Il “pentimento” di Ultimo da Fiorello (audio): una risata seppellirà la boria e le polemiche?

L'audio dell'intervista di Ultimo da Fiorello: il cantautore prova a smorzare i toni dopo aver tirato per le lunghe le polemiche sul televoto (e aver abusato della pazienza di tutti)

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A due giorni da quello sfogo dai toni concitati e a tratti volgari in conferenza stampa dopo la vittoria sfiorata a Sanremo, l’ospitata di Ultimo da Fiorello a Radio Deejay per Il Rosario della Sera suona come un’inversione di tendenza rispetto alla piega che aveva preso la gestione della vicenda da parte del cantautore romano negli ultimi giorni.

Assente a Domenica In (ma non unico a disertare), Ultimo aveva snobbato anche la tradizionale copertina di Tv Sorrisi e Canzoni dedicata ai finalisti, per non parlare delle numerose stories su Instagram in cui, ancora a caldo, esternava con ancor più durezza che in conferenza stampa i suoi dubbi sul regolamento di Sanremo: il fatto che la preferenza popolare espressa in suo favore col televoto sia stata completamente ribaltata dal voto delle due giurie di qualità ha spinto il cantautore a chiedersi quanto valesse la partecipazione del pubblico a quel sistema di voto e perché sia stata ignorata in favore di un meccanismo ritenuto non rappresentativo della volontà di chi poi di musica fruisce per davvero tutto l’anno e non solo a Sanremo. Regolamento, va detto, che era lo stesso dello scorso anno, quando Ultimo vinse Sanremo nella categoria Nuove Proposte. E che viene da chiedersi se il cantante abbia letto e accettato prima di parteciparvi nuovamente quest’anno, visto che ora ne mette in dubbio la validità. Evidentemente il meccanismo prevede la possibilità che il voto popolare sia sovvertito da quello delle due giurie nel computo delle medie ponderate di tutte le preferenze espresse nelle cinque serate del Festival e, purtroppo per Ultimo, è capitato proprio a lui! Il favorito, la rivelazione, il Peter Pan di San Basilio, il Vasco in erba si è ritrovato a dover cedere la palma di vincitore, con evidente rabbia e frustrazione sfogate senza mezzi termini contro giornalisti e giurati, alla sorpresa Mahmood, cui non ha nemmeno rivolto la parola in conferenza stampa dopo la fine del Festival e che nelle sue stories appella come “altro artista” senza nemmeno farne il nome.

Forse fiutando un potenziale danno di immagine dopo che il suo atteggiamento ha generato un sentiment contrastante in rete nei giorni successivi alla vittoria, con una spaccatura totale tra chi lo sostiene acriticamente e senza riserve da un lato e chi non ne sopporta la boria e il rancore esibiti con orgoglio dall’altro, lunedì è arrivato un primo passo verso la normalizzazione di una situazione che stava oggettivamente diventando una farsa insopportabile e monotona.

Ultimo si è presentato negli studi del programma di Fiorello Il Rosario della Sera non prima di aver rimediato un sonoro cazziatone dallo showman per aver dato forfait: “Vorrei rivolgere due parole a Ultimo che oggi sarebbe dovuto essere in radio, ma mi è stato detto che non verrà. Non so se non viene perché io ho fatto un tweet in cui dicevo ‘Chi ha vinto ha vinto, è inutile guardare chi è il padre, chi la madre, inutile guardare le percentuali’. Io vorrei fare un appello a Ultimo dicendo che sta commettendo degli errori, nonostante credo che abbia ragione” aveva dichiarato Fiorello. Rimproverato dal conduttore per l’ennesima diserzione, Ultimo ha cambiato idea all’ultimo momento, mantenendo fede all’impegno e cogliendo l’occasione per sdrammatizzare e dimostrare di non avere un eterno broncio sulla faccia.

Nella chiacchierata con Fiorello ha sostenuto di non avere alcun rancore nei confronti dell’esperienza fatta al Festival e non ha escluso di tornarvi in gara in futuro semmai avrà un pezzo adatto, poi ha provato a smorzare la tensione di questi giorni facendosi coinvolgere dal conduttore in una sorta di show improvvisato: incalzato da Fiorello, Ultimo ha intonato Riccione dei Thegiornalisti adattandola al contesto di Sanremo con quel ritornello che recita “quasi quasi mi pento”, a mo’ di scuse per la sua arroganza contro i giornalisti accusati di avergli portato sfiga per tutta la settimana sanremese (la cosa più infamante e volgare che potesse dire, perlopiù in un Festival che ha celebrato Mia Martini chiedendole scusa per una carriera e una vita rovinate da stupide superstizioni). Ma ha continuato a cantare anche nel resto della puntata, con L’isola che non c’è di Bennato, per poi duettare con Fiorello sulle note de Il ballo delle incertezze sulla base di Easy dei Commodores.

Dopo giorni di accuse, risentimenti e toni sempre più incazzati, è proprio il caso di dire che sarebbe meglio che una risata seppellisse questa infinita, inutile e lagnosa (almeno quanto le sue canzoni) polemica: chi vince ha vinto, chi perde ha perso come ricorda il presidente della tanto vituperata Giuria d’Onore Mauro Pagani (citofonare a Fiorella Mannoia, che si vide superata in finale da Francesco Gabbani nel 2017 senza fare una piega) e bisogna imparare ad accettare i verdetti frutto di regolamenti scritti nero su bianco, magari commentandoli, contestandoli se si ritiene di avere argomenti validi, ma senza insulti beceri, superstizioni arcaiche e senza prosciugare la pazienza della gente che dopo cinque giorni di Sanremo ne ha piene le scatole.

La verità è che Fiorello, con quello che ha definito “un gesto distensivo” ha fatto un gran favore a questo “ragazzo” (come lo stesso Ultimo ha apostrofato Mahmood in conferenza stampa sabato) certamente di talento ma fin troppo infantile da passare dalla ragione al torto in un secondo per modi e toni indecenti, inaccettabili perfino per un 22enne che ha dalla sua parte la scusante dell’immaturità e che sta rischiando col suo atteggiamento di perdere anche il sostegno di una parte di coloro che hanno condiviso l’umana delusione e ne hanno compreso l’inevitabile amarezza. Perché se c’è una cosa che il pubblico difficilmente perdona (almeno quello dotato di una certa maturità) è la spocchia ingiustificata di chi si sente arrivato quando in realtà, visto che solo un anno fa era sconosciuto ai più, dovrebbe ricordarsi di essere appena partito.

L’intervista è disponibile in video dal minuto 27:00.

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