Independent Spirit Awards 2019, trionfa “Se la strada potesse parlare” di Barry Jenkins

Il premio del cinema indipedente incorona Barry Jenkins, un po' snobbato agli Oscar, che vince anche con Regina King la statuetta per la non protagonista. I migliori attori sono Glenn Close ed Ethan Hawke. C'è un pezzetto di Italia grazie a Luca Guadagnino.

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Agli Independent Spirit Awards 2019 trionfa Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins: miglior film, regia e attrice non protagonista a Regina King. Ed è un piccolo messaggio che il cinema indipendente manda al fratello maggiore degli Oscar, dato che, a parte la King, candidata favorita anche lì, per il resto il film di Jenkins, autore già premio Oscar per Moonlight, è stato abbastanza sottovalutato dagli Academy Awards, dove non è nemmeno nel lotto delle otto nomination a miglior film.

D’altronde già prima della cerimonia, a scorrere le cinquine si intuiva subito il tenore degli Independent Spirit Awards e la loro capacità di essere rappresentativi di un universo molto più eterogeneo e aperto alla diversità. Basti pensare alla categoria migior regia, nella quale c’erano ben 3 candidate donne, Lynne Ramsey, Debra Granik e Tamara Jenkins – ricordiamo che nell’intera storia dei premi Oscar solo 5 donne hanno ottenuto lo stesso riconoscimento, il che, evidentemente, non accade per mancanza di nomi meritevoli.

L’intervento di Barry Jenkins. E proprio di questo, non a caso, ha parlato Barry Jenkins nel suo discorso di ringraziament. Partendo da quello che aveva detto Regina King in occasione del suo premio ai Golden Globes, il regista ha affermato: “Le donne registe negli studios sono solo il 4 percento, eppure sono il 44 percento dei registi dei film in concorso al Sundance e il 60 dei nominati a questo premio. Così voglio dire a tutti i produttori, registi, finanziatori, agli avvocati presenti in questa sala, che se solo il 30 percento di noi fosse d’accordo con Regina King e si impegnasse nei prossimi 18 mesi a finanziare un film diretto da una donna, quella percentuale potrebbe diventare l’8, il 12, persino il 16 percento”.

La cerimonia degli Independent Spirit Awards 2019 si è svolta come di prammatica a Santa Monica in California, un giorno prima degli Oscar, come accade ormai dal 1999, presentatrice l’attrice Aubrey Plaza. Il premio del cinema indipendente è rivolto ai film con un budget inferiore ai 20 milioni di dollari, e nonostante le differenze, più di una volta è stato in grado di prevedere il vincitore dell’Oscar, è successo negli ultimi anni con The Artist, Birdman, Spotlight. Cosa che però non sarà possibile, evidentemente, quest’anno per il miglior film.

Premi agli attori. Miglior attrice degli independent Spirit Awards 2019 è Glenn Close per The Wife, attesa favorita anche agli Oscar, che per il discorso di ringraziamento si è fatta accompagnare dal suo cagnolino. Miglior interprete invece, ed è un risarcimento per una delle più incisive prove d’attore dell’annata, è Ethan Hawke per il prete tormentato di First Reformed, firmato dal veterano Paul Schrader. Accanto alla King, l’altro non protagonista premiato è Richard E. Grant per Copia originale, un ruolo nominato e con qualche chance anche agli Oscar che si svolgeranno stanotte. Copia orginale ha incassato un’altra meritata statuetta per la sceneggiatura, pure qualle candidata anche agli Oscar, dunque chissà.

Un po’ di Italia con Luca Guadagnino. Grazie al nostro regista più internazionale, ossia Luca Guadagnino, anche l’Italia fa capolino agli Independent Spirit Awards 2019. Suspiria s’è aggiudicato due rinoscimenti: il Robert Altman Award, già assegnato tempo fa, un riconoscimento al lavoro di équipe del film; e il premio per la fotografia, vicina a certo cinema tedesco anni Settanta, di questo sottovalutato e singolare horror.

Ancora Roma. A proposito poi, di anticipazioni degli Oscar 2019, nella categoria miglior film straniero, gli Independent Spirit Awards 2019 optano per la scelta più scontata, Roma di Alfonso Cuarón, che stanotte dovrbebe fare il pieno agli Oscar 2019. E ci piace sottolineare le due statuette a uno dei film più belli della stagione, il piccolo romanzo di formazione Eighth grade dell’esordiente Bo Burnham, che partito dal Sundance ha saputo fare breccia tra critica e pubblico, ottenendo qui il premio per miglior film esordiente e sceneggiatura di un esordiente, allo stesso Burnham.

Ecco tutti i riconoscimenti degli Independent Spirit Awards 2019.

