Le Regole del Delitto Perfetto torna alla prima stagione con l’Operazione Falò, recensione 5×12 e promo 5×13

Ne Le Regole del Delitto Perfetto 5x12 Annalise e Gabriel Maddox coalizzati contro l'FBI, che intanto indaga sul caso Sam Keating

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Quando mancano ormai pochi episodi alla fine di questa quinta stagione, la trama de Le Regole del Delitto Perfetto sembra sempre più in preda di schegge impazzite. E le schegge sono i suoi protagonisti.

Ognuno di loro, potenzialmente, da un momento all’altro è capace di fare una mossa, volontaria o involontaria, che fa saltare il banco: la posta in gioco è la libertà dei Keating 5 e di Annalise, ma anche quella di Bonnie e Nate, e ovviamente di Frank, perché tutti, nessuno escluso, sono implicati nella morte di Sam Keating e in tutto ciò che ne è seguito nel corso degli anni.

Con il tredicesimo episodio della quinta stagione sembra ormai essere tornati alle origini, laddove tutto è partito: si scopre infatti che l’FBI sta indagando sui collegamenti interni tra il gruppo di studenti e la loro docente di diritto penale, ma anche sul loro eventuale coinvolgimento in una serie di reati, a partire dalla scomparsa di Sam Keating, in un’inchiesta chiamata non a caso “Operazione Falò” (proprio con le fiamme che carbonizzarono i resti dell’uomo si aprì la prima stagione).

Quello che ormai riuscirebbe difficile a qualsiasi spettatore vista la tessitura sempre più fitta di questa trama, sembra averlo fatto l’agente dell’FBI Claire Telesco, che sul muro del suo ufficio ha plasticamente riprodotto, sulla base delle prove e degli indizi ancora insufficienti a sua disposizione, la mole di delitti alla base di questa serie, in cui tutti si sono macchiati di almeno un crimine, in una scala di gravità che va dall’omicidio all’occultamento di prove fino all’intralcio alla giustizia. Nessuno si salva dalla spirale di delitti di How To Get Away With Murder, perché il titolo non si riferisce solo agli insegnamenti di diritto penale della protagonista, la spregiudicata Annalise Keating, ma anche alla necessità di coloro che sono finiti invischiati in una serie di omicidi di farla franca senza finire in galera.

In questa seconda parte di stagione, dopo la rivelazione che il morto nella neve al matrimonio di Oliver e Connor è il procuratore Miller, pestato a sangue da Nate e finito da Bonnie, tutto si regge sulla necessità del gruppo di occultare le prove di quest’ennesimo omicidio e farne ricadere la colpa sulla governatrice Birkhead che ha presumibilmente ha ordinato l’uccisione del padre di Nate per una vendetta contro Annalise. Ma questo piano ha molti rischi: in primis qualcuno potrebbe aver visto Nate discutere con Miller al matrimonio prima del delitto, in secondo luogo Annalise e i suoi devono stare attenti a non fare passi falsi per esporsi al rischio che qualcuno scopra le loro colpe nell’omicidio di Sam, a partire dal figlio dell’uomo, Gabriel Maddox.

Quest’ultimo è diventato la vera chiave di volta della stagione: prima arrestato dall’FBI perché ultimo ad aver sentito Miller prima della scomparsa, poi accusato di terrorismo interno per proteste contro la polizia risalenti ad anni prima, infine ricattato dalla Telasco con un’immunità in cambio di informazioni su Annalise. Quest’ultima ha assunto la sua difesa in tribunale, ma ora si trova messa all’angolo: da un lato deve nascondere a Maddox la verità su suo padre e assicurarsi che il ragazzo non la tradisca con l’FBI, dall’altro la necessità di portare avanti il piano per incolpare la governatrice Birkhead della morte di Miller rischia di esporla a rischi concreti. Ad esempio, il fatto Miller abbia usato una volta il suo telefono per chiamare Maria Sloane, assistente del Dipartimento dei Servizi per l’infanzia di Cleveland che anni prima respinse la richiesta di adozione di Wes da parte di Annalise, è il primo vero collegamento tra Miller e la governatrice che dimostrerebbe una combutta (visto che anche la Birkhead era a conoscenza della pratica), ma usare questo collegamento per spingere l’FBI ad incolpare la donna metterebbe Annalise ancora più sotto la lente di ingrandimento dei federali perché la collegherebbe a doppio filo al defunto Wes, che per ora è l’unico riconosciuto come omicida di Sam Keating.

Ancora una volta, Annalise diventa la donna che deve porre rimedio alle malefatte altrui, commettendo a sua volta altri reati: la Keating chiede a Gabriel di aiutarla a distruggere la Birkhead mentendo all’FBI, cosa che il ragazzo decide di fare (nonostante sia incavolato con i Keating 5 per aver scoperto che l’hanno spiato nella sua stanza per mesi grazie alla telecamera installata da Frank). Quando Maddox racconta alla Telesco che ha sentito Miller parlare con qualcuno dei piani di adozione di Annalise e fa il nome di Lynne (la governatrice), in realtà non sa che l’FBI sta indagando molto più ad ampio raggio che non soltanto sul caso Miller.

Intanto Michaela è costretta a mentire a Teagan per evitare che faccia da informatrice con l’FBI, Bonnie deve affrontare anche il peso di mentire alla madre di Miller e farsi straziare dal suo dolore quando il gruppo decide che è ora di far ritrovare il corpo del defunto e Asher scopre che la madre di Connor ha postato una foto di loro due insieme alle nozze in cui si intravedono Miller e Nate che discutono sullo sfondo. Ecco, in questa stagione de Le Regole del Delitto Perfetto da ogni angolazione può arrivare una scheggia impazzita che cambia le carte in tavola. Il finale, col quindicesimo episodio, dovrà decisamente fare uno sforzo maggiore per rimettere insieme tutti i pezzi dando più coesione a questa trama che è un fiume in piena ricco di affluenti.

Ecco il promo dell’episodio 15×13, dal titolo Where Are Your Parents?, che insinua un ulteriore dubbio: Annalise potrebbe sfilarsi dal gruppo accettando un’immunità totale in cambio di una confessione su tutti i reati commessi e di cui è a conoscenza?

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