Perché la bufala dell’ingegnere Davide Bianchi è anche un tentativo di truffa: analisi sito Ecofuel

Doveroso approfondimento, non siamo al cospetto solo di una fake news

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Ritorniamo sulla bufale dell’ingegnere Davide Bianchi e della sua invenzione del dispositivo EcoFuel in grado di ridurre (o meglio ottimizzare) il consumo del carburante) fino al 30%. Un nuovo approfondimento è doveroso per i nostri lettori, per metterli in guardia dal rischio di acquisti avventati online che potrebbero davvero lasciare l’amaro in bocca.

Della bufala dell’ingegnere Davide Bianchi abbiamo prontamente parlato a gennaio, in occasione della sua prima diffusione: con un video emozionale si tendeva a mettere in risalto il finto racconto di un valente studente dell’università di Bologna alle prese con la tesi di laurea e con l’invenzione del dispositivo EcoFuel in grado di farci risparmiare sui consumi di carburante. Il video social che accompagna la storia è emozionale, per molti aspetti “esageratamente” caricato di pathos ma ciònon ha bloccato la diffusione. La fake news in se non creerebbe tanto danno se non quello di  creare disinformazione, se non fosse che ai post virali su Facebook si accompagna il link al sito che promuove il dispositivo “salva-portafoglio” con tanto di shop online super attrezzato.

Da un’analisi approfondita condotta pure dal sito BUTAC, apprendiamo dunque che lo shop dedicato al dispositivo EcoFuel è in realtà alloggiato non su server italiani ma a Malta e pure a voler contattare l’assistenza dello store, questa è disponibile chiamando unicamente un numero telefonico  presente nel Regno Unito. Già questi due elementi dovrebbero farci riflettere sul tentativo di truffa ma è tentando l’acquisto di un prodotto che viene fuori il vero e proprio raggiro. Sulla pagina in cui è possibile mettere uno o pià pacchetti di EcoFyuuel nel carrello compaiono (insistenti) notifiche in cui si comunica che Tizio e Caio appena acquistato il prodotto oppure che sono ancora disponibili un numero  limitato di pezzi per l’acquisto. Non si tratta di informazioni reali ma di alert creati ad hoc per spingere il cliente alla transazione.

Insomma, invitiamo i nostri lettori a non credere ancora alla bufala dell’ingegnere Davide Bianchi genio incompreso dell’università di Bologna e tenere pure a bada la propria carta di credito da eventuali acquisti non oculati.

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