Miglior film
You were never really here di Lynne Ramsey
Eighth grade di Bo Burnham
First Reformed di Paul Schrader
Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins [VINCITORE]
Senza lasciare traccia di Debra Granik

Miglior regia
Lynne Ramsay, You were never really here
Debra Granik, Senza lasciare traccia
Barry Jenkins, Se la strada potesse parlare [VINCITORE]
Tamara Jenkins, Private Life
Paul Schrader, First Reformed

Miglior film d’esordio
Hereditary – Le radici del male di Ari Aster
Sorry to bother you di Boots Riley [VINCITORE]
The Tale di Jennifer Fox
We the animals di Jeremiah Zagar
Wildlife di Paul Dano

Migliore attrice protagonista
Glenn Close, The Wife – Vivere nell’ombra [VINCITRICE]
Toni Collette, Hereditary – Le radici del male 
Elsie Fisher, Eighth grade
Regina Hall, Support the girls
Helena Howard, Madeline’s Madeline
Carey Mulligan, Wildlife

Miglior attore protagonista
John Cho, Searching
Daveed Diggs, Blindspotting
Ethan Hawke, First Reformed [VINCITORE]
Christian Malheiros, Sócrates
Joaquin Phoenix, You were never really here

Migliore attrice non protagonista
Kayli Carter, Private Life
Tyne Daly, A bread factory
Regina King, Se la strada potesse parlare [VINCITRICE]
Thomasin Harcourt McKenzie, Senza lasciare traccia
J. Smith-Cameron, Nancy

Miglior attore non protagonista
Raúl Castillo, We the animals
Adam Driver, BlacKkKlansman
Richard E. Grant, Copia originale [VINCITORE]
Josh Hamilton, Eighth grade
John David Washington, Monsters and Men

Migliore Sceneggiatura
Richard Glatzer, Rebecca Lenkiewicz, Wash Westmoreland, Colette
Nicole Holofcener e Jeff Whitty, Copia originale [VINCITORE]
Tamara Jenkins, Private Life
Boots Riley, Sorry to Bother You
Paul Schrader, First Reformed

Migliore Sceneggiatura di un esordiente
Bo Burnham, Eighth grade [VINCITORE]
Christina Choe, Nancy
Cory Finley, Amiche di sangue
Jennifer Fox, The Tale
Quinn Shephard, Laurie Shephard, Blame

Migliore Fotografia
Ashley Connor, Madeline’s Madeline
Diego Garcia, Wildlife
Benjamin Loeb, Mandy
Sayombhu Mukdeeprom, Suspiria [VINCITORE]
Zak Mulligan, We the animals

Miglior Montaggio
Joe Bini, You were never really here [VINCITORE]
Keiko Deguchi, Brian A. Kates, Jeremiah Zagar, We the animals
Luke Dunkley, Nick Fenton, Chris Gill & Julian Hart, American animals
Anne Fabini, Alex Hall and Gary Levy, The Tale
Nick Houy, Mid90s

Migliore Documentario
Hale County this morning, this evening di RaMell Ross
Minding the gap di Bing Liu
Of fathers and sons di Talal Derki
Sulle sue spalle di Alexandria Bombach
Shirkers di Sandi Tan
Won’t you be my neighbor? Di Morgan Neville [VINCITORE]

Miglior film straniero
Un affare di famiglia di Kore’eda Hirozaku (Giappone)
Burning di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
La Favorita di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna)
Lazzaro felice di Alice Rohrwacher (Italia)
Roma di Alfonso Cuarón (Messico) [VINCITORE]

Premio Robert Altman
Suspiria di Luca Guadagnino

Piaget Producers Award (Migliori produttori emergenti)
Jonathan Duffy and Kelly Williams
Gabrielle Nadig
Shrihari Sathe [VINCITORE]

Someone to watch award (Premio speciale a un cineasta emergente)
Alex Moratto, Sócrates [VINCITORE]
Ioana Uricaru, Lemonade
Jeremiah Zagar, We the animals

John Cassavetes Award (Miglior film costato meno di 500mila dollari)
A bread factory di Patrick Wang
En el séptimo día di Jim McKay [VINCITORE]
Never goin’ back di Augustine Frizzell
Sócrates di Alex Moratto
Thunder road di Jim Cummings

Truer Than Fiction Award (Miglior regista emergente di un’opera non fiction)
Alexandria Bombach, On her shoulders
Bing Liu, Minding the gap [VINCITORE]
RaMell Ross, Hale County this morning, this evening

Annual Bonnie Award (Premio speciale per la miglior regista femminile non emergente)
Debra Granik [VINCITRICE]
Tamara Jenkins
Karyn Kusama

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