Pictures Of You dei Cure è comparsa in versione inedita nel trailer di un documentario sui defunti (video)

Il brano è stato riarrangiato con una sessione d'archi: una veste più poetica e barocca

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La voce di Robert Smith è ipnotica, ma quando sentiamo Pictures Of You dei Cure senza preavviso, in una veste inedita rispetto all’originale presente nell’album “Disintegration” (1989), l’effetto è quello del fulmine a ciel sereno. La sorpresa arriva dal trailer del documentario Dead Good, nel quale possiamo sentire il brano in una nuova veste, accompagnato solamente da archi. Come spiega la band su Twitter, la nuova edizione è stata registrata insieme al Quartet Voluté e a Lachland Radford. Il risultato è qualcosa che riguarda la bellezza, perché una canzone già splendida in origine diventa un componimento barocco, una poesia armonizzata e originale.

Il documentario Dead Good che include Pictures Of You dei Cure nella colonna sonora, racconta la singolare storia di un ristretto gruppo di donne di Brighton che da circa vent’anni portano avanti un’iniziativa che vuole offrire un’alternativa alla cerimonia funebre tradizionale. La loro attività permette ai clienti di organizzare un funerale su misura al proprio defunto e nel documentario troveremo la testimonianza di tre famiglie. L’iniziativa è nata anche per contrastare quella che le protagoniste definiscono “un’industria miliardaria” e rientra nelle linee di pensiero del “Movimento della Morte Progressista” che, secondo le informazioni presenti sul sito ufficiale, è in continua crescita.

Tale movimento, negli anni, si è esteso anche in Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti. La band di Robert Smith, in effetti, sembra perfettamente conciliabile con lo stile e l’argomento del documentario, visto che stiamo parlando di una delle band dark, new wave e darkwave più influenti del mondo. Ascoltare la loro musica mentre sullo schermo passano le immagini delle tombe, delle bare e dei cimiteri sembra un processo naturalePictures Of You dei Cure, in origine, era stata scritta dopo lo scoppio di un incendio in casa Smith, dopo il quale ritrovò le foto di sua moglie in un portafoglio rimasto tra le macerie, come una sorta di manifestazione dell’immortalità del suo amore: oggi ascoltiamo le stesse parole mentre le fotografie che vediamo appartengono ai trapassati e no, non è un caso.

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