Il giornalismo su carta, web e TV è messo molto male ma io ‘penso positivo’, credo che la gente si sia finalmente rotta le p*lle

Le buone notizie non interessano a nessuno e la caccia alla news d'effetto, negativa, ha portato tutto il sistema verso il basso per decenni, ma qualcosa si muove, forse una sveglia ha iniziato a suonare. I casi Michael Jackson, Riccardo Fogli, Jovanotti.

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Ci si rende conto della gravità di una situazione quando si rimane direttamente coinvolti. Che gran parte del giornalismo, su carta, web e TV, fosse messo male l’ho intuito da anni. Poi mi sono accaduti episodi che mi hanno lasciato prima arrabbiato, poi col tempo semplicemente disarmato, da allargare le braccia e dire: “No, vabbé!”
L’ultima volta mi è successa alcuni giorni fa quando mi hanno segnalato un articolo del Fatto Quotidiano che titolava:

Red Ronnie: “Jovanotti ha la zeppola ed è un po’ stonatino”

Cosa?!? Quando mai ho detto una cosa del genere? Poi ho letto l’articolo che parlava della consegna del premio Burlamacco che mi hanno fatto il Carnevale e il Comune di Viareggio e che la ‘notizia’ l’avevano presa dal Tirreno. Allora ho cercato quella del Tirreno che aveva in pratica lo stesso titolo:
“Red Ronnie su Jovanotti: è un pochino stonato”

L’articolo era già più veritiero:

VIAREGGIO. «Jovanotti? Con la zeppola e un po’ stonatino: oggi non avrebbe spazio». Ci mette pochi minuti Red Ronnie a prendersi la scena del Carnevale. Mostrando a tutti che mito della televisione non lo si diventa per caso; al limite c’è da chiedersi come mai sia sparito dagli schermi negli ultimi anni. La battuta su Jovanotti, messa lì quasi con nonchalance, ma col mirino sul concerto del 30 luglio a Viareggio, è il clou di un esordio frizzante alla premiazione del Burlamacco d’oro. Red Ronnie, in realtà, fa un elogio di Lorenzo Cherubini: lo mette insieme ai più grandi, dai Beatles ai grandi cantautori italiani, «che oggi non avrebbero spazio, perché i talenti non vengono valorizzati. Ci sono giovani artisti – dice Red con l’immancabile microfono in mano – che promettono bene, ma finiscono per cambiare mestiere». Tutt’altra musica, verrebbe da dire, rispetto a quando c’erano le rockstar. E un’altra star, cioè lui, li intervistava. È un dato di fatto che negli anni Ottanta e Novanta Red Ronnie è stato il punto di riferimento di una generazione di ragazzi che si avvicinavano alla musica e che sognavano, un giorno, di andare in tv da Red.”

Sono andato a rivedermi la registrazione del mio intervento prima della consegna del Burlamacco. Come motivazione del premio avevano appena mostrato il video, che è in copertina alla mia pagina Facebook, dove sono con: Paul McCartney, George Harrison, Fidel Castro, Vasco Rossi, David Bowie, Jovanotti, Radiohead, Britney Spears, Boy George, Fiorello, Simply Red, Keith Richards, Eric Clapton, John Lydon, Bob Geldof, Duran Duran, Tina Turner e Luciano Pavarotti. Io ho detto che ritenevo di meritare quel prestigioso premio non perché avessi intervistato questi nomi prestigiosi, ma per il mio impegno da decenni nel dare voce a chi non ne ha. Quindi ho fatto il solito discorso sullo strapotere dei talent che oggi non permetterebbero alle star del passato di emergere. Asserendo che oggi stiamo facendo cambiare mestiere a potenziali giovani grandi artisti, cito sempre dei nomi dicendo che i futuri Beatles (lo ha detto lo stesso Paul McCartney), Lucio Battisti (me lo ha detto Mogol), Gino Paoli, Vasco Rossi, Fabrizio De André, Jovanotti, Lucio Dalla etc. oggi non avrebbero spazio perché sarebbero scartati dai talent. A volte dico anche le motivazioni. Un giovane Gino Paoli arriverebbe timido e scontroso. Lo stesso Fabrizio De André. Vasco Rossi non certo addomesticabile. Lucio Dalla piccolo, pieno di peli con una voce da nero. Idem, fino a un giovanissimo Jovanotti con la zeppola e un po’ stonatino. Infatti da ragazzino faceva rap e per imparare a cantare bene come oggi, ci ha messo del tempo. Tempo per crescere che non viene dato agli artisti di oggi.

