Biagio Antonacci sposa una coppia gay e blasta gli omofobi che fanno tiro al bersaglio sui social invocando Dio (video)

In veste di officiante Biagio Antonacci sposa una coppia gay a Bologna, ma poi deve difendersi da chi lo contesta sui social invocando scomuniche

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Nel giro di poche ore Biagio Antonacci ha sposato una coppia di amici gay a Bologna, officiando l’unione civile in comune, poi ha fatto visita ai bambini ricoverati all’ospedale Rizzoli della città, ma in rete c’è sempre chi è pronto a sfogare le proprie frustrazioni anche di fronte a gesti d’amore.

Oggi ho unito civilmente due miei cari amici, Davide e Mataro. A loro auguro tutto il mio bene!” ha annunciato Antonacci su Intagram il 3 marzo, mostrando orgoglioso un video dalla cerimonia civile che ha officiato con tanto di fascia tricolore al posto del sindaco della città.

Un momento di gioia e soddisfazione per l’artista, da sempre impegnato sul fronte dei diritti civili anche per le famiglie arcobaleno: in molti ricorderanno quando nel 2015, in diretta in prima serata su Rai1 durante uno show natalizio di Panariello, il cantante si disse a favore delle adozioni alle coppie omosessuali, ribadendo il concetto che dove c’è amore c’è famiglia. In quel caso la sua posizione netta a favore delle famiglie composte da genitori dello stesso sesso gli provocò una serie di attacchi sui social. E oggi, nonostante una legge sulle unioni civili e notevoli passi in avanti sul fronte dei diritti per le coppie omosessuali, c’è ancora chi ne contesta il diritto di “sposarsi” (anche se la legge non prevede un matrimonio in senso stretto pur equiparando diritti e doveri di tutte le coppie).

Sotto le immagini pubblicate da Antonacci, infatti, non sono mancate critiche, perplessità, minacce di scomuniche e disquisizioni in materia religiosa. Magari dagli stessi che poi si sono inteneriti di fronte ad un altro gesto di cui il cantante si è reso protagonista appena un giorno dopo, visitando l’ospedale pediatrico Rizzoli di Bologna (lo stesso in cui ormai ogni anno Vasco Rossi fa visita ai pazienti) per portare un sorriso ai bambini ricoverati e alle loro famiglie.

Antonacci è ormai abituato al tiro al bersaglio sui social, ma non ha rinunciato a blastare gli omofobi e rispondere a tono a chi lo ha criticato, ad esempio, tirando in ballo il fattore religioso: “Dio è in ogni vita / in ogni luogo” ha risposto il cantautore ad una donna che contestava l’espressione usata per la celebrazione, ovvero “che nessuno possa dividere quello che ha voluto Dio“. E a chi sostiene che Dio condanni le unioni gay, ha semplicemente risposto che “il tuo Dio non è il mio“. Ad un altro utente che ha parlato di “unione contro natura” ha proposto di ascoltare uno dei suoi brani, In una stanza quasi rosa, in cui già 23 anni fa cantava l’amore omosessuale quando nel dibattito pubblico l’argomento era ancora un tabù.

Nel 2019, con una legge che sancisce il diritto all’unione tra persone dello stesso sesso, il cantautore si è ritrovato a dover difendere la propria scelta di celebrarne una tra due cari amici e l’ha fatto rispondendo a decine di commenti omofobi perché “evidenziare l’ignoranza aiuta a farla vedere“. Eccone alcuni.

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