Doccia gelata per 7 Xiaomi Redmi che non riceveranno più aggiornamenti, la lista

Il produttore cambia rotta e riduce i tempi del supporto software?

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Davvero una brutta notizia per un buon numero di possessori di device della serie Xiaomi Redmi: smartphone non di recente uscita ma che, a differenza di quanto sperato, non riceveranno aggiornamenti software importanti come la MIUI 11 e naturalmente neanche le relative beta. Molta incertezza pure riguarda gli update minori di sicurezza su base mensile. Insomma, tutt’altro che una lieta novella pure per molti lettori di OM legati al brand.

Intanto c’è da specificare che la notizia del mancato supporto non è un’indiscrezione ufficiosa, semmai una notizia ufficiale diramata dallo stesso produttore, attraverso il suo forum (qui proposto nella versione tradotta dal cinese all’italiano). Quanto viene riportato è ben chiaro e non lascia spazio a dubbi: sono sette appunto i telefoni che non riceveranno più aggiornamenti, sempre della serie Redmi, naturalmente negli esemplari un po’ più datati.

La lista completa dei device interessati dalla nuova strategia software dell’azienda comprende lo Xiaomi Redmi Note 4, lo Xiaomi Redmi 3S, lo Xiaomi Redmi 3X, lo Xiaomi Redmi 4, lo Xiaomi Redmi 4A, lo Xiaomi Redmi Note 3 e infine lo Xiaomi Redmi Pro. Eppure il brand cinese aveva abituato i suoi fan a beneficiare di un supporto software molto dilatato pure per device  non più giovanissimi, fino a casi estremi ma non proprio rarissimi di device attualizzati anche dopo 4 o 5 anni dal lancio (un vero unicum considerata la politica di molti concorrenti  sempre dell’universo Android, mentre Apple fa caso a se). Evidentemente nuove scelte aziendali, magari dettate da una visione del mercato più globale e soprattutto dalla necessità di vendere più dispositivi, hanno spinto il brand a cambiare rotta.

Come accennato in apertura articolo, non è ben chiaro se (presumibilmente ancor per poco) proprio tutti e 7 gli Xiaomi Redmi elencati riceveranno almeno gli aggiornamenti minori mensili, in pratica le patch di sicurezza Google. Il loro destino si scoprirà solo strada facendo di mese in mese appunto.

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