Episode Ardyn chiude la storia di Final Fantasy XV, il DLC in uscita oggi 26 marzo era davvero necessario?

Il DLC disponibile per il download su PC, PS4 e Xbox One ci permette di impersonare l'acerrimo nemico di Noctis sborsando altri 10 euro. Square Enix ha sbagliato tutto?

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I gamer lo sanno bene, lo sviluppo di Final Fantasy XV è stato lungo e decisamente travagliato. Nato con il nome di Final Fantasy Versus XIII, il titolo avrebbe dovuto chiudere le cronache dell’epopea Fabula Nova Crystallis nata con il tredicesimo capitolo, sotto la guida di Tetsuya Nomura. Passato poi nelle mani del game director Hajime Tabata, il progetto è stato completamente rivisitato, per approdare sugli scaffali addirittura dopo 10 anni dal suo primo annuncio. La quindicesima Fantasia Finale, rivolta a fan vecchi e nuovi del franchise ruolistico giapponese, ha graziato prima gli schermi di PlayStation 4 e Xbox One, per approdare solo in seguito su PC con la sua Royal Edition e addirittura su mobile e Nintendo Switch incarnandosi in un’edizione Pocket. E purtroppo non riuscendo in nessun caso a mettere d’accordo tutti gli appassionati.

Assai lontano dalle meccaniche tradizionali della saga, Final Fantasy XV è stato “vittima” di una politica decisamente poco chiara di Square Enix. Tanto da inimicarsi i cuori e gli animi dei cultori dei jRPG più canonici, e soprattutto di chi da oltre 30 anni segue le magiche vicende di questo brand fondamentale nella line-up della casa del Chocobo. La versione base del gioco è stata più volte rivoluzionata dall’uscita di diversi DLC, che hanno sì approfondito le vicende dei compagni di viaggio del principe Noctis – il protagonista di cui vestiamo i panni -, ma anche e soprattutto hanno voluto limarne tutti i difetti narrativi. Soprattutto quelli legati ad un finale poco chiaro e a quanto pare scritto in modo frettoloso – e a tratti svogliato – dal team di sviluppo.

Final Fantasy XV si è quindi cucito addosso la fama di videogame incompleto. Fama che ne ha oscurato i pregi e che ha portato, come già vi dicevo, al successivo debutto di una versione definitiva, con tanto di modalità multiplayer – Comrades, disponibile anche standalone – di cui pochi sentivano l’esigenza. Nonostante la pioggia di critiche, Square Enix è andata avanti per la sua strada a testa bassa, annunciando al grande pubblico di aver messo in cantiere altre espansioni per la sua creatura ruolisitca: da qui la nascita dell’arco narrativo aggiuntivo The Dawn of the Future. Il resto è – triste – storia: l’abbandono dello stesso Hajime Tabata ha costretto il publisher a lanciare oggi, 26 marzo, solo Episode Ardyn, sganciando questo episodio da quelli successivi di Aranea, Lunafreya e Noctis che, difatti, non vedranno mai la luce.

Ad Episode Ardyn spetta così il non facile compito di concludere nel migliore dei modi la storia e tessere gli ultimi intrecci narrativi di Final Fantasy XV. Ambientato 35 anni prima dell’epopea vissuta dagli emuli di Noctis nella campagna principale, il DLC disponibile per il download su PC, PS4 e Xbox One ci permette di impersonare l’acerrimo nemico di Noctis, Ardyn Lucis Caelum, per immergerci ancora una volta nelle atmosfere di Final Fantasy XV e fare luce, si spera definitivamente, sui segreti di un passato e di un destino cancellati dalla storia ufficiale di Lucis. Il tutto al costo di 10 euro!

Dopo aver sborsato circa 70 euro per acquistare la prima versione del gioco al day-one, i videogiocatori hanno dunque dovuto investire i propri risparmi in una trafila di contenuti aggiuntivi non propriamente riusciti. Da comprare da soli o tutti insieme grazie ad un Season Pass o alla già citata Royal Edition. E che, a detta di critica e appassionati, mettono sul piatto una scarsissima longevità e meccaniche di gameplay per certi versi stravolte e che mal si sposano con il feeling generale della saga. Un danno a cui è seguita l’ultima beffa. Episode Ardyn, come vi dicevo, può essere vostro aprendo ancora una volta il portafogli, tradendo quindi la natura di edizione definitiva della precedente Royal Edition.

Spazio allora a nuove, legittime critiche. E ad un malcontento generale che mai ci saremmo sognati di vedere, anni fa, attorno all’intero universo di Final Fantasy XV. Era quindi necessario chiudere una storia già sconclusionata con un ulteriore DCL dall’animo frammentario? Se sì, perché non regalare un’ultima emozione al proprio fanbase scegliendo un modello di distribuzione del tutto gratuito? A mio parere è l’intero futuro del brand ad essere ora a rischio. Per colpa della sua stessa madre/matrigna. A fronte della cocente delusione, i gamer potrebbero non essere più disposti a scommettere su un possibile Final Fantasy XVI, magari sulle future PS5, Xbox Scarlett o sulla new entry Google Stadia. E sì, salvo irresistibili sorprese, farebbero un gran bene: non credete anche voi?

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