Hellboy, il demone rosso visto con gli occhi di Neil Marshall non convince pienamente (recensione)

Dal fumetto al grande schermo: perde il confronto generale con i film degli anni 2000, ma non manca di forte violenza apocalittica.

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Anung Un Rama, al secolo Hellboy, evocato sulla Terra durante la seconda guerra mondiale dai nazisti con il fine di ribaltare le sorti della guerra, viene sottratto ai nemici e cresciuto come un figlio dal Professor Broom per conto degli Alleati.

Nel nuovo capitolo firmato Neil Marshall, Hellboy dovrà vedersela con una strega del quinto secolo Nimue, la regina di sangue interpretata dalla bellissima Milla Jovovich, che ha intenzione di tentarlo con un posto sul trono al suo fianco per il governo del mondo.

Hellboy dovrà combattere anche contro i pregiudizi degli umani nei suoi confronti, ma non sarà solo. Ad affiancarlo in questa nuova impresa ci saranno la sensitiva Alice (Sasha Lane) e un agente dell’M11 Ben (Daniel Dae Kim) pronto a trasformarsi in un Giaguaro quando esplode la rabbia.

David Harbour, scanzonato e a suo agio nei panni del demone rosso, interpreta Hellboy nella terza trasposizione cinematografica del fortunato fumetto americano di Mike Mignola, Hellboy, rise of the blood queen. Forse il problema più grande nell’interpretazione di Harbour, sta nel fatto che il pubblico ormai si era affezionato all’interpretazione di Ron Perlman che ha vestito i panni di Hellboy nel 2004 e in Hellboy The Golden Army nel film del 2008, entrambi diretti dal regista Guillermo Del Toro.

L’Hellboy di Harbour è un demone adolescente alle prese con la figura paterna. Tiene al giudizio del padre adottivo, anela la sua approvazione, il suo affetto, ma è anche spinto dalle pulsioni di ribellione totale. E’ chiaro l’intento di puntare sull’umorismo del demone e facili battute non mancano nei dialoghi.

Quella di questo Hellboy è in generale un’avventura che incontra molti personaggi, troppi, senza dare a nessuno particolare attenzione e definizione.
Un’eccezione va fatta per la strega Baba Yaga, mostruosa e spaventosa come pochi altri personaggi, che cucina e mangia bambini, ha un corpo scheletrico rotto e ricomponibile a suo piacimento, gambe di legno e una personalità molto ben delineata. Il film non le dedicherà molto spazio ed è un peccato perché è uno dei personaggi a cui più ci si affeziona.

Il film nel suo complesso non convince nei dialoghi e soprattutto nello sviluppo della storia. Chi pensa di vedere sullo schermo l’aspetto più cupo e demoniaco di Hellboy resterà deluso, ma non si tratta di un film per tutta la famiglia, un film da Supereoi in calzamaglie. La violenza è molto presente nel film, come  in alcuni punti sono presenti le atmosfere cupe. Le immagini e il suoni dei copri dilaniati dai mostri che emergono dalle viscere della terra, non sono esattamente adatti ad un pubblico debole di stomaco.

Frase del film:
–  Siamo fatti per stare insieme
– E’ vero ma non funzionerà, perché io sono un Capricorno e tu sei matta!

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