Smartphone Android più caldi: le batterie che durano meno

Maggiore è il calore prodotto dagli smartphone Android, minore tempo durerà la loro batteria

Si può quantificare il calore generato dagli smartphone Android? Per la verità una classifica ci sarebbe, elaborata attraverso l’app Master Lu, come riportato da ‘gizmochina.com‘ (potete farvi subito un’idea di cosa stiamo parlando dando uno sguardo agli screenshot in allegato). Si tratta di un test di benchmark in piena regola (un tipo di prova molto curiosa, di cui poco si è sentito parlare fino a questo momento), che, anziché misurare le prestazioni offerte dai diversi dispositivi presi in analisi, si propone di calcolarne il calore prodotto in termini di temperatura di esercizio. Dati di questo genere sono molto importanti, soprattutto perché sappiamo bene che maggiore è la quantità di calore emanato, minore sarà il tempo di durabilità della batteria agli ioni di litio, le cui celle tenderanno a logorarsi più velocemente. Ecco perché è fondamentale tenersi ben informati circa questo parametro, troppo spesso sottovalutato, o di cui comunque si fa esperienza solo ad acquisto già effettuato, quando ormai è tardi per tornare sui propri passi per cercare di ottenere risultati più adatti al proprio stile di utilizzo.

Indugiamo, quindi, sui risultati relativi ad un test di benchmark che non prende in considerazione la potenza di calcolo nel momento in cui le varie componenti (in prevalenza le CPU, GPU e memorie) sono in forte condizione di stress, bensì le temperature esecutive medie di alcuni smartphone Android (quelli che hanno ottenuto almeno 1000 misurazioni). Il device più accaldato è sembrato essere l’Oppo Find X, dall’alto dei suoi 38.35°. Se l’è cavata piuttosto bene il VivoY81s, imparentato con il più noto Vivo Y81, con i suoi 26.69°. Non hanno brillanto per una particolare freschezza i vari Nokia X7, 7 Plus e 6, che rientrano nel giro degli smartphone Android più caldi (cosa che non depone a loro vantaggio, per i motivi che vi abbiamo sopra spiegato, indicativa del fatto che il produttore non sta lavorando bene sotto questo aspetto).

Nel giro delle 24 ore, e quindi non necessariamente in condizioni di stress continuo, come sembrano comportarsi gli smartphone Android presi in analisi? Il device più fresco resta il Vivo Y81s (23.24°), mentre non riescono a fare molto meglio i dispositivi Nokia appena citati, come anche l’Oppo Find X. Vengono chiamati in causa anche alcuni Xiaomi, quali il Redmi Note 6X, con temperature medie giornaliere di 35.21°. Un parametro che non viene troppo spesso tenuto nella giusta considerazione, e su cui tutti dovremmo riflettere di più al momento dell’acquisto di un nuovo device.

Gli smartphone Android non sono conosciuti per la durabilità delle loro batterie: aiuterebbe non poco riuscire a mantenere basse le temperature medie in esercizio, così come quelle di utilizzo nell’arco delle 24 ore. Quello di cui sopra è solo un test di benchmark, che spesso lascia il tempo che trova (sarebbe sbagliato prenderlo per oro colato, in quanto vuole semplicemente essere indicativo di alcuni dati, seppur molto importanti), ma ribadiamo l’estrema importanza di tenere sott’occhio questo fattore specifico, decisivo per il buono stato di salute della batteria dei vostri terminali (inutile poi starsi a lamentare di battery drain pronunciati e di device che ustionano al semplice tocco sul dorso). Speriamo di aver contributo a schiarirvi un po’ le idee in merito ad una questione ancora troppo presa sotto gamba dagli utenti medi.

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