Sempre più completo Bixby: guida al riconoscimento di brani musicali come Shazam

La funzione è senz'altro migliorabile in termini di tempestività di risposta ma il plus non è in discussione

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Oramai chi ferma più Bixby. L’assistente vocale Samsung si sta arricchendo di funzioni sempre più interessanti e quella appena certificata è senz’altro molto utile e pure attesa, soprattutto da un pubblico abbastanza giovane. Sto parlando della possibilità di chiedere al segretario virtuale di riconoscere un brano musicale in ascolto, esattamente come fa la molto popolare app Shazam, ma in maniera decisamente più semplificata.

Come racconta anche SamMobile la funzione di riconoscimento brano per Bixby è stata appena provata a bordo dei dispositivi supportati. La procedura è presto detta.: dopo aver risvegliato l’assistente vocale con una lunga pressione sul  tasto dedicato o semplicemente dicendo “Ciao Bixby”, le esatte domande da porre sono le seguenti: “Che brano è questo?” o “Che canzone è questa?”. Naturalmente, come sottofondo e in quel momento, dovrà essere ben percepibile un brano musicale di qualsiasi tipo, visto che la funzione sembra garantire i risultati esatti sia con vecchie che nuove canzoni, di qualsiasi genere o comunque di quelli più commerciali.

I primi test su strada di Bixby per il riconoscimento di una traccia dimostrano che, almeno per il momento, l’operazione è tutt’altro che scattante. ll range di tempo necessario per garantire  come risultato il  titolo del brano ricercato e magari anche il relativo interprete varia tra i 5 e  i 15 secondi. Niente paura tuttavia, il servizio specifico dovrebbe migliorare nel breve periodo, visto che gli sviluppatori sono costantemente all’opera per garantirne la migliore esperienza utente possibile.

Forse il riconoscimento delle tracce musicali di Bixby sarà ancora per un po’ ben meno immediato di quello ottenibile con Shazam ma l’utilizzo dell’assistente ha il pregio di poter fare affidamento su un comando vocale della richiesta, così come non richiede l’apertura di un’app di terze parti, magari anche superflua sul proprio telefono. Non resta che provare appunto la nuova funzione su strada per testarne la bontà.

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