Come hanno votato televoto e giurie a Sanremo 2019, percentuali finali e classifiche di tutte le 5 serate del Festival

Ecco come hanno votato televoto e giurie a Sanremo 2019 in tutte le cinque serate del Festival vinto da Mahmood

I voti certamente discordanti di televoto e giurie a Sanremo 2019 hanno portato al trionfo a sorpresa dell’outsider Mahmood e alla vittoria scippata al predestinato Ultimo, che a giudicare dal voto popolare espresso dal pubblico da casa è risultato primo nelle preferenze, poi penalizzato dalle scelte di Giuria d’onore e Sala Stampa.

Lo sfogo del cantautore romano al termine della sua esperienza sanremese, che l’ha visto favorito per la vittoria fino all’ultimo momento e poi surclassato dalla sorpresa Mahmood, arriva proprio dalla constatazione che il televoto lo avrebbe largamente premiato, ma quel flusso di voti è stato mitigato dalle preferenze delle due giurie al momento di decretare il podio.

L’edizione numero 69 si è conclusa con un podio molto giovane, con un’età media di 25 anni, risultato che la Rai e la città di Sanremo rivendicano come frutto di un grande lavoro fatto con Area Sanremo e Sanremo Giovani in questi ultimi anni. “Sembra una favola il fatto che qualcuno che provenga da Area Sanremo e da Sanremo Giovani abbia vinto e che si sia verificato con la formula di un Festival dedicato agli esordienti e un Festival di febbraio con un’unica categoria, senza campionati di serie A e B: si è verificata la previsione più incredibile, che il vincitore del primo Festival abbia vinto quello vero e proprio” ha aggiunto il direttore artistico Claudio Baglioni in conferenza stampa domenica. Ma nonostante la bella notizia di un ringiovanimento della rosa degli artisti più alti in classifica, non mancano le polemiche sul risultato finale.

Il podio di Sanremo 2019 è frutto di una media ponderata tra i voti espressi nella serata finale e quelli delle quattro serate precedenti. La classifica finale del 9 febbraio è determinata dal voto del Televoto che pesa al 50%, dal voto della Sala Stampa che pesa per il 30% e da quello della Giuria d’onore al 20%, che con la media delle altre serate è risultata così suddivisa per i primi tre: Il Volo si classifica al terzo posto con il 25,53% (30,26% di preferenze provenienti dal Televoto); Ultimo si ferma al secondo posto con il 35,56 % (48,80% di preferenze dal Televoto) mentre Mahmood ha vinto di misura con pochi punti di vantaggio sul secondo classificato col 38,92%, votato dal Televoto solo per il 20,95%, in percentuale meno della metà dei voti arrivati da casa per Ultimo.

Ecco, invece, come hanno votato il televoto e le giurie dal 5 al 9 febbraio: dalle tabelle che mostrano i voti ottenuti in ciascuna serata sia dal televoto che dalle diverse giurie chiamate a votare secondo il sistema misto di quest’edizione, sommati e percentualizzati nel totale tenendo conto non solo del risultato della singola serata ma anche via via delle precedenti, si evince come Ultimo e Il Volo si siano alternati in prima posizione praticamente per tutta la durata de Festival, col cantautore romano in vetta alla prima classifica parziale del 5 febbraio (Televoto+Demoscopica+Sala Stampa) mentre il trio in risalita in quella del 4 febbraio (Televoto+Giuria d’Onore+Sala Stampa), praticamente scambiandosi le percentuali con cui hanno dominato le rispettive classifiche. Anche nelle due serate in cui i 24 cantanti sono stati divisi esibendosi 12 il mercoledì e 12 il giovedì, Il Volo e Ultimo sono risultati primatisti con le rispettive esibizioni. Mahmood, invece, ha esordito ottavo nella prima classifica ed è risalito al quinto posto in quella del venerdì. La classifica della serata finale del 9 febbraio, invece, ha visto Mahmood risalire la china nella competizione a 24, con una percentuale di serata del 13,30%, con cui ha superato Ultimo affermandosi come il più votato della serata sommando i diversi sistemi. Il cumulo con le serate precedenti, però, ha fatto sì che comunque Ultimo risultasse primo in una ipotetica classifica a 24, seguito da Il Volo e Mahmood.

Finché hanno concorso tutti gli artisti, dunque, stando alla classifica della serata finale prima dell’ulteriore votazione ristretta ai primi 3, il podio si sarebbe composto così: Ultimo (11,72%), Il Volo (10,54%), Mahmood (9,85%). A stravolgere il risultato è stata l’ultima tornata di voto prevista dal regolamento (sempre cumulata ai risultati precedenti) e limitata ai tre brani più votati di tutte le serate: il podio finale e definitivo ha visto Mahmood risalire in prima posizione, seguito da Ultimo e Il Volo con le percentuali sopra indicate, evidentemente grazie al favore delle due giurie (si ricorda che ciascun giornalista della Sala Stampa e ciascun giurato d’Onore hanno avuto a disposizione una preferenza singola da attribuire a un singolo concorrente).

Chiaramente, al momento di votare il trio di potenziali vincitori, la Sala Stampa e la Giuria d’Onore sono accorse in aiuto di Mahmood, oltre che per preferenza personale forse anche prevedendo e volendo mitigare il grande afflusso di voti da casa dato per scontato per Ultimo e Il Volo.

In conferenza stampa, alla domanda sulla scarsa rappresentanza di un voto composto da tre fonti di valutazione diverse, Baglioni si è detto favorevole ad una votazione che sia solo affidata al solo voto popolare, pur con le storture che questo sistema può presentare.

Io sono assolutamente d’accordo: o il Festival diventa di nuovo, come sono molte dimostrazioni festivaliere, deciso da addetti ai lavori certificati come tali, e questa è una possibilità, o questa mescolanza di 3 o 4 giurie diventa discutibile. Qualsiasi direttore artistico arrivi a Saremo trova le incrostazioni precedenti, difficili da rimuovere, ma ci sono dei timori verso la sala stampa: si pensa che togliere ai critici il loro diritto di voto possa suscitare un ritorno ostile, non so se di fronte a questo, qualora avvenisse, voi reagireste in questa maniera. Se il Festival vuole essere davvero una manifestazione popolare si può far votare solo il pubblico. Anche la giuria d’onore è un retaggio televisivo dato dal fatto che si pensa che più volti televisivi facciano bene alla tv. Io sono d’accordo: o si sceglie una linea o l’altra.

Se un sistema misto rischia di diventare poco rappresentativo della volontà espressa dal pubblico come pare avvenuto in questo caso, il problema di affidare una votazione al solo televoto, però, porta con sé altre distorsioni, non solo per eventuali usi fraudolenti di sistemi di call center ma soprattutto perché favorirebbe inevitabilmente chi può muovere grandi masse di voti essendo già abituato ad avere fanbase molto attive (gli ex talent, per intenderci) e da parte di chi ha un management che può permettersi di investire in voti che hanno un costo (1,5€ a preferenza). Ma sicuramente è una questione che in vista della settantesima edizione gli organizzatori dovranno porsi.

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