Video, testo e traduzione di Radio dei Rammstein, un attacco alla censura che risveglia le paure più remote?

Till Lindemann e soci ci presentano il secondo singolo estratto dal nuovo album in uscita il 17 maggio

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Radio dei Rammstein è il secondo schianto entusiasta di una band che ha ritrovato vigore, se ci soffermiamo su ciò che per ora conosciamo del nuovo disco di Till Lindemann e soci. Diciamola tutta: con “Rosenrot” (2005) e “Liebe Ist Für Alle Da” (2009) avevamo capito che qualcosa si era perso per strada dopo “Mutter” (2001) e “Reise, Reise” (2004), pur con la presenza di brani come RosenrotMann Gegen MannBenzin, ma soprattutto Rammlied e Pussy. Ci avevano dato buone speranze con Mein Land, uscita nel 2011 come unico inedito della raccolta “Made in Germany 1995-2011”.

Con l’hype scatenato dopo la pubblicazione del teaser di Deutschland avevamo capito che i mastodontici campioni dell’industrial metal tedesco stavano tornando con la loro solita irriverenza: le immagini mostravano quattro membri della band con divise da prigionieri di un campo di concentramento e infatti, una volta pubblicato il video di Deutschland, trovavamo i Rammstein in una serie di sequenze che raccontavano la storia della Germania. Negli ultimi giorni la band ha lanciato anche le anteprime di altri singoli, la copertina del nuovo disco e la tracklist. Questa mattina è arrivata Radio.

Radio dei Rammstein è accompagnata da un video diretto da Jörn Heitmann, interamente in bianco e nero, che mostra la band in tenuta quasi grottesca con Till Lindemann nei panni di un cabarettista ambiguo. L’ambientazione unisce ricostruzioni di costumi e oggetti di inizio secolo, ma anche riferimenti alle proteste femministe e al ruolo dei mass media nel corso della storia. La cornice è doppia: i Rammstein suonano all’interno del palazzo di “Radio Berlin” e la loro musica viene trasmessa su tutti gli apparecchi. L’effetto sul popolo è quello di far impazzire le donne, fino a far diventare la radio un vero e proprio oggetto di piacere sessuale. La seconda cornice si individua in un gruppo di militari che marcia per Berlino per raggiungere “Radio Berlin” e porre fine al delirio di massa. Quando le divise raggiungono la band, però, non riescono a interromperne la diffusione in quanto tutti i membri dei Rammstein sono ologrammi.

Resta da comprendere se il video, ben in sintonia con il testo, sia un attacco provocatorio alla censura per rispondere alla paura di un ritorno di un passato oscuro. Il muro di potenza delle chitarre di Kruspe e Landers è forte come sempre, e Christian Lorenz abbellisce tutto l’arrangiamento con sintetizzatori vintage che, specie nell’intro, ricordano il riff ipnotico che chiudeva la popolarissima Du HastRadio dei Rammstein è il secondo dei cinque singoli che verranno estratti dal nuovo album in uscita il 17 maggio.

TESTO

Wir durften nicht dazugehören
Nichts sehen, reden oder hören
Doch jede Nacht für ein, zwei Stunden
Bin ich dieser Welt entschwunden
Jede Nacht ein bisschen froh
Mein Ohr ganz nah am Weltempfänger

Radio, mein Radio
Ich lass’ mich in den Äther saugen
Meine Ohren werden Augen
Radio, mein Radio
So höre ich, was ich nicht seh’
Stille heimlich fernes Weh

Wir durften nicht dazugehören
Nichts sehen, reden oder stören
Jedes Liedgut war verboten
So gefährlich fremde Noten
Doch jede Nacht ein wenig froh
Mein Ohr ganz nah am Weltempfänger

Radio, mein Radio
Ich lass’ mich in den Äther saugen
Meine Ohren werden Augen
Radio, mein Radio (mein Radio)
So höre ich, was ich nicht seh’
Stille heimlich fernes Weh

Jede Nacht ich heimlich stieg
Auf den Rücken der Musik
Leg’ die Ohren an die Schwingen
Leise in die Hände singen
Jede Nacht und wieder flieg’
Ich einfach fort mit der Musik
Schwebe so durch helle Räume
Keine Grenzen, keine Zäune

Radio, Radio
Radio, Radio

Radio, mein Radio (mein Radio)
Ich lass’ mich in den Äther saugen
Meine Ohren werden Augen
Radio, mein Radio (mein Radio)
So höre ich, was ich nicht seh’
Stille heimlich fernes Weh

TRADUZIONE

Non ci era concesso appartenere,
vedere, parlare né ascoltare.
Ma ogni notte, per un’ora o due
evado da questo mondo.
Ogni notte serena
poggio l’orecchio sul ricevitore.

Radio, mia radio.
Mi lascio risucchiare dall’etere,
le mie orecchie diventano occhi.
Radio, mia radio,
ascolto ciò che non vedo,
silenziosamente girovago in segreto.

Non ci era concesso appartenere,
vedere, parlare né disturbare.
Ogni forma di canzone era proibita,
le note straniere erano pericolose.
Ma ogni notte serena
poggio l’orecchio sul ricevitore.

Radio, mia radio.
Mi lascio risucchiare dall’etere,
le mie orecchie diventano occhi.
Radio, mia radio,
ascolto ciò che non vedo,
silenziosamente girovago in segreto.

Ogni notte, di nascosto,
salivo in sella alla musica.
Metto orecchie alle ali,
canto dolcemente tra le mani.
Ogni notte, e non solo, volo via
con la musica,
fluttuo tra stanze luminose
senza confini né recinzioni.

Radio, Radio.

Radio, mia radio.
Mi lascio risucchiare dall’etere,
le mie orecchie diventano occhi.
Radio, mia radio,
ascolto ciò che non vedo,
silenziosamente girovago in segreto.

Commenti (2):

Luke Foster

beh la canzone è fortissima e il video pure… diciamo che sembrano sulla buona strada per riportare in vita i fasti di “Engel”!

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