I Figli di nessuno di Fabrizio Moro, gli uomini che nonostante le difficoltà continuano a lottare

OM incontra Fabrizio Moro in occasione del rilascio del nuovo disco, Figli di nessuno: "I figli di nessuno sono quelli che poche volte nella vita hanno avuto una mano tesa".

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44 anni appena a compiuti e 11 canzoni nel disco Figli di nessuno, in uscita questo venerdì. Fabrizio Moro racconta il suo mondo interiore attraverso 11 tracce che lo rappresentano e parte da lontano, dal suo quartiere Natale, quello di San Basilio a Roma.

I figli di nessuno sono per Moro “Tutti gli uomini, soprattutto i ragazzi del mio quartiere che nonostante le difficoltà e il contesto difficile in cui sono nati hanno continuato a lottare”.

I figli di nessuno sono quelli che poche volte nella vita hanno avuto una mano tesa, sono quelli abbandonati a se stessi, quelli che hanno lottato con coraggio e dignità sempre, nonostante le difficoltà del percorso. Non importa diventare campione del mondo, l’importante è lottare”, continua Fabrizio Moro.

Ipocondriaco, crede fermamente nel potere dell’amore come filo conduttore della vita e nel suo disco inserisce limiti, inciampi ma anche forza e voglia di rivalsa, l’invito ai giovani a non mollare mai, ad inseguire i propri sogni e a lottare, non importante come andrà a finire.

In Ho bisogno di credere ci sono i suoi limiti, che rappresentano tutte le volte in cui è inciampato durante il suo percorso. In modo estremamente critico, Fabrizio Moro riconosce: “Se non avessi reagito in modo istintivo e polemico la mia carriera sarebbe andata diversamente e sarebbe sbocciata prima forse, un po’ per colpa del sistema ma soprattutto per colpa mia”.
Ottimista di natura, nel disco inserisce anche la fede. Moro è molto credente ma soprattutto credo nel prossimo e nella collettività. Il male di questo mondo è non crederci più abbastanza.

Per l’artista è importante “credere in se stessi ma anche nella collettività, un concetto che oggi non esiste più, è per questo che non si fa la rivoluzione”. Poi condivide ricordi di quando frequentava l’oratorio, un luogo visto come “tetto di protezione in cui c’erano i miei amici, i miei compagni di avventure”.

Il suo quartiere ha influenzato si sicuramente il suo intero percorso artistico oltre che la sua vita. “Nel nostro quartiere a modo nostro quando c’era qualcosa che non andava facevamo rivoluzione, è importante credere in se stessi e nelle persone accanto a te che possono fare la differenza”. San Basilio gli ha regalato tanto ma gli ha anche tolto qualcosa.

Quel mondo mi ha regalato tante canzoni perché se non fossi nato in quel contesto tante cose non le avrei scritte perché non avrei potuto capirle. Questo è un punto a favore pazzesco nei confronti del quartiere, mi ha regalato la forza che ho sulle spalle: sarebbe difficile oggi vedermi depresso o abbattuto, non fa parte del mio carattere”. Il quartiere però è stato anche un impedimento “perché la rabbia del marciapiedi e la borgata te li porti dietro tutta la vita” anche nel modo di cantare urlando. Con il tempo ha poi imparato a dosare anche la sua forza vocale per raggiungere non solo gli arrabbiati ma anche un’altra tipologia di persone.

Nell’ascolto del disco vi invitiamo a soffermarvi un attimo di più su Filo d’erba, una canzone strappacuore che Fabrizio Moro ha scritto per suo figlio Libero, un bambino di 10 anni che gli somiglia molto: è chiuso, introverso, pauroso, proprio come lui. “Nei suoi occhi c’è il riflesso degli errori che ho commesso”, aggiunge Moro che rivede in Libero Fabrizio piccolo che soffre per Fabrizio grande.

1. Figli di nessuno
2. Filo d’erba
3. Quasi
4. Ho bisogno di credere
5. Arresto cardiaco
6. Come te
7. Non mi sta bene niente
8. Me’ nnamoravo de te
9. Per me
10. #A
11. Quando ti stringo forte

Le date del tour:

12 ottobre – Pal’Art Hotel di ACIREALE (CT)
18 e 19 ottobre – Palazzo Dello Sport di ROMA
26 ottobre – Mediolanum Forum di MILANO

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