Recensione Ace Combat 7 Skies Unknown, guardare indietro per andare avanti

Un unico obbiettivo nel mirino di Namco Bandai: soddisfare la propria community. Obbiettivo acquisito, fuoco!

7
CONDIVISIONI

Ci sono amori che non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano: è un po’ il caso di Ace Combat, la serie di matrice nipponica che nel corso degli anni ha svariato un po’ nell’ambito gameplay provando soluzioni diverse per provare a sbarcare il lunario ma che poi, a distanza di decenni dalla release del primo storico capitolo, ha preso una decisione importante con Ace Combat 7 Skies Unknown, quella di tornare sui propri passi e mantenersi fedele a se stessa. Una scelta non da poco, in un mondo videoludico in costante divenire e dove tutti provano a tirare acqua al proprio mulino adottando feature non proprio in linea con la propria direzione artistica. Una decisione che però di certo non manca di rendere omaggio a tutti i fan storici della saga, che oggi come negli anni ’90 amano librarsi nell’aere virtuale, pronti a irrorare di piombo tutti i propri avversari.

Una guerra, due storie

La volontà di Namco Bandai Games con Ace Combat 7 Skies Unkown è dunque quella di rispettare i canoni classici della serie. Niente stravolgimenti di sorta: nel gioco gli utenti vivranno un parallelismo narrativo che vedrà protagonisti rispettivamente un pilota militare, Trigger, impegnato in missioni ben definite, e un meccanico con la passione per il volo (e una spiccata abilità ingegneristica) coinvolta suo malgrado nelle ostilità che fanno da sfondo alla storia. Il tutto si svolge infatti nello scenario che vede contrapposti i continenti di Osea ed Erusea, il cui conflitto assumerà ben presto dimensioni totalizzanti.

La scelta di optare per cutscene a fini narrativi risulta decisamente azzeccata, e permette ai giocatori di avere sempre bene a fuoco il proprio obbiettivo. C’è però da dire che forse la lunghezza delle stesse sequenze spezza un po’ il ritmo dell’azione, sebbene non fosse possibile fare altrimenti: l’assenza del doppiaggio italiano avrebbe reso difficile (per chi mastica poco l’inglese) comprendere a fondo tutte le sfaccettature della storia qualora la narrazione fosse avvenuta durante le sequenze di combattimento. Il grado di immersione nella battaglia di Ace Combat 7 non permette infatti di prestare particolare attenzione ai sottotitoli, e risulta in alcuni casi anche difficile concentrarsi sulla voce dei propri compagni di squadra durante un inseguimento adrenalinico a Mach 1.

Nasce, cresce, vola

Uno scenario perfetto dunque per giustificare l’alzarsi in volo dei caccia di Ace Combat 7 Skies Unknown, e che permette agli utenti di riassaporare un gameplay squisitamente classicheggiante. Da subito i fan potranno scegliere il proprio stile di pilotaggio, optando tra le due diverse soluzioni proposte dal titolo: la prima, più snella, consente manovre agili senza troppe riflessioni, mentre la seconda costringe a gestire separatamente rollio e beccheggio. Sarà quest’ultima quella che garantirà maggiori soddisfazioni alle cariatidi dei cieli digitali di Bandai Namco, vista la grande libertà concessa in ambito di manovre spericolate e cambi di direzione improvvisi, effettuabili sfruttando tanto i comandi quanto la velocità dello stesso velivolo. I combattimenti, dal canto loro, garantiscono un grado di soddisfazione decisamente niente male. Da un lato troviamo il bombardamento di postazioni fisse, quelle a terra, una pratica sostanzialmente monotona e che dà ben poco mordente. Il grado di sfida si innalza esponenzialmente quando di fronte troveremo i nemici controllati dalla CPU all’interno di altri velivoli: qui le evoluzioni non si conteranno, e bisognerà sincronizzare le proprie percezioni visive con l’ausilio dell’immancabile radar per essere sicuri di non offrire la propria coda al bombardamento nemico. Ogni avversario avrà le sue peculiarità, e costringerà i giocatori a sfruttare ogni singola risorsa a propria disposizione, dalle diverse modalità di fuoco missilistico alle intramontabili mitragliatrici. Ogni aspetto dell’aereo sarà poi potenziabile prima di ogni nuova missione, sfruttando i punti accumulati grazie alle performance fatte registrare precedentemente. Si amplierà così il parco velivoli a disposizione e le feature ad essi connesse, con gli utenti che potranno accedere a tecnologie sempre più sviluppate e che garantiranno una permanenza nell’aere più confortevole.

Ma il cielo è sempre più blu!

Il comparto tecnico, dal canto suo, non offre il fianco a critiche di sorta. Se da un lato troviamo delle texture non proprio entusiasmanti per i suoli, è nell’alto dei cieli che si assiste allo spettacolo vero e proprio, Gli sviluppatori hanno infatti concentrato al massimo le loro attenzioni sui modelli poligonali degli aerei, e la resa finale non può che lasciare ampiamente soddisfatti. A questo uniamo poi una cura maniacale delle nuvole, perfezionate grazie alla tecnologia TrueSKY, che permette di avere a disposizione una tipologia di condizioni meteo variabili e variegate, che mettono gli aspiranti piloti nelle più disparate situazioni, dal combattere col riverbero del sole sul cupolino alla pioggia sferzante che non permette di avere punti di riferimento ad eccezione dell’HUD interno alla cabina. A tal proposito, diversificate come sempre le inquadrature offerte ai giocatori, che in Ace Combat 7 Skies Unknown possono tanto sedersi tanto sul sediolino eiettabile quanto posizionare la camera alle spalle della fusoliera. Non c’è una scelta giusta e una sbagliata in quest’ambito, con il tutto che si risolve in base alle preferenze e alle esigenze di ognuno.

Traffico aereo

Non manca in Ace Combat 7 anche un comparto multigiocatore. Un’aggiunta alla fin fine che non eleva la qualità finale del prodotto, ma risulta essere comunque una gradevole aggiunta. Due le modalità offerte da Namco Bandai, che le diversifica tra Deathmatch a Squadre e Deathmatch classico (qui rinominato Battle Royale). Presente – come per la campagna per giocatore singolo – la possibilità di potenziare il proprio mezzo, sebbene il tutto risulti più come un buon punto di partenza per il futuro che altro.

In sostanza il nuovo capitolo della serie risulta essere un buon punto di (ri)partenza per la saga, che permette di sognare in un ritorno ai fasti del passato, a patto di non scendere ancora una volta ai compromessi dettati dal mercato.

Pro

  • Un ritorno alle origini
  • Ottima resa dei velivoli
  • Buon feeling ai comandi

Contro

  • Sequenze filmante che spezzano un po’ troppo il ritmo
  • Texture non ineccepibili sugli elementi di terra

VOTO FINALE: 8/10

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