Young Signorino è tornato ingiustamente dall’oblìo con una canzone e i consigli per educare i nostri figli

Mi devo essere perso il momento esatto in cui l'ordine naturale delle cose ha stabilito che a qualcuno interessasse sapere cosa Young Signorino pensa riguardo i nostri figli e il nostro modo di educarli.

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Il Presidente Mattarella, giorni fa, ha giustamente parlato di serio problema climatico nel mondo. I venti a passa gradi a inizio febbraio, del resto, non è che siano esattamente naturali. Come non lo sono i quasi venti a metà febbraio. Perché è vero che settimana prossima arriverà da calendario la primavera, ma in genere al caldo ci si arriva gradualmente, non tutto di un botto. Quando succede così, poi, le piante fioriscono prima del tempo, e al primo ritorno del freddo tutto si brucia, i raccolti futuri vanno a male.

Sarà quindi questa primavera anticipata. Sarà che fra due mesi o poco più compio cinquant’anni, con tutte le turbe del caso.

Sia come sia mi devo essere perso il momento esatto in cui l’ordine naturale delle cose ha stabilito che a qualcuno interessasse sapere cosa Young Signorino pensa riguardo i nostri figli e il nostro modo di educarli.
Nel senso, confesso che a me Young Signorino, visto da lontano, così, qualche secondo al mese, sui social, stava pure simpatico. Uno che senza neanche sapere cosa fosse citava il futurismo e Marinetti. Uno che aveva fatto dadaismo inconsapevole. Uno che in qualche modo aveva parodiato involontariamente il genere che intendeva praticare, finendo per diventare una sorta di gag assoluta.

Uno, e qui forse stava il vero motivo della mia simpatia, che dopo qualche mese di successo social, perché di questo si trattava, niente di più, era giustamente scomparso esattamente da dove era arrivato, dal nulla. Si vociferava si fosse sposato, avesse messo la testa a posto, sempre che l’avesse e sempre che l’avesse fuoriposto. Insomma, ciao Young Signorino, ciao.

Invece eccolo che ti ritorna, con una canzone prodotta da Big Fish, quindi coi canoni della normalità, anzi, con la benedizione di uno dei padrini del genere, con placet, quindi, dell’industria. E subito a seguire eccolo lì, ieri, sui social, a insegnare ai genitori come educare i figli.

Ora, non so come la vediate voi, io parlo per parte mia, padre di quattro figli, due adolescenti e due bambini, nessuno, ovviamente, che ascolti Young Signorino se non per creare ilarità per se stesso e per chi ha intorno, ma la faccenda dell’educazione dei figli l’ho sempre presa come qualcosa di estremamente seria. Qualcosa da imparare un po’ alla volta, mettendoci fatica e impegno, sbagliando, perché come si dice in questi casi il libretto dell’istruzione perecchiano non ce l’abbiamo, ma quantomeno applicandoci sopra con costanza e caparbietà. Se fatichiamo, per dire, a prendere sul serio i consigli di gente come Andreoli o Crepet, faccio due nomi di studiosi che hanno dedicato parte della loro vita professionale a parlare dentro la televisione, e fatichiamo a prenderli sul serio proprio per quel loro parlare dentro la televisione, figuriamoci se possiamo prendere sul serio uno con un mitra tatuato in faccia che è diventato famoso per mugugnare versi senza senso in un video di Youtube. Nel senso, siamo tutti cresciuti costruendoci la nostra cultura personale anche con le canzoni. Io, per dire, ho imparato l’inglese più dai dischi che ascoltava mio fratello maggiore, roba prevalentemente proveniente dalla west coast, che dai libri del Classico, dove inglese si faceva poco e solo per i primi due anni, quelli del ginnasio. Ma oltre a aver imparato l’inglese sui dischi di Jackson Browne o di David Crosby, ma anche su quelli in inglese vero dei Genesis, credo di aver formato parte della mia coscienza sui tanti dischi ascoltati in tutta la mia fase della crescita, da quelli dei cantautori a quelli degli U2, passando per tante e tante sfumature. Come avrei mai potuto essere razzista, per dire, se ho amato alla follia la musica di Prince, di Stevie Wonder, di Marvin Gaye? O come avrei potuto essere omofobo essendo cresciuto negli anni Ottanta, a suon di Culture Club, Bronski Beat e compagnia bella?  La musica ha fatto e fa tuttora parte del mio background culturale, anche se da anni è diventata più che altro parte del mio lavoro. Ma dovendo pensare a chi stare a sentire per prendere consigli, tanto più consigli non richiesti, non è certo a uno come Young Signorino che mi verrebbe mai in mente di rivolgermi.

