarrista dicendomi che era impegnato a discutere.

Ieri ho parlato con Omar, anche se già sapevo quanto ci fosse rimasto male. Mi ha detto di aver fatto un post dove raccontava i fatti, senza però esternare tutta la sua delusione e raccontare altre verità. Andrea Dullio mi ha detto che avevano promesso che l’esibizione di Omar sarebbe stata ripetuta dopo quella di Noel Gallagher. Ma, una volta ottenuta la performance di Noel, a Omar hanno offerto solo 3 minuti nel finale senza neppure poter parlare. Una vera presa per il culo. Lo stesso era accaduto nel 2016 a un altro artista importante e mio amico, Fausto Mesolella, a cui tagliarono l’esibizione mandando la pubblicità.

Omar Pedrini, nel post che ha fatto, è al solito un signore. In realtà avrebbe avuto tutti i diritti per arrabbiarsi, e pesantemente. Vorrei scrivere tante cose, ma il mood da “signore” di Omar mi insegna a tacitare l’istinto e continuare a creare un’alternativa a questo non rispetto per gli artisti. E mi fermo qui.
Aspetto Omar ancora al #BaroneRosso dove avrà tutto lo spazio che desidera e dove le emozioni, quelle vere e sincere come le sue, non vengono mai affogate.

Ecco quello che ha scritto Omar Pedrini:

MANDALA 
(Tra la festa del lavoro e la Serie A, tutto ciò che non avete visto in tv)
Ciao a tutti 
Mi spiace aver saputo in serata che la Rai avesse tagliato la mia esibizione. Lì per lì non me ne ero reso conto. Mi dicono di commenti al veleno di tutti voi e vi capisco, so quanto grande sia la vostra passione per me. Il paradosso vero è stato che alla festa del lavoro non ho potuto condividere proprio la cosa che amo di più: il mio lavoro! Mi spiace non abbiate sentito le canzoni cantate da decine di migliaia di persone con me e Simone, davvero da pelle d’oca. Ci tenevo soprattutto alle dediche che avevo preparato, una per la sicurezza sul lavoro, tema a cui sono molto legato (Giorno per giorno), a Giulio Regeni e Ilaria Alpi (sono a modo loro caduti sul lavoro) le parole di Bob Marley attualissime sulla pace, sulle schiavitù mentali, sui popoli oppressi, sull’ambiente. La dedica a Toni Soddu, capo tecnico di palco scomparso da poco, e la battuta sulla bandiera coi quattro mori della Sardegna che non c’era e mi mancava tanto. Avete per fortuna visto la maglietta ben augurante del mio Brescia Calcio (che dolore non festeggiare con i miei amici a Brescia…).
Io e il caro Simone ci eravamo preparati bene, sapevamo che era una bella sfida cantare in acustico in quella piazza, ma lo avevo fatto con i Pearl Jam (idoli) ed era andata bene, infatti così in piazza San Giovanni è stato. Avevo anche una chitarra nuova che mi avevano regalato al compleanno da sfoggiare. Insomma tutto andava benissimo, ma la mannaia della Rai stavolta ha segato proprio me. Mi dispiace molto, non posso negarlo, ma noi in piazza siamo stati benissimo, il dispiacere era per voi che avete rinunciato ad uscire per stare ore ad aspettarmi, il dispiacere della mia principessa Emmadaria che aspettava a casa di vedere papà in tv. Tutto era curatissimo, come un mandala tibetano, un disegno di sabbia colorata che dopo essere stato costruito pazientemente da decine di monaci, granello per granello, colore per colore, e non appena terminato viene distrutto dal monaco o rimpoce: così è la vita, a volte, e io lo so bene, con le “sorprese” che mi ha riservato, ma so anche che va accettato serenamente. 
Poi gli organizzatori (Massimo Bonelli in persona) mi hanno chiesto, per rimediare, di uscire una seconda volta la sera. Ho apprezzato molto, così come ho apprezzato l’invito al 1° maggio e li ringrazio per avermi scelto tra tantissimi (quasi tutti) candidati allo show. Inizialmente anche se molto provato (eravamo lì da dieci ore) ho deciso di provarci spinto dal mio agente, ma quando ho saputo che avrei dovuto contenere il tutto in 3 minuti di cantato senza parole, tra gli scalpitanti Negrita e il dolce Ghali che mi avrebbe prestato un angolo del suo palco, vedendo i tecnici distrutti da giorni di lavoro che si lamentavano giustamente del lavoro aggiuntivo, sopportando l’attesa al freddo dietro il palco, per uscire a sandwich per pochi attimi, ho pensato che non fosse roba per me che non vivo per la televisione e ho sentito le forze abbandonarmi e il mio senso della dignità ferito.
Insomma non me la sono sentita, sarebbe stata una forzatura e avrei anche rischiato di svenire sul palco. Sono andato in hotel, a piedi, mescolandomi tra la gente. Sorridendo a una giornata difficile. La gioia per la promozione del mio Brescia mi ha aiutato a stemperare e sappiate che sono riuscito a non litigare con nessuno! Sono fatto così, ormai lo sapete: non ho potuto-voluto-saputo accettare il biscottino che mi veniva allungato. Non ho voluto raggiungere nemmeno il caro Noel con cui volevo fare il gemellaggio “Brescia-Manchester City”.
Vi ringrazio per i tanti messaggi di solidarietà, ma davvero, non ce n’è bisogno. Piuttosto mi spiace che vi arrabbiate con gli organizzatori o coi sindacati che non c’entrano.
Sono fiero di voi, siamo ormai un esercito e finché ci sarà fiato non smetteremo mai di vivere cantare e gioire insieme. 
Vi aspetto domani a Treviglio e sabato a Tavagnasco 🕉 
Il viaggio continua…. Omar Pedrini.

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