Immagino il giornalista annoiato mentre dicevo tutte queste cose che però si risveglia quando sente che parlo di Jovanotti dicendo che ha la zeppola ed è stonatino, si accende: ecco la notizia! Tutto il resto non conta, basta ritagliare questa frase, toglierla dal contesto e abbiamo la NOTIZIA.

Ok, lo so, le buone notizie non sono interessanti. Va bene che stanno scrivendo o facendo programmi per chi ama guardare dal buco della serratura e spiare i difetti de vicini, meglio se sono famosi. Ma questo non è giornalismo, un mestiere che è alla deriva da parecchi anni. Da quando gli editori hanno smesso di investire e così: meglio un giornalista alla scrivania che un costoso giornalista inviato. Passare i comunicati stampa e le veline che arrivano piuttosto che verificare di persona le notizia. Ecco perché le due vallette di Striscia la Notizia si chiamano “veline”. Ed ecco perché oggi Striscia fa giornalismo più veritiero di tutti i TG messi insieme.

Per capire che quello che sostengo è vero e non solo perché ci sono incappato io, veniamo a un altro disastro recente del giornalismo. Dopo una settimana in cui Striscia la Notizia e Dagospia martellavano tutti i giorni sugli scandali di Sanremo per milioni di spettatori, mentre Monina scriveva articoli, avete visto un giornalista fare domande su questo a Baglioni o ai diretti interessati, non solo in conferenza stampa, ma anche al Dopofestival o a Domenica In? No, solo uno, quello di Dagospia, che appena ha fatto la domanda su Achille Lauro e la droga è stato zittito dalla Venier che abilmente ha cambiato discorso chiedendo a Lauro di fare un selfie. Ma perché tutto questo? Perché i giornalisti godono del privilegio di stare nella sala stampa e aspirano ad apparire al Dopofestival, a Domenica In o essere invitati a trasmissioni televisive. Per ottenere questo debbono essere “allineati”, senza rendersi conto che così facendo hanno perso ogni potere o credibilità. Il coraggio lo ritrovano solo quando uno stronzo come Red Ronnie cerca di fare un discorso compiuto e ci mette una frase che può essere usata per fare sensazionalismo. Sì perché, vista la mediocrità dei loro argomenti dove non c’è cuore o cultura, i media oggi se non urlano negatività non hanno più ascolto.

In un momento in cui gli allarmi sul clima e sulla devastazione della terra, sui ghiacciai che si stanno rompendo e sciogliendo richiederebbero un impegno anche culturale per correre ai ripari, sempre sia ancora possibile, avete mai letto un articolo o visto un programma TV dove si invitava ad ascoltare quel capolavoro di “Earth song” di Michael Jackson? No, solo articoli sul documentario che lo sputtana.

Quando ero a Non è l’Arena da Giletti e ho visto Telese che si alzava invitando la Mussolini a coprire le gambe perché era troppo provocante, mi sono detto: “ecco, di tutti gli importanti discorsi che stiamo facendo quello che domani riporteranno i giornali”. Infatti il giorno dopo questa “notizia” era in homepage dovunque.

Visto che L’isola dei Famosi era un flop, hanno pensato bene di chiedere a Corona di dire in diretta a Riccardo Fogli che la moglie gli stava mettendo le corna. Questa idea sciagurata e disumana ha ottenuto risultati? No, perché nonostante tutti i giornali ne abbiano parlato per giorni, l’audience non si è alzata. Fosse che fosse la volta buona che la gente si stia svegliando e si stia rompendo le palle di tutta questa merda?

www.roxybar.tv

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