Non per mancanza di fiducia nei più giovani, non confondetemi con un vecchio trombone con le mani dietro la schiena che parla dei bei tempi andati. Ho sempre provato a tenermi aggiornato, non solo e non tanto per lavoro, ma proprio perché credo che nel tenere il passo dei tempi sia il segreto per rimanere vivi. Proprio per mancanza di fiducia in Young Signorino.

Perché se qualcuno, un qualcuno qualsiasi mi avesse detto che Young Signorino è in realtà un prodotto fatto a tavolino da Pinco Pallo, e per un po’ questa era la voce che girava, e Pinco Pallo nello specifico sarebbe stato Karkadan, il rapper di origine magrebina di stanza a Milano, beh, avrei applaudito togliendomi il cappello (e provateci voi a applaudire togliendovi il cappello), perché avrei pensato legittimamente che le citazioni futuriste, il dadaismo, erano tutti elementi pensati, e non trovati per caso. Ma siccome mi pare di capire che Young Signorino si prende sul serio, e mentre ci dice che i giovani si drogano per colpa dei genitori che sin da adolescenti gli lasciano il cellulare, con un passaggio logico che metterebbe a dura prova anche un tronista di Uomini e Donne, beh, allora forse è il caso di tirare il freno a mano, fare testa coda e una volta scesi, illesi, dalla macchina spiegargli che le cose stanno un po’ diversamente.

Intendiamoci, non che noi genitori non abbiamo responsabilità, ovvio che le abbiamo, come da sempre le hanno i genitori, ma se un Young Signorino qualsiasi dovesse mai venir preso sul serio, e fortunatamente nel caso specifico ciò non accade mai, non è che la colpa la si può o la si deve dare a noi, ma semmai a chi lo produce, a chi lo pubblica e forse allo stesso Young Signorino. Perché io sono sicuro che un bambino o ragazzino, ascoltando Young Signorino, non avrebbe mai la tentazione di andarsi a drogare, ma altrettanto sono convinto che un cinquantenne, ascoltandolo e pensando che magari qualcuno lo prende anche sul serio sì. Young Signorino e le sue canzoni, diciamocelo apertamente, tolgono un po’ di voglia di vivere. E non per spirito dark, per quell’intento di sublimazione che dal tempo dei tempi la musica deve avere, per cui i Joy Division li ascolti non per suicidarti, ma proprio per non suicidarti. No, nello specifico perché tanta vacuità concentrata in pochi secondi è davvero troppa. Ti inaridisce. Ti lascia spossato, senza speranza.

Poi, fortunatamente, la vita ci insegna che non si muore per queste cose. Che anche di fronte ai dolori veri ci si rialza, figuriamoci di fronte alla musica orribile e alle dichiarazioni idiote di un ragazzino convinto di avere qualcosa da dire. Ma per un attimo si vacilla, e non è bello.

In questi casi si spera sempre che un Salmo qualsiasi, e purtroppo di Salmo ce n’è solo uno, si prenda la briga di prendere Young Signorino a schiaffoni, non so se solo metaforici.

Se ne tornasse a esprimersi per sillabe sconclusionate, Young Signorino, che almeno lì dice cose comprensibili.

Commenti (4):

CB

Monina ha ragione su tutto, forse poteva tralasciare la parte sugli schiaffoni (nel senso che non c’era bisogno di coinvolgere Salmo) e dire apertamente che Y.S. fa schifo al c@zzo.
E chi lo apprezza, prendendolo sul serio, fa altrettanto.

Serena

1 sta inneggiando alla violenza suggerendo a salmo di prendere a schiaffi ( senza motivo ) un altro artista.
2 non si capisce quale sia l’insegnamento sbagliato dato da Young Signorino e non si capisce neanche per quale motivo sia così irritante per lei.
3 se non vi intendete di musica non parlatene, Young Signorino, per chi come me lavora con la musica e di musica ne ascolta tutti i giorni,ha talento e i brani sono complessi e innovativi, a partire da quelli che si registrava da solo.
E poi me dovete spiega’ perché ve rode così tanto er culo con sto ragazzo che non v ha fatto niente.

Laura Ambassadori

Perciò Monina, dall’alto della sua stimabile carriera di critico musicale, si sente così pizzicato dal 20enne Young Signorino (che, come dice lei, non è nessuno) e fa un lungo articolo dove sostanzialmente si diponge senza pregiudizi (“mi era simpatico/dadaismo ecc”), al contrario del popolino, per finire sperando in una presa a schiaffoni “non solo metaforici” da parte di….. SALMO?? Capisco che voglia accaparrarsi tutte le fette di pubblico, ma sinceramente sembra una barzelletta.

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