La nuova vita di Mia Martini che ha vinto sulla grettezza umana

Considerando l'amore e l'adorazione che oggi si registra attorno a Mia, deduco che quel massacro ignobile su di lei poteva essere evitato e mi chiedo, dove sono oggi quelli che lo causarono?

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In questi giorni stiamo assistendo ad una “rinascita” della grande Mia Martini, grazie anche ad un film “Io sono Mia” interpretato dalla bravissima Serena Rossi, in cui viene raccontata la storia di questa grande artista. Molti ragazzi della nuova generazione che non conoscevano Mimì hanno iniziato a comprare e scaricare dalle piattaforme digitali i suoi dischi, e molti di quelli che la conoscevano artisticamente hanno scoperto lati della sua vita che non avrebbero mai immaginato.

Per quanto mi riguarda, insegno da venti anni canto e principalmente interpretazione, e credo che non ci sia un allievo o allieva passata tra le mie mani che non abbia studiato, guardato attentamente e ascoltato Mimì, che nel suo modo naturale di esprimere e comunicare un sentimento in ogni sua sfumatura è tuttora d’esempio e di stimolo. Perché nella sua compostezza rendeva sempre chiaro un intento, perché il suo timbro dolce e chiaro, o sporco e graffiato, portava ogni parola alla sua comprensione profonda. E diventa un esempio anche quando un allievo si abbatte dopo aver ricevuto un “no”, perché, a quel punto, tiro fuori un documento della RAI del 1964 in cui, accanto ad una splendida  foto in cui lei sorride, c’è scritto il giudizio dato dopo un casting “GIOVANILE MA BANALE, VOCE UN PO’ NASALE MA INCISIVA. STILE MODERNO TIPO URLATORI ALLA CELENTANO, IN QUEL GENERE HA UNA CERTA AGGRESSIVITA’…” A quel tempo era già molto brava ma il “no” è arrivato, e purtroppo non è stato l’unico, perché ad un certo punto della sua brillante carriera ne sono arrivati a valanga quando qualcuno, seguito da tanti, ha messo in giro la voce che portava jella, sfortuna, sfiga come dir si voglia, con tanto di “prove” su fenomeni inspiegabili dovuti alla sua presenza “diabolica”. Queste cose le ho sentite con le mie orecchie, come le hanno sentite tutti, a volte mascherate da battute, a volte accompagnate da gesti e rituali volgari per proteggersi. E il film ne parla, perché tutto questo è inscindibile dalla vicenda artistica ed umana di Mia Martini.

A questo proposito, da qualche giorno mi imbatto in migliaia di testimonianze, specialmente sui social, di persone che l’hanno amata, adorata, protetta, che hanno collaborato, riso, viaggiato, suonato, cenato, lavorato, scritto etc…, persone indignate, disgustate, incazzate per la cattiveria di chi metteva in giro “certe voci”. Ma allora – mi chiedo – gli “altri” chi erano?  Perché non è stato fermato un massacro durato anni? In ogni caso è giusto che almeno oggi se ne parli, perché questo tipo di violenza è sempre in agguato e qualcun altro è stato già preso di mira, purtroppo; e soprattutto è giusto godersi questo momento straordinario di una “nuova vita” di Mimì, anche ascoltando la sua voce in un cd allegato ad un libro appena uscito  “Martini cocktail”.

Dopo la  scomparsa dell’artista, nella sua casa fu infatti rinvenuto il nastro contenente uno speciale radiofonico registrato a Napoli presso Radio Kiss Kiss Italia, e purtroppo mai andato in onda a causa della sua morte improvvisa. Nel cd che dura circa un’ora, troviamo un’inedita Mimì nella brillante veste di speaker radiofonica del programma “Tutti in una volta”, in cui attraverso dieci canzoni scelte e lanciate da lei stessa racconta storie e aneddoti del suo percorso umano e artistico. Questo gioiellino è allegato ad un libro che contiene interviste, contributi di collaboratori e foto inedite (32 scatti) di Luciano Tallarini. Ciro Castaldo, che lo ha curato, ha fatto scegliere a Mimì il titolo: “se dovessi scrivere un libro sulla mia vita lo chiamerei Martini cocktail – aveva detto Mimì – perché la mia finora è stata un’esistenza agitata e composita proprio come un cocktail”. Resta difficile pensare ad una forma di “risarcimento” per il male che le è stato fatto, ma oggi la sua voce nell’aria, l’attenzione mediatica che si sta suscitando, l’affetto e la stima del pubblico, dimostrano che la sua arte ha vinto, e che è possibile volare alto, anche sulla grettezza umana.

Commenti (3):

silvia

E’ bello e importante sentir parlare di Mimì da una cantautrice sincera, coraggiosa e sempre in prima fila per salvaguardare la buona e vera musica italiana. Carissima Grazia. Splendido e interessantissimo articolo. Grazie!

Angela Palazzo

Grazie a Grazia Di Michele, un’artista intelligente e raffinata, negli anni di attività cantautoriale fino ad oggi in continuo contatto, profondo e professionale, con tantissimi giovani a cui ha sempre fatto conoscere ed apprezzare la grande indimenticabile Mia Martini!

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