Una truffa Marashopping senza dubbio: sequestro sito e niente risarcimenti?

Un milione e mezzo di euro di truffa ai danni di ignari clienti, ingolositi da offerte da capogiro

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Una vera truffa il sito Marashopping? Le recensioni in circolo sul sito e-commerce online, hanno sempre fatto nascere mille dubbi sulla reale bontà del servizio di vendita reso (soprattutto di oggetti di elettronica) ma sulla questione ora è intervenuta la Polizia Postale,  favorendo il sequestro delle pagine per lo shopping online. Tanti cittadini sono stati raggirati nel tempo ma almeno ora la possibiliotà del danno è stata definitivamente bloccata.

Il dipartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Friuli Venezia Giulia con il coordinamento della Procura Distrettuale di Trieste hanno appunto spinto il GIP di Trieste al sequestro preventivo proprio del sito Marashopping.it. In realtà quest’ultimo era già di per se il “remake” di altri e-commerce sui quali, negli ultimi mesi, si sono concentrate le indagini della Polizia postale. Tutti tentativi di truffa ai danni di cittadini italiani, dietro lo promessa di forti sconti e grossi risparmi.

La truffa di Marashopping.it si evolveva nel seguente modo: il target di riferimento era costituito da professionisti in possesso di partita IVA che acquistavano sullo shop soprattutto prodotti di elettronica come smartphone  tablet ma non solo. Così accadeva che al costo di un bundle di 1000 euro ad esempio, c’era la promessa di spedizione di più prodotti, anche di un valore nettamente superiore, ma questi ultimi non arrivavano mai a destinazione.  Ora il sito in questione non può fare più danni, vista l’inaccessibilità delle sue pagine ma bisognerà tenere alta la guardia per l’eventualità che nuovi siti correlati e altrettanto truffaldini nascano sotto mentite spoglie.

In realtà la truffa di Marashopping ha profonde radici: già alla fine del mese di dicembre, un provvedimento di sequestro aveva riguardato www.sottocosto.online e lo stesso discorso è valso per quello con URL offerteazero.it. Il sistema di raggiro sarebbe stato sempre lo stesso con uno shop con prodotti in forte sconto, vero specchietto per le allodole di ignari clienti ma con merce mai giunta a destinazione. La truffa avrebbe fruttato all’incirca 1,5 di milioni di euro di guadagni illeciti e di certo (almeno nell’immediato) non prevederà forme di rimborso per i clienti vittime degli incauti acquisti.

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