Le rimodulazioni TIM imitano quelle Vodafone, dal 28 aprile aumenti per chi dimentica di ricaricare

Rincaro studiato dal vettore per fare cassa sui clienti smemorati che dimenticano di ricaricare al momento opportuno

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Nel mercato mobile non sono rare le imitazioni in negativo e le ultime rimodulazioni TIM ne sono un esempio lampante. Così è accaduto che, come fatto da Vodafone qualche settimana fa, è stata appena resa nota ufficialmente una modifica unilaterale de contratto che porterà una spesa aggiuntiva per i clienti, almeno per quelli più smemorati che dimenticano di ricaricare il proprio credito telefonico con l’approssimarsi del rinnovo del piano telefonico.

A copiare non si passeranno gli esami ma, come in questo caso, si fanno valere bene i propri tornaconti. Le modifiche Vodafone annunciate a febbraio gravano sulle tasche dei clienti per 1,90 euro al mese nel caso in cui ci si dimentica di caricare credito utile sul proprio numero, nelle prime 48 ore successive al rinnovo di un piano. In maniera molto simile, le rimodulazioni TIM scattano nel seguente modo dal 28 aprile: per le prime 24 ore senza credito abbinato alla propria SIM, il cliente vede addebitati a suo nome 90 centesimi. Nelle ulteriore 24 ore, la spesa aggiuntiva è di altri 80 centesimi per un totale di 1,80 euro. Naturalmente la somma in questione viene scalata al momento della prima ricarica utile.

Le rimodulazioni TIM prevedono che, per le fatidiche 48 ore su menzionate, i clienti possano continuare a chiamare e navigare senza limiti in Italia e nei paesi UE ma, come abbiamo visto pure a caro prezzo. Come per Vodafone, sarebbe stato ben più corretto inibire ai clienti senza credito i servizi legati alla SIM e non addebitarli a bruciapelo le somme già esaminate alla prima chiamata o alla prima connessione. Si tratta senz’altro di una modalità per battere cassa in un momento in cui la base clienti è molto  incerta con frequenti flussi migratori verso altri operatori.

Le rimodulazioni TIM, essendo a tutti gli effetti delle modifiche unilaterali del contratto,  rendono possibile il recesso senza penali entro il 27 aprile. Tutte le modalità e gli ulteriori dettagli sugli ultimi cambiamenti sono presenti sulla pagina ufficiale del sito del vettore. Ai nostri lettori legati all’operatore la scelta finale sulla decisione da intraprendere